Quali servizi garantisce il Comune di Sona alle mamme? Una lettura attraverso il territorio

Potrei fare un elenco di opportunità. Potrei trascrivere un’intervista domanda e risposta. Ma a me piacciono le storie, quelle in cui se fai la scelta di un’azione, come scrivere un pezzo, c’è un motivo personale. C’è un’emozione di ricerca di senso. Forse proprio per questo la rubrica si chiama GeoHeart.

Cominciamo, come ogni storia, dall’inizio. Il mese scorso, registrando per il Baco il podcast per la Festa della Mamma, mi sono chiesta quante maternità diverse esistano. Dalle più felicemente serene alle più complesse e magari destabilizzanti. Pensando agli studi americani degli anni Settanta sulle geografie dei bambini, mi sono domandata come una mamma possa leggere il proprio territorio attraverso i suoi bisogni e ricavarne una mappatura di servizi per essere madre. In ogni sua forma.

Le storie hanno uno svolgimento. E così ho contattato Monia Cimichella, vicesindaco del Comune di Sona. Ci siamo incontrate. “Parliamo di mamme? Di tutte le mamme”. In confronti passati abbiamo sempre condiviso l’uso dell’espressione diretta, lo sguardo oltre le convenzioni sociali, il convincimento che ci siano “cose da fare” per le donne.

Non per principi femministi, ma per equità. O meglio, si dice, per pari opportunità. So che le mie domande con lei trovano risposta, un punto di vista personale che può raccogliere o meno il plauso dell’ascoltatore e del lettore, ma che sempre è espressione di un pensiero radicato.

Partiamo da un punto scomodo. Ci sono donne che faticano a essere madri. Non per la stanchezza quotidiana dei tanti impegni, non per la responsabilità educativa, ma perché vivono un’inadeguatezza che può arrivare al non riconoscersi nel ruolo. Siccome però la società attribuisce in prevalenza un valore assolutamente positivo alla maternità, tacciono e soffrono ulteriormente.

“Aspiro alla creazione di un ambiente non giudicante rispetto al sentirsi inadeguata, desidero il non giudizio sulle mammemi spiega la vicesindaco -. Al tempo stesso riteniamo importante che i servizi socio educativi siano percepiti come un’opportunità per tutta la comunità femminile, non solo come supporto per i casi. I servizi sono una rete di condivisione, di formazione, di riflessione, di occasioni di incontro in cui le donne parlano tra di loro, si conoscono, si raccontano, si confrontano e chi ha esperienza di superamento di difficoltà può diventare risorsa per chi le sta affrontando”.

Mi coinvolge in suoi pezzi di vita, animati da persone e vicende che mi esemplificano chiaramente il concetto. Mi piace questa visione perché l’offerta territoriale è interpretata come una costruzione di relazioni e si sviluppa nella direzione del concetto di sostenibilità sociale intesa come inclusione dei cittadini in una dimensione di benessere. Usare i servizi non significa esprimere la propria necessità o fragilità, significa partecipare a un progetto di crescita collettiva.

Arriviamo alla conclusione della storia. E quindi quali servizi offre l’amministrazione comunale di Sona? Facciamo un elenco. Eccolo:

  • ostetrica a domicilio;
  • kit con i progetti in essere, i recapiti dei servizi e i materiali di Nati per Leggere disponibile all’ufficio anagrafe;
  • baby pit stop con angolo fasciatoio presso la biblioteca di Sona;
  • spazio famiglia fino ai 3 anni;
  • formazione genitori;
  • supporto per minori e famiglia, disabilità, famiglie con over 65, situazioni di marginalità;
  • sportello genitori e sportello psicopedagogico per consulenze brevi;
  • Caregiver (in fase di progettazione) per docenti e studenti;

Monia Cimichella ci tiene a ricordare che i servizi sono gratuiti. Osservo che spesso i cittadini, in questo caso le cittadine, non sono a conoscenza delle possibilità presenti nei territori.  Forse per pigrizia nella ricerca delle informazioni, forse per siti comunali non immediati, non sfruttano a pieno il lavoro dei servizi socio educativi.

Un numero di telefono e altri recapiti veloci? Risposta pronta: “Per informazioni generali 045/6080155 e per i casi più complessi 045/6090198; email: servizisocioeducativi@comune.sona.vr.it”. E sui social che sono più consultati dei siti? “Facebook: Servizio Socio Educativo Comune di Sona; Instagram: click.sona”. Cerco le pagine social e clicco “Segui”. Controllo i followers: FB 705, Instagram 251. Faccio due calcoli su abitanti e followers, anche togliendo tutte le fasce non interessate: per fare rete bisogna spingere.

“Abbiamo terminato il progetto Gomitolino di otto incontri dedicati ai bambini tra 0 e 12 mesi e la nostra soddisfazione è stata sapere che il gruppo di mamme partecipanti continua a incontrarsi al di fuori. Stiamo anche pianificando con la consigliera alle Pari Opportunità un percorso per approfondire lo stato emotivo delle donne che lavorano e che si occupano della famiglia per riflettere sul senso di colpa che può insinuarsi nelle aspirazioni professionali”, aggiunge ancora lei.

Sento che c’è futuro dentro le sue parole e che c’è volontà di trovare strade per raggiungere le donne e dialogare con loro. E’ emersa dalla nostra conversazione una geografia del territorio al femminile animata dalla consapevolezza che una comunità per crescere necessita dell’apporto cosiddetto rosa. Questo, attraverso i servizi proposti, deve essere supportato e sviluppato attraverso spazi di espressione e di condivisione di esperienze e di valori. Ora la palla passa alle cittadine.

Luisa Fazzini
È docente di Lettere nella scuola secondaria di I grado dal 2001. Negli ultimi anni ha scelto di dedicarsi, prima prevalentemente e ora esclusivamente, all’insegnamento della Geografia. Si occupa di formazione, ha vinto due premi regionali scolastici ARPAV per progettazione ambientale in qualità, è membro del Consiglio Nazionale AIIG (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia), è referente per l’educazione per Slow Food Veneto, cura la rubrica on line “Geografica. La didattica della meraviglia” per la rivista Erodoto 108 e pubblica percorsi didattici con Erickson, Loescher e Rizzoli.