“Prima di accendere l’auto accendi il cervello”. L’importanza della serata dedicata alla sicurezza stradale

Serata a tinte forti quella che si è tenuta venerdì scorso presso la Sala Consigliare a Sona. In una sala gremita, nell’ambito del progetto “Sona Guida Sicura” fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale e realizzato in collaborazione con le Associazioni Cavalier Romani, S.O.S. Sona e Pro Loco Sona (LEGGI IL SERVIZIO), si è tenuta una serata informativa/formativa che ha visto come ospiti e relatori i membri dell’Associazione Verona Strada Sicura.

Argomento della serata è stata la sensibilizzazione alla sicurezza stradale in tutte le sue molteplici sfaccettature. Una nota tecnica importante, che da un senso compiuto e costruttivo ad uno dei prelievi sanzionatori più odiati dagli italiani: le violazioni al codice della strada ed in particolare quelle degli eccessi di velocità. Parte dei soldi raccolti dal Comune per questo motivo devono, per legge, essere reinvestiti nella sicurezza sulle strade ed in particolare nella formazione mirata alla prevenzione in questo ambito.

Da questa voce di bilancio comunale viene quindi prelevato il budget che va a coprire i costi del progetto Sona Guida Sicura. Concedendoci una battuta, quindi non tutte le multe vengono per nuocere! Scherzi a parte è meglio che questa voce di bilancio sia ovviamente il più bassa possibile: più si rispettano i limiti di velocità più è bassa l’incidenza degli incidenti stradali.

Si diceva quindi di Verona Strada Sicura. E’ una Associazione nata dalla collaborazione tra Vigili del Fuoco, Polizia Stradale, SUEM 118, familiari di vittime della strada e atleti divenuti disabili a seguito di incidenti stradali.

Nelle foto due momenti della serata sulla guida sicura.
Nelle foto due momenti della serata sulla guida sicura.

Il loro obiettivo è quello di sensibilizzare sulla sicurezza stradale, in particolare i giovani. Il loro focus è soprattutto quest’ultimo, perché è lavorando alla base della società che si crea una cultura consapevole sulla sicurezza.

Sono professionisti che operano tutti i giorni sulle nostre strade e che sono quindi a contatto con la cruda e quotidiana realtà degli incidenti stradali. Molto interessante il loro approccio: attraverso video realizzati o durante interventi o tratti da telecamere di sicurezza installate su tratti autostradali, fanno prendere consapevolezza delle nefaste conseguenze degli incidenti stradali.

Immagini e sequenze video shock, crude nella loro realtà, che spaventano e impressionano. Ma tant’è la realtà, inutile sfuggirla o rifiutarla. Su queste sequenze viene poi attivato un dibattito con i presenti per renderli partecipi e coscienti sulle cause che, sempre più frequentemente, fanno accadere queste situazioni dai risvolti a volte drammatici: disattenzioni, abuso del telefono cellulare, velocità, frenesia alla guida, non utilizzo delle cinture di sicurezza (soprattutto nei posti posteriori), non utilizzo o utilizzo non corretto di presidi di immobilizzazione quali seggioli per bambini, la non immobilizzazione di carichi all’interno dei veicoli, sottovalutazione dei colpi di sonno. Per arrivare poi a quelle ancor più gravi quali l’abuso di alcolici o di stupefacenti.

Nei loro racconti si respira “l’intima partecipazione” che ogni soccorritore, sia esso un vigile del fuoco, un rappresentante delle forze dell’ordine o un sanitario, vive al contatto con un evento drammatico: la paura per quello che non sai a cui andrai incontro, la tua stessa incolumità a rischio (sulle strade bisogna avere mille occhi e pensare anche alla propria autoprotezione), le enormi difficoltà fisiche e psicologiche che si devono affrontare, la rabbia e la frustrazione per dovere, a volte , essere solo degli spettatori impotenti, il pathos emotivo che ti fa immedesimare nella persona che soccorri o nei suoi familiari, la proiezione di ciò nel tuo vissuto familiare pensando ai tuoi cari ed in particolare ai tuoi figli. Sensazioni difficili da descrivere, maledettamente vere e sferzanti nell’animo.

La loro incessante, preziosa e insostituibile attività di sensibilizzazione si avvale anche della straordinaria collaborazione dei familiari di vittime della strada. Genitori, fratelli, sorelle, nonni ai quali, magari nel cuore della notte, è suonato il campanello o il telefono di casa. E da li in avanti la loro vita non è più stata la stessa.

Sono persone come noi, che hanno saputo trovare dentro di sé delle motivazioni talmente profonde per andare oltre il loro dolore sferzante e per dire a sé stessi: come posso io dare il mio contributo affinché queste cose non accadono più o accadano sempre meno? Cosa posso fare io affinché il mio dolore non colpisca altre persone?

Ecco quindi il loro straordinario contributo, raccontare di fronte ad un pubblico, magari costituito da ragazzi dell’età dei propri figli che non ci sono più, e aprire lo scrigno dei loro ricordi più intimi, mettere a nudo le loro angosce, il loro dolore, le loro sensazioni di mancanza di qualcuno che non c’è più. Non per fare pietismo, non per cercare compassione, non per enfatizzare stati d’animo, non per mettersi sotto i riflettori. Ma solamente per far capire quanto emotivamente devastante è perdere improvvisamente un caro e di come sia una priorità assoluta fare in modo che questo non accada.

I genitori di Tobia, Martina, Levi, Nicole e Valeria di Lugagnano, deceduti nel drammatico incidente stradale del 29 giugno 2005, rappresentano i testimoni della Comunità di Sona. Il grande lavoro di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale fatto durante la serata dai rappresentanti di Verona Strada Sicura, ha avuto, nel loro racconto, un momento catartico. L’attenzione dei presenti è stata costante durante tutta la serata ma durante il loro intervento ho ascoltato per un istante il rumore di sottofondo della sala. Era il rumore del silenzio interiore. Ho provato, nei confronti di questi genitori, un profondo senso di gratitudine e una grande ammirazione. Il loro è uno straordinario servizio reso alla Comunità.

Per inciso, alla fine della serata, ho notato che le persone intervenute non avevano fretta di andarsene. Il commento più diffuso era: “Bisogna farne di più si serate come queste e devono partecipare più persone…”.

Il Progetto sona Guida Sicura nasce quest’anno ma non si chiude quest’anno. L’idea è di riproporlo come progetto ricorsivo annuale della Comunità di Sona. L’impegno del comitato organizzatore e la volontà di sostegno dell’Amministrazione Comunale ci sono, ora spetta ai cittadini fare la propria parte. Non facciamoci scappare opportunità come queste. Per i nostri figli, per noi stessi, per una società più civile e consapevole.