"Quando c'è mancanza di valori"

A seguito della notizia dello sciopero dei dipendenti del comune, non tarda ad arrivare il primo forte commento della minoranza. Abbiamo sentito il consigliere Gianmichele Bianco che ha sempre mostrato una certa attenzione alle problematiche del personale del comune e, durante l'ultimo consiglio comunale, aveva fatto non pochi riferimenti alla necessità di cambiamenti del clima.

"Ho letto la replica del sindaco ai dipendenti: vorrei ricordare che il tema è già stato affrontato e io dissi che le regole furono cambiate da un momento all'altro, senza confronto. Il punto è un altro. E' davvero doveroso ripetere le amare considerazioni che già ho espresso tempo fa perchè le tristi logiche organizzative che imperano in comune sono lo "specchio dell'anima" di chi realmente amministra e, quindi, reali più dell'apparenza che l'amministrazione comunale intende mostrare."

"Il clima organizzativoprosegue Bianco – influenza tutto quello che avviene nell’organizzazione e influenza l’efficacia e l’efficienza per il raggiungimento degli obiettivi. Il clima di un’organizzazione è riconosciuto come indicatore della qualità delle relazioni e interpreta la cultura e i valori di cui i vertici organizzativi sono portatori. Ecco il punto: interpreta i valori. Non lo dico io, lo affermano le ricerche internazionali, gli studiosi più accreditati, il mondo, insomma. Il clima rappresenta i valori."

Insiste molte volte sul concetto di valore il consigliere Bianco perchè, a suo dire "quali sono i valori dei leader e della Lega, in questo caso, se manca il coinvolgimento, la coesione, il sostegno reciproco, l’autonomia, l’orientamento al compito, la passione lavorativa, la chiarezza dei compiti, il comfort, la disponibilità delle informazioni, l’equità? Non c'è che dire, è l'ennesima riprova di non-caratteristiche che rimandano alla cultura e ai valori di chi regge l’organizzazione stessa e la vuole così. Il fatto singolare è che la gente che li ha votati sono sicuro che non li vorrebbe come capi nelle loro aziende."

E, certo, non nasconde i suoi pensieri il consigliere del Gruppo Misto che prosegue: "è estremamente deprimente per me verificare il pessimo clima lavorativo che esiste nell’amministrazione comunale. D’altronde, la manifestazione di climi negativi è spesso un effetto voluto per manifestare l’assoluto bisogno di potere e di controllo. E’ l’unico modo che si attua quando altro non esiste; l’autorità e non l’autorevolezza ha sempre portato guai, però ha un lieto fine: ha sempre determinato il fallimento dell’autorità di turno."

Il consigliere riprende a grandi linee la sua recente relazione in consiglio, e ricorda come "chiunque, politico, amministrativo o esterno invisibile al Comune, abbia le redini del personale è mancato alla lezione sull’importanza del benessere organizzativo oppure ha idee in conflitto con le teorie più moderne sulle organizzazioni aziendali." 

A suo parere, inoltre, pare estremamente singolare e contradditorio che con un clima così non si prendano provvedimenti con chi ha le redini organizzative. "Se le funzioni organizzative devono essere misurate, qual è l’indice di performance di chi gestisce, politicamente, amministrativamente o da esterno il personale? Io ipotizzerei la buona gestione confidando nelle teorie più accreditate. E se l’indice di misurazione misura un clima così nefasto, che si fa? Nulla, mi sembra di aver visto dalle relazioni del nucleo di valutazione. Nulla di nulla. Come se il clima nefasto fosse un dato necessario a questa organizzazione. "

E poi lancia una sfida alla maggioranza. "Amici della maggioranza, lavorereste con un clima così nella vostra azienda? E che farebbe un imprenditore se avesse un clima così in azienda? Probabilmente chiederebbe spiegazioni al suo responsabile del personale. Qui no, però. Qui è tutto assolutamente normale perché, ovviamente, gli impiegati sono fannulloni secondo il pensiero dominante. Ma rimane la domanda: questo pensiero dominante identificatore di impiegati fannulloni capaci di creare un clima così negativo di chi è? Posso avere un nome?"

E conclude che "sono bravi questi collaboratori: non gli è mai proprio venuto in mente ai nostri amministratori che magari i fannulloni, non dell’azione, ma del pensiero organizzativo, sono tra loro? Seguendo le indicazioni di Brunetta, li si mandi a casa quei fannulloni nel pensiero, non fossa'altro che non riescono ad identificare un modello diverso da quello, estremamente scarso, che hanno in mente. Nessuno li vorrebbe come capi, chissà come fanno ad essere eletti."

Articolo precedenteIl Sindaco: “Non si accetta il criterio del merito”
Articolo successivoArriva la tempesta
Giulio Braggio
Abita a San Giorgio dalla nascita (14 marzo 1960). Sposato con Paola, è attivo da sempre nel mondo del volontariato. Ha fatto anche un’esperienza politica a livello locale come Consigliere comunale dal 1990 al 1998. Da una decina d’anni lavora nel sindacato Cisl. E’ appassionato di fotografia, informatica, automobilismo e amante dei cani. Collabora con il Baco da Seta dal 2002.