Proposte per il dopo pandemia a Sona. E perché il Comune deve diventare il fulcro del cambiamento

Pensavamo un po’ tutti che questo tempo di Covid fosse al termine. Ricordo che a novembre le istituzioni raccomandavano il rispetto delle regole imposte e si ipotizzava una riduzione delle restrizioni dopo Natale. E invece siamo ancora in piena pandemia a Pasqua. Sarà l’ultima illusione? La speranza comunque resta sempre molto forte e dalle istituzioni arrivano segnali di incoraggiamento sempre più forti.

Voglio ricordare le parole di un’intervista al sindaco di Sona Mazzi sul Baco: “Qualche luccichio nel buio inizia ad illuminare la prospettiva nel futuro”. Questa è la speranza ma quando si allenteranno le restrizioni dovremo essere comunque preparati a cambiamenti significativi perché, “non si tornerà come prima”.

Propongo qualche riflessione sul dopo, che l’istituzione del Comune di Sona e la comunità tutta già ora si deve porre.

Sempre in un’altra intervista al Baco il sindaco Mazzi affermava che la sua amministrazione sta pensando alla riorganizzazione degli spazi per i cittadini che usufruiranno dei servizi del Comune: certamente non sarà più accettabile avere le code in strada davanti agli uffici pubblici. Sarà anche diversa la modalità di accedervi con un forte sviluppo della digitalizzazione e questo sarà un problema da risolvere perché una parte della popolazione è poco abituata agli strumenti informatici.

Ricordo la bella iniziativa degli Scout che si sono messi a disposizione degli anziani con il loro computer per il cambio del medico: questo modello di volontariato può essere di grande aiuto per avvicinare i servizi ai cittadini; penso che l’Amministrazione Comunale si debba impegnare da subito per un grande programma di sostegno ai gruppi locali di volontariato e se necessario un aiuto anche a modificare le finalità per adattarle di più ai bisogni dei cittadini.

I tre assi strategici del prossimo mega intervento dell’Unione Europea, il “Recovery Plan”, sono la digitalizzazione e innovazione, la transizione ecologica e l’inclusione sociale. Come si potranno tradurre a livello locale questi indirizzi?

Poco sopra abbiamo sottolineato il forte coinvolgimento e aiuto alla comunità, quella più fragile, nell’utilizzo dei sistemi informatici per l’accesso ai servizi e questo è già un punto importante. Per il secondo indirizzo potrebbe svilupparsi una sinergia, finora carente, con i Comuni contermini o più ancora un inserimento in un’area più vasta per proporre maggiore attrazione del sistema turistico. Il nostro territorio è già ricco di suo ma messo insieme ai comuni limitrofi diventa altamente attrattivo.

Un inizio potrebbe essere lo sviluppo della casa cantoniera sulla provinciale 11. Un altro punto, sicuramente da potenziare, è l’integrazione del servizio sanitario con il servizio sociale; questo periodo di emergenza ha evidenziato la necessità di unire questi due settori per tutti ma soprattutto per le fasce fragili della nostra comunità, un grosso sviluppo di questo campo può essere dato dal sindaco Gianluigi Mazzi che è anche presidente del comitato dei sindaci della nostra Ulss il cui compito è soprattutto quello della programmazione dei servizi.

Sarebbero ancora molti i punti da mettere in discussione ma a partire da quelli esposti avremo la possibilità di approfondire la partecipazione alla riorganizzazione della nostra comunità per la fine della emergenza, perchè prima o poi l’emergenza finirà e non sarà più come prima.

L’Amministrazione comunale può diventare il fulcro di questo cambiamento.

Renato Farina
Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.