Prostituzione e case di tolleranza: anche a Sona si raccolgono le firme per l’abrogazione della Legge Merlin

Arriva anche a Sona la battaglia per l’abrogazione della legge Merlin, che nel 1958 di fatto chiuse le case di tolleranza dove si esercitava legalmente la prostituzione. La legge, inoltre, mise la parola fine alla regolamentazione della prostituzione e introdusse una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione altrui. Nella foto sopra, del 1956, un tariffario esposto in una casa di tolleranza.

Da tempo, e da più parti, si sostiene che sia ora necessario abrogare questa norma per permettere – secondo i sostenitori di questa linea – di liberare le strade delle nostre città da questo vero e proprio mercato di carne umana, riaprendo le case di tolleranza dove la prostituzione possa essere esercitata in un contesto di garanzie sia legali che mediche, con anche il versamento dei relativi oneri di legge come qualsiasi altra attività commerciale ed imprenditoriale.

Per arrivare a questo obiettivo è nato un Comitato a livello nazionale che sta raccogliendo firme per indire un referendum, al fine di chiedere agli italiani se sono d’accordo (o meno) di abrogare la legge Merlin

Per il Comitato ha scritto al Comune di Sona l’ex Ministro Roberto Calderoli della Lega Nord (che è il principale sponsor politico di questa iniziativa), inviando tutto il materiale per la raccolta firme e chiedendo che i relativi moduli siano messi a disposizione dei cittadini.

E’ già quindi possibile da ora, per chi fosse interessato, andare a mettere la propria firma in Comune a Sona su questi moduli (CLICCA QUI PER VEDERE IL MODULO). La campagna di raccolta firme si chiuderà sabato 4 luglio.

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