Quale lotta all’evasione fiscale a Sona?

Un comico italiano recentemente scriveva: corsi e ricorsi, ma non arrivai! Sembra la storia della politica italiana. Le Minoranze a Sona hanno depositato in questi gioni una mozione per chiedere al Consiglio comunale, ai sensi del Decreto legge n.138 del 13 agosto 2011, di costituire un Consiglio Tributario per contrastare l’evasione fiscale.

 

Corsi e ricorsi. Con il passaggio dell’imposizione dal livello locale a quello statale, anno 1974, la legge diede ai Comuni la possibilità di segnalare al Fisco eventuali importanti evasioni analizzando le Denuncie dei Redditi che, in quegli anni, venivano depositate in copia ai Comuni senza peraltro prevedere, come la norma presente, che le eventuali maggiori entrate restassero nel bilancio comunale.

 

Sona nel 1977, con pochi altri Comuni della Provincia, nominò una Commissione Tributaria, eletta dal Consiglio Comunale fra cittadini residenti nel Comune. Il primo Presidente di questa Commissione fu l’ex-Sindaco Carlo Scattolini. Servì, non servì?

 

L’iniziativa fu utile probabilmente per incentivare i cittadini a denunciare i propri redditi con maggiore “attenzione” in quanto la Commissione, oltre a segnalare i “ casi clamorosi” al Fisco pubblicò, anno per anno, l’elenco dei redditi denunciati da tutti i cittadini, divisi per categorie.

 

Con le indicazioni fornite alla Commissione dal Consiglio si chiese di privilegiare l’aspetto di sensibilizzazione e di educazione al senso civico, piuttosto che quello repressivo. In ossequio a tale scelta, furono assai limitate e solamente per casi eclatanti, le segnalazioni trasmesse al Fisco.

 

Le discussioni nella Comunità, a seguito dell’avvio di quell’iniziativa, furono molto animate, ma mi pare di poter dire, che furono abbastanza “civili”. I Governi di quegli anni non ritennero di insistere nel richiedere alle Amministrazioni locali collaborazione per ridurre l’evasione fiscale ed anche a Sona, dopo pochi anni l’iniziativa, fu interrotta.

 

Il sottoscritto, che fu parte attiva nella scelta di costituire tale Commissione, vede oggi con perplessità la loro eventuale ricostituzione, perché il clima politico non consente di discutere di Fisco, senza che diventi lotta politica a scapito del risultato e della serenità sociale sul territorio.

 

Il mio parere sulla vicenda così grave e penosa dell’evasione fiscale? Gli italiani, i nostri Governanti per primi, avrebbero bisogno di robuste iniezioni di etica civica. Le discussioni attorno alla fiscalità fornite a un tessuto civico malato come il nostro, ove la tolleranza per l’illegalità e la salvaguardia di interessi personali lambisce ormai anche molte persone tradizionalmente coscienziose, non possono che portare a risultati modesti o peggio controproducenti.

 

Si lasci all’Agenzia delle Entrate il compito tecnico di “scovare” gli evasori.