Provincia di Verona, Pasini distribuisce le deleghe: squadra al lavoro sui territori

Formal meeting in a historic, pink-walled room with red chairs; attendees sit at long tables with laptops and microphones while a presentation screen is visible at the front.

La nuova mappa politica della Provincia di Verona prende forma dentro un decreto, ma il suo peso si misurerà fuori dalle stanze istituzionali: sulle strade da sistemare, nelle scuole da mantenere, nei Comuni che chiedono ascolto, nei territori di pianura e montagna che bussano con bisogni diversi alla stessa porta. Questa mattina, venerdì 3 luglio, il presidente Flavio Pasini ha firmato il decreto con cui vengono assegnate le deleghe ai consiglieri e alle consigliere provinciali.

È il passaggio che trasforma il Consiglio provinciale in una macchina operativa, distribuendo responsabilità su alcuni dei dossier più concreti per la vita amministrativa veronese. La Provincia, ente spesso lontano dal clamore della politica quotidiana, resta infatti uno snodo decisivo per materie che toccano da vicino Comuni, studenti, automobilisti, imprese, associazioni e territori: dalla viabilità all’edilizia scolastica, dall’ambiente al trasporto pubblico locale, fino alla Protezione Civile, al bilancio, alla cultura e alle politiche per la montagna.

A Davide Bimbato va la delega alla Protezione Civile, settore che in un territorio esposto a emergenze climatiche, idrogeologiche e logistiche richiede coordinamento rapido e capacità di raccordo tra enti. Francesco Casella seguirà le Politiche per il lavoro, tema che resta centrale in una provincia segnata da distretti produttivi, turismo, agricoltura e servizi. A Roberto Danieli sono affidati Lavori pubblici e Manutenzioni, una coppia di deleghe che porta con sé il peso quotidiano delle infrastrutture, delle opere e della cura del patrimonio provinciale.

Sul fronte delle strade e dei collegamenti, la delega più visibile va a Silvia Fiorio, che si occuperà di Viabilità, dei rapporti con i Comuni per le opere viabilistiche e di Turismo. È un incarico di confine tra cantieri, sicurezza, programmazione e attrattività del territorio: perché una strada provinciale non è mai solo asfalto, ma collegamento tra paesi, scuole, aziende, mete turistiche e servizi.

A Davide Furlani vengono assegnate Edilizia scolastica e Politiche per lo sport. La prima è una delle partite più delicate per la Provincia, chiamata a occuparsi degli edifici delle scuole superiori, tra manutenzioni, sicurezza, spazi e investimenti. Maria Orietta Gaiulli seguirà invece Tpl, cioè il Trasporto pubblico locale, e Mobilità leggera, due campi sempre più intrecciati nella discussione su spostamenti sostenibili, collegamenti tra centri e alternative all’auto.

A Paolo Longhi vanno Urbanistica e Sicurezza, mentre Alberto Mazzurana si occuperà di Ambiente e Politiche energetiche, deleghe che guardano a un terreno ormai decisivo per ogni amministrazione: consumo di suolo, tutela del territorio, energia, sostenibilità e adattamento ai cambiamenti in corso. Matteo Melotti seguirà Politiche per l’istruzione e Transizione digitale, un abbinamento che tiene insieme formazione e innovazione dei servizi.

Ampio il pacchetto affidato a Sara Moretto, che avrà le deleghe a Pari Opportunità, Affari legali, CAL, cioè il Consiglio delle Autonomie Locali, Rapporti con l’Unione Europea e Politiche agricole e produzioni tipiche della pianura. È una delega composita, che incrocia rappresentanza, rapporti istituzionali, tutela dei territori agricoli e dimensione europea.

A Stefano Negrini vengono affidati IPA, Patrimonio, Presidenza della Commissione provinciale espropri, Patti territoriali e PNRR. In particolare, la gestione dei dossier legati al PNRR resta una partita amministrativa pesante, fatta di scadenze, risorse, procedure e capacità di portare a terra i progetti. Alessandra Caterina Ravelli seguirà invece le Politiche per la montagna e le Politiche sui Fondi di confine, temi cruciali per le aree più periferiche e per quei Comuni che spesso chiedono strumenti specifici per non restare ai margini.

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A Michele Taioli vanno Polizia Provinciale e Bilancio, due deleghe diverse ma entrambe sensibili: da una parte controllo del territorio e funzioni operative, dall’altra il quadro economico entro cui ogni scelta amministrativa deve trovare copertura. Luca Trentini si occuperà dei Rapporti con A22 e delle Società partecipate, ambiti che toccano infrastrutture strategiche e governance degli enti collegati alla Provincia.

A Erica Vianini sono assegnati Sistema bibliotecario provinciale e Cultura, settori che parlano alla rete dei servizi culturali diffusi nei Comuni, mentre Roberto Albino Zorzi seguirà Politiche venatorie e ittiche, Risorse idriche e Politiche agricole e produzioni tipiche della montagna, un pacchetto che intreccia ambiente, gestione delle risorse, tradizioni e specificità delle aree montane.

Il presidente Flavio Pasini ha trattenuto per sé le deleghe al Personale e ai Gemellaggi, due ambiti che restano dunque direttamente in capo alla presidenza.

Nel decreto si legge anche una linea politica precisa: garantire continuità dove il lavoro era già avviato e, allo stesso tempo, tenere insieme una rappresentanza larga del territorio provinciale. Lo ha spiegato lo stesso Pasini: “Ho confermato buona parte delle deleghe ai consiglieri rieletti per garantire continuità al lavoro svolto nella precedente consiliatura e non disperdere così il patrimonio di competenze sin qui acquisito”. Poi il richiamo al ruolo dell’ente: “Come già in passato, anche oggi ho voluto assicurare una rappresentatività il più ampia possibile, perché la Provincia è la “Casa” di tutti i Comuni veronesi e la sua azione dev’essere sempre coerente con questo principio”.

La frase chiave è proprio questa: la Provincia come casa dei Comuni veronesi. Un’immagine istituzionale, certo, ma anche un promemoria politico. Perché le deleghe non sono semplici etichette da affiancare ai nomi. Sono responsabilità operative su temi che, nei prossimi mesi, passeranno dai tavoli tecnici alle strade, alle scuole, ai territori agricoli, alle biblioteche, ai trasporti, alle valli e alle opere pubbliche. Da oggi la squadra è definita. A parlare, adesso, saranno le priorità scelte e la capacità di trasformarle in risultati visibili.

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