Presenza e attenzione alla persona. E’ arrivato il momento della pensione per il dottor Mario Nicoli

Ieri, primo febbraio, al dott. Mