“Prima ascoltare, poi proporre”: il progetto di Lorenzo Russo per il futuro di Bussolengo e San Vito

Young man in a navy blazer and white tee smiling on a balcony with a town and hills in the background; text 'IL BACO DA SETA' in lower-left.

In un momento in cui il dibattito sul futuro del territorio si fa sempre più acceso, a Bussolengo c’è chi ha scelto di ripartire dalle basi: l’ascolto. Si è conclusa in queste settimane la prima fase del progetto di idee “Per Bussolengo e San Vito”, un’iniziativa nata con un principio tanto semplice quanto ambizioso: dare voce ai cittadini per trasformare le loro riflessioni in proposte concrete. A promuoverla è Lorenzo Russo, 22 anni, residente a Bussolengo e laureando in Scienze dell’Educazione e della Formazione.

Dagli oltre 20 contributi raccolti in questo primo step sono emerse questioni cruciali per la comunità: ambiente, sicurezza, servizi, cultura, qualità della vita, ma anche una forte richiesta di attenzione verso i giovani e verso la frazione di San Vito. Abbiamo intervistato il giovane promotore per capire come si svilupperà questo percorso.

Lorenzo, partiamo dalle tue motivazioni. Questa ricerca, oltre al tuo interesse come “cittadino attivo”, è uno strumento per un tuo specifico percorso di studi o professionale?
No, ci tengo a precisare che il progetto non nasce come un’attività legata al mio percorso universitario o professionale. È un’iniziativa che ho deciso di promuovere esclusivamente in veste di cittadino, spinto dalla volontà di creare uno spazio di ascolto e partecipazione per Bussolengo e San Vito. Sicuramente il mio percorso di studi in Scienze dell’Educazione e della Formazione mi ha insegnato il valore profondo dell’ascolto, del coinvolgimento delle persone e della costruzione di percorsi partecipati, ma le fondamenta di questo progetto affondano in un’esigenza puramente civica.

Parliamo di numeri. Nella prima fase hai raccolto poco più di 20 contributi. Non ti sembrano pochi rispetto al potenziale bacino di utenza a cui ti proponi?
Sono perfettamente consapevole che non si tratti di numeri elevati e, del resto, non ho mai presentato questa iniziativa come un’indagine statistica. Per me rappresenta una prima fase di ascolto, promossa esclusivamente tramite i miei canali social e senza alcuna struttura organizzativa alle spalle. Il dato che considero davvero significativo è la qualità, non la quantità: il fatto che alcune persone abbiano dedicato del tempo prezioso a condividere idee, criticità e proposte. Inoltre, diversi cittadini hanno scelto di lasciare il proprio contatto per continuare a partecipare. È proprio da questo piccolo nucleo che intendo far crescere l’intero progetto.

I social sono stati il trampolino di lancio. Hai già pensato a nuovi canali per raggiungere anche quegli abitanti che non seguono le tue pagine?
Sì, assolutamente. I canali social sono stati il punto di partenza naturale, ma l’obiettivo adesso è affiancare a questi altri strumenti. Come richiesto dagli stessi cittadini tramite il form di partecipazione, organizzeremo call online, incontri pubblici e iniziative sul territorio. Questo ci permetterà di coinvolgere anche chi non utilizza i social network o semplicemente preferisce partecipare e dialogare di persona.

Il progetto si trova alle battute iniziali, ma parli già di un percorso più ampio che punta a diventare uno spazio di ascolto permanente. Vuoi spiegarci meglio questa visione?
L’idea è evitare che tutto questo rimanga un semplice questionario lanciato sul web da un giovane cittadino e poi dimenticato. Vorrei costruire uno spazio di ascolto strutturato, nel quale raccogliere periodicamente idee, proposte e segnalazioni, restituendo poi pubblicamente quanto emerge attraverso report, proprio come ho fatto con questo primo Report di Ascolto. L’obiettivo finale è creare occasioni di confronto continuo tra i cittadini interessati a dare un contributo concreto al futuro del paese. Credo fermamente che la partecipazione non debba limitarsi ai brevi periodi delle campagne elettorali, ma debba diventare un’abitudine quotidiana fatta di ascolto, dialogo e presenza costante sul territorio.

Recentemente hai annunciato un passo importante anche sul fronte politico, con la tua candidatura a Vice Referente per il Veneto del Network Giovani. Ci spieghi di cosa si occupa questa organizzazione under 36 del Movimento 5 Stelle?
Il Network Giovani è l’organizzazione under 36 del Movimento 5 Stelle, nata il 16 giugno 2023; personalmente ne faccio parte fin dalla sua fase di costruzione. Nasce con l’obiettivo di favorire la partecipazione dei giovani alla politica e promuovere momenti di formazione politica e civica. Vogliamo creare una rete solida tra le diverse realtà territoriali del Veneto, stimolando i ragazzi a partecipare alla dimensione politica, culturale e istituzionale del Paese e favorendo l’elaborazione di iniziative sociali e culturali di interesse giovanile. Ho deciso di candidarmi perché credo nell’importanza di coinvolgere sempre più le nuove generazioni nella vita pubblica. Ci tengo comunque a sottolineare che il progetto “Per Bussolengo e San Vito” resta un’iniziativa civica distinta, che continuerà il proprio cammino autonomo sul territorio con l’unico obiettivo di includere sempre più cittadini.

Il Report di ascolto e il form per inviare suggerimenti e segnalazioni restano aperti e sono disponibili per la consultazione sulle pagine social di Lorenzo Russo.

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Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.