Prof e genitori a confronto

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Si sa che la scuola vive un periodo di difficoltà. Tante sono le ragioni: dibattito sulle riforme che coinvolgono la scuola, sul ruolo ed autorità dell’insegnante, sulle difficoltà delle nuove generazioni di scolari nel loro rapporto con l’apprendimento. Eppure molto si può fare per capire queste nuove dinamiche. Il Baco da Seta ha inteso cominciare un percorso di conoscenza della scuola e dei suoi molteplici e sfaccettati aspetti.

 

Per questo ha proposto una serie d’incontri di approfondimento ai presidenti dei Consigli d’istituto degli Istituti comprensivi di Sona e Lugagnano, Antonella Dal Forno e Massimo Boninsegna, e ai presidenti dei Comitati dei Genitori dei rispettivi paesi, Simone Caltagirone per Sona ed Elisabetta Carzana per Lugagnano. E’ di sicuro interesse per tutti creare un luogo permanente di dibattito in campo neutro, possibilmente libero dalle interferenze della politica. Si è così voluto proporre un’opportunità di confronto tra figure impegnate negli organi collegiali della scuola, sperando nella possibilità in futuro di allargare il tavolo di discussione all’assessore alla pubblica istruzione e ai dirigenti degli istituti comprensivi. Il Baco da Seta non ha la pretesa di sostituirsi ai luoghi per eccellenza e formali del dibattito ma, certo, oggi come oggi, l’azzeramento della commissione Scuola del Consiglio Comunale non permette spazi strutturati di discussione.

 

Da qualche tempo un nuovo soggetto, il Comitato genitori, si è mostrato in tutta la sua energia propositiva e di dibattito, talvolta di critica e, ultimamente, anche di aggregazione festosa. In entrambi i paesi, i Comitati si sono fatti conoscere sicuramente per il Piedibus, un ottimo esempio di collaborazione tra genitori, comune, scuola. Ma chi sia il Comitato Genitori e come siano i rapporti con la scuola e con il Consiglio di Istituto, forse è sconosciuto ai più. Cominciamo con ordine. Mentre è chiaro cosa sia il Consiglio di Istituto, il Comitato dei Genitori della scuola è chiarito nei suoi ruoli con estrema precisione da Antonella. “Il primo proposito fattomi una volta eletta presidente del Consiglio di Istituto – afferma Antonella – consisteva nel fatto che non volevo essere la portavoce solo del genitore che avrei incontrato al cancello di scuola e di chi, per caso, mi avrebbe fermato per comunicarmi un’idea o una critica. Avevo bisogno di genitori che potessero supportarmi e dai quale io potessi trarre le idee di discussione da portare in Consiglio di Istituto. Poiché ero stata eletta come rappresentante, desideravo svolgere il mio mandato fino in fondo, in altre parole farmi portavoce in Consiglio di Istituto delle esigenze e dei contributi d’idee dei genitori. Così è nata l’idea di creare il Comitato Genitori a Sona”.

 

“Per di più – inizia la sua riflessione Elisabetta – assistendo alle sedute del Consiglio di Istituto era evidente come spesso si arrivasse ad alcune votazioni con l’impressione che gli otto consiglieri rappresentanti dei genitori portassero solo la propria idea individuale, senza verificare se effettivamente il loro voto era in qualche modo giustificabile da una maggioranza di genitori. Anzi – prosegue Elisabetta – sarebbe necessario e auspicabile che i rappresentanti dei genitori in consiglio d’istituto partecipassero agli incontri del comitato genitori: così almeno potrebbero essere consapevoli delle attese di tutti, anche se mi rendo conto che c’è un problema di disponibilità e di tempo. Essere madri e padri lavoratori non dà molto spazio alle mille iniziative cui si vorrebbe partecipare” conclude Elisabetta.

 

Non è solo una questione di rappresentanza consapevole, quella dei genitori, ma anche di volontà di partecipare alle dinamiche della scuola. “E’, infatti, importante dare voce a scuola anche ai genitori – afferma Antonella – soprattutto in considerazione delle problematiche che la scuola ma anche la società stanno vivendo. In una realtà dinamica come quella del territorio di Sona che sta vivendo un’evidente espansione e mutazione demografica con numerose giovani famiglie insediatesi da poco, la scuola diventa un punto di riferimento privilegiato e un efficace fattore di aggregazione”. Prosegue Antonella: “A ben pensarci, la scuola oltre a svolgere uno straordinario, complesso e delicato compito educativo, culturale e di sviluppo personale dei nostri ragazzi, opera una determinante azione di inserimento sociale: ed è per questo motivo che le risorse economiche sono molto importanti affinché possa rispondere alle esigenze peculiari del territorio in cui opera, ma ha bisogno anche dell’impegno e del contributo creativo di ogni genitore assieme a quello degli enti preposti. La scuola è il presente oltre che il futuro di un territorio!”.

 

Interviene Elisabetta. “L’aggregazione deve portare ad annullare le differenze percepite dai nostri piccoli. Qualche settimana fa durante un’uscita didattica in un museo di Verona, agli alunni di una classe terza della scuola Primaria del nostro Istituto Comprensivo è stato chiesto se conoscessero qualche bambino straniero. A questa domanda i bambini stupiti hanno risposto negativamente nonostante nella loro classe fossero presenti dei bambini non italiani. Crediamo che in questo caso l’integrazione sia perfettamente riuscita perché quei bimbi non hanno percepito nessuna differenza tra loro ma solo un senso di unione e cammino compiuto e da continuare a compiere tutti insieme ai loro compagni e alle famiglie”.

 

Il Comitato dei Genitori e il Consiglio di Istituto hanno molte altre cose da far conoscere. E Simone affronta direttamente l’argomento: “Lasciando stare le questioni politiche, spesso presenti quando si parla di sociale, di scuola, di servizi, quello che c’è bisogno di fare è che occorre mettere sul tavolo idee ed organizzazione. Avendo però bene in mente cosa si fa per ovviare alle problematiche che si vedono. Se c’è forza contrattuale, quindi gruppo, ci possiamo riuscire a dire la nostra e trattare con gli altri attori sociali: scuola e Comune”.

 

Quale sia il giusto modo di porsi e il ruolo del genitore, oltre che della scuola, è argomento che ha meritato più di un approfondimento da parte degli invitati. Quale il ruolo che il genitore può svolgere dentro la scuola, a parte accompagnare i figli? E come la scuola può condividere parte delle proprie tematiche e azioni con il genitore? Comincia Massimo. “Sia in un’assemblea del Comitato, che seduti al tavolo dei Consiglieri, i genitori dovrebbero avere un ruolo e degli obiettivi comuni. Credo tuttavia che occorra stabilire il corretto metodo di dialogo che si ha tra i genitori e l’Istituzione Scolastica. Spesso le difficoltà che si creano sono frutto di una forma sbagliata di comunicazione e di atteggiamenti invasivi, che precludono la possibilità di raggiungere gli obiettivi, ingenerando diffidenza nelle altre componenti rappresentanti della scuola. Questo impone una riflessione da parte di tutte le parti chiamate in causa”.

 

“Certo che – afferma Simone – io riesco a parlare con tutti ma a volte nella scuola trovo difficoltà. Talvolta ho l’impressione che appena ci metti il piede dentro, ti chiudano subito la porta. Forse se la scuola parlasse un po’ con noi troverebbe una soluzione, anche in mancanza di risorse. E certo di esempi anche eclatanti se ne possono portare”.

 

“Forse perché entriamo nel “loro” mondo professionale e ci vedono come estranei – afferma Massimo -. Io ed Antonella svolgiamo un ruolo molto critico: dobbiamo imporci un ruolo di mediazione essendo sia presidenti del Consiglio di Istituto sia genitori, cioè sediamo a due tavoli: quello della scuola e quello dei genitori. Mediare e far comprendere l’un l’altro le reciproche posizioni è una sfida, ma l’unica strada possibile”.

