Quando a Sona c’erano i ladri di biciclette… e di Madonnine

Residential front yard with an ornate stone fence and gate, a large tree and dense ivy; 'Il Baco Da Seta' text in the lower-left corner.

Il 31 maggio del 1956, settant’anni fa come in questi giorni, il quotidiano L’Arena pubblicò sulla pagine delle cronache dalla provincia, un articolo riguardante il nostro territorio. Titolo: “Ineffabili atti sacrileghi di un ladro arrestato a Sona”. Sottotitolo: “Acciuffato mentre compiva il cinquantasettesimo (secondo lui) furto di biciclette, ha confessato di aver profanato un’immagine del Sacro Cuore e una statua della Madonna. L’arcivescovo alla cerimonia per il ricollocamento del simulacro”. Ed ecco il testo della cronaca (precisiamo che il capitello mariano di cui si parla è quello di via Mangano, e anni fa ne avevamo già parlato).

Nella notte di lunedì a I.T., residente in località Canova di Sona, è accaduto un fatto alquanto strano. Giunto alla sua abitazione accendeva la luce esterna, apriva la porta lasciandola socchiusa ed entrava con due amici per bere un bicchiere. Mentre conversava in un locale vicino al corridoio di ingresso, udiva provenire dal corridoio dei leggeri rumori. Insospettitosi, apriva la porta rimanendo stupefatto nel vedere un individuo che stava per uscire portandosi via una bicicletta da donna.

I.T., vinto il primo attimo di sorpresa, si scagliava contro lo sconosciuto trattenendolo per il collo, e intimandogli di lasciare la bicicletta. Gli amici, che non si erano accorti di quanto stava accadendo, sentito del trambusto si precipitavano a dare manforte a I. T., per non lasciar sfuggire il ladruncolo.

Nonostante le implorazioni del mariuolo, il quale chiedeva che lo lasciassero andare, i tre amici decidevano di portarlo nella caserma dei carabinieri di Sommacampagna. Qui giunto, veniva identificato per E.U., di 32 anni, attualmente residente in quel di Bussolengo. Si seppe anche che nella stessa notte egli aveva rubato presso un posteggio di Verona un’altra bicicletta, che era stata nascosta da lui in un campo – vedi combinazione – di proprietà di I.T. presso la stazione ferroviaria di Sommacampagna, e che fu poi trovata.

Confessava inoltre di avere durante il tragitto da Bussolengo a Sona, tolto un quadro del Sacro Cuore da un capitello vicino al crocione di Bussolengo ed inoltre di avere levata la Madonnina dal capitello di Sona, e di averla gettata nel campo vicino. Infatti I.T., mentre si recava a Sona verso le 21.30, vedeva alla luce dei fari della propria macchina, un individuo che si nascondeva dietro una siepe vicino al capitello. Inoltre E.U. ha dichiarato di avere rubato altre 56 biciclette. 

L’altra sera alla presenza del vescovo di Verona, delle autorità comunali e di tutta la popolazione di Sona e dei centri vicini, è stata riposta nella nicchia del capitello la Madonnina che dall’anno mariano 1954 vi si trovava. E’ stata una cerimonia veramente commovente. Ha parlato l’arcivescovo mons. Urbani che, con parole di profondo rammarico per l’insano gesto compiuto, ha invitato i fedeli a pregare e ad avvicinarsi sempre più alla Madonna.

Nella foto in alto: il capitello di via Mangano come appariva in una foto di vent’anni fa. Sotto, il capitello oggi, in attesa di ristrutturazione.

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Mario Nicoli
Nato a Verona nel 1956, ha lavorato come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.