Progetto 5×1000 per Sona: la sensibilizzazione alla scelta non si ferma

Il progetto 5×1000 per il territorio di Sona, di cui abbiamo più volte parlato su queste pagine, ricordiamo è attivo dal 2013 e anno dopo anno aumenta progressivamente la sua penetrazione tra i contribuenti residenti, grazie ad una costante opera di sensibilizzazione.

Quando parliamo del progetto 5×1000 facciamo riferimento all’iniziativa di cui Pro Loco Sona è capofila assieme ad altre undici realtà locali.

Uno dei principali interrogativi dei promotori è sapere quanti sono i contribuenti attivi nel Comune da sensibilizzare, in quanto le variabili che determinano il saldo Irpef sul quale viene calcolato il 5×1000 sono numerose ed al tempo stesso non sempre identificabili. Per questo proponiamo un approfondimento che può essere utile per capire meglio come funziona questa interessante opportunità per sostenere il tessuto sociale del nostro territorio.

L‘approfondimento è importante in quanto sapere quante sono (non quali chiaramente…) queste persone faciliterebbe la valutazione di quanto tempo e denaro sia opportuno dedicare per sostenere la sensibilizzazione.

Un dato che è noto riguarda quanti scelgono di devolvere il loro 5×1000 alle associazioni del territorio. Nel 2019 questi contribuenti sono stati 2.891. Ma quante sono le persone che percepiscono un reddito residenti nel comune di Sona sulla base del quale capire se hanno un saldo della tassazione Irpef?

Se consultiamo gli open data del Ministero delle Finanze relativi all’anno di dichiarazione 2019, risulta che nel Comune di Sona questi siano 12.948. E quindi ad una prima analisi risulta che chi sceglie di destinare il proprio 5×1000 alle realtà sociali di Sona siano il 22,3%. Valore che in sé indica una quota sicuramente minoritaria.

Però, come ci è stato correttamente segnalato da una lettrice, non tutte le persone che hanno un reddito hanno anche una tassazione Irpef da pagare. La casistica è infatti varia.

Ci sono i redditi che rientrano nella no tax area, cioè inferiori a 8.100 euro, per i quali non è dovuta Irpef e quindi che non possono destinare una loro quota al 5×1000. Ci sono poi coloro che hanno redditi superiori alla no tax area ma che, calcolate le detrazioni applicabili, azzerano l’imposta Irpef dovuta e quindi di nuovo sono a zero anche per la loro quota del 5×1000. Ci sono inoltre coloro che grazie al famoso bonus di 80 euro mensili hanno azzerato la loro imposta in quanto viene riconosciuto tramite una riduzione della tassazione Irpef.

In termini quantitativi, a livello locale, questi dati nel dettaglio non sono noti, possiamo però, in prima approssimazione, fare riferimento al dato nazionale che indica nel 75% del totale coloro che hanno un’Irpef e quindi la possibilità di devolvere il relativo 5×1000.

Se così fosse, il 75% applicato al nostro territorio corrisponderebbe a 9.711 persone con Irpef positiva a saldo. Rispetto ai 2.891 dichiarati, nell’ipotesi che siano tutti residenti (anche se non è possibile saperlo), significa che finora le realtà sociali del territorio hanno intercettato il 29,8% dei contribuenti.

Il rimante 70,2%, pari a 6.820 persone, probabilmente lo devolve ad altre realtà sociali extra comunali, quali possono essere a titolo di esempio Avis, Fidas, Ail, Abeo, ecc. Tutte sicuramente meritevoli di ricevere questo contributo.

Però non sappiamo quanti di questo 70,2% non devolvano ancora la loro quota. Anche qui, per ora, possiamo fare riferimento ad un dato nazionale che indica nel 50% coloro che fanno la scelta di devolvere il proprio 5×1000.

Questo vorrebbe dire che per il nostro territorio sono ancora più di 4.800 le persone con Irpef che non lo devolvono? Nel fare questa stima va anche considerato che la dichiarazione dei redditi non è obbligatoria per una serie di soggetti che non hanno proprietà o non hanno detrazioni da richiede e di conseguenza non sono portati a sottoscrivere il modulo del 5×1000. Queste persone non è noto quante siano, ma comunque potrebbero comunque presentare almeno il modulo del 5×1000 con una comunicazione che va portata all’ufficio postale.

Il tema resta quindi difficile da analizzare nel dettaglio. Una cosa però è certa, se continuiamo a fare opera di promozione, anche con il passa-parola, di certo anno dopo anno questi contribuenti potenzialmente non ancora coinvolti entreranno sempre di più a far parte di coloro che partecipano al sostegno della vita sociale del nostro territorio. Grazie a tutti voi quindi per quello che farete!