 

C’è chi, come Elisabetta, intende mantenersi il proprio ruolo di critica e proposta: “A volte sono contenta di non essere in Consiglio di Istituto – afferma – perché come Comitato Genitori siamo meno soggetti agli intoppi e ai tempi lunghi della burocrazia e abbiamo più libertà e velocità nell’organizzazione di eventi e manifestazioni. Dal canto mio, però, a testimoniare il mio impegno e la mia volontà di collaborare, ho cercato di risvegliare nei rappresentanti di classe e nei genitori tutti quella volontà di partecipare attivamente alla vita scolastica dei figli, riuscendo a portare tante persone anche come semplici uditori nelle sedute del nostro Consiglio d’Istituto, così da rendersi conto di come vengono svolte e di come e da chi vengono votate alcune delibere. Mi spiace verificare che, a volte, quando noi genitori attraverso i nostri consiglieri portiamo delle proposte in Consiglio sembra che siamo spinti da un desiderio di destabilizzare piuttosto che di migliorare e non sempre è possibile la mediazione. Poi su molti fronti invece il dialogo è ancora costruttivo e sereno e ci permette di portare avanti molte iniziative anche con la collaborazione della parrocchia e della nostra Amministrazione”.

 

“Personalmente – asserisce Simone – ho accettato l’incarico di presidente del comitato dei genitori premettendo di adottare una linea di collaborazione e supporto, sia nei confronti della Scuola che dell’Amministrazione e non di protesta o contestazione, come spesso accade. Questa scelta, oltre ad essere stata sin da subito condivisa dai genitori in fase costituente, ci ha premiato nel corso dei mesi, producendo ottimi risultati in termini di progetti ideati e realizzati per la Scuola, spesso con l’appoggio dell’Amministrazione oltre che della Scuola. Ma tutto questo non basta. Se da una parte è evidente il gratificante sostegno ottenuto dai Genitori, che ricordiamo essere sempre molto numerosi alle assemblee, non possiamo dire altrettanto per la Scuola che molto spesso non “apre” alle problematiche oggetto di dibattito, rallentando quel processo di cooperazione e collaborazione, così come interessa averlo al Comitato Genitori. Per aiutare i lettori a comprendere meglio i motivi per cui oggi siamo una consolidata realtà del territorio, permettetemi di citare le premesse essenziali del nostro statuto: ‘…esso consente e promuove la partecipazione attiva dei genitori alla vita scolastica, opera al fine di rafforzare la collaborazione fra le varie componenti della scuola nel rispetto dei ruoli specifici ed intende contribuire a realizzarne la funzione di promozione civile, culturale e sociale. Il Comitato Genitori si ispira a principi di pluralismo e democrazia, considerando la partecipazione dei genitori una condizione essenziale per affrontare positivamente sia i problemi interni alla scuola, sia quelli legati al rapporto scuola-società’”.

 

E’ facile capire quanto sia importante, per il Comitato Genitori, il dialogo con la Scuola, Dirigenti e Insegnanti. Emerge nel tavolo una riflessione: sembra quasi che la scuola abbia paura che i genitori partecipino attivamente alla vita dei propri figli all’interno della Scuola stessa. I genitori sono visti come un incomodo?

 

Massimo: “Il mondo della scuola sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti, dettati dalle riforme del governo, che la stanno impoverendo e contemporaneamente stanno creando sfiducia in tutte le figure professionali che in essa vi lavorano. E in questo contesto, il ruolo del genitore che pur si interessa e si presta alla collaborazione, può essere in alcuni casi mal interpretato” conclude.

 

“Non direi così – dice Antonella -: dirigenti e insegnanti chiedono aiuto economico ma forse potremmo far loro capire che esistono anche altre opportunità di sostegno magari offerte gratuitamente dai genitori sotto forma di competenze, anche se poi questi ultimi devono a loro volta far comprendere la bontà e sincerità delle loro intenzioni”.

 

E’ un grido quello che emerge: ci sono genitori che vogliono capire più da vicino la scuola e aiutarla, percorrendo insieme un cammino educativo che coinvolga il bambino a 360 gradi all’interno degli Istituti Scolastici ma anche all’interno delle famiglie con progetti e iniziative che lo aiutino a maturare consapevolmente. Il Comitato Genitori deve avere il ruolo di aggregazione tra i genitori ma anche di proposizione, esposizione e comunicazione dei tanti progetti scolastici che la scuola eroga con il POF, profilo della scuola stessa.

 

Queste relazioni dovrebbero essere trasparenti e serene da entrambe le parti, scuola e genitori. Che la strada sia iniziata è vero, ma che ve ne sia molta ancora da percorrere lo è altrettanto. Il tavolo di incontro che abbiamo proposto servirà anche a questo proposito, cercando di approfondire le modalità di discussione e di confronto, allargando il dibattito anche agli altri attori fondamentali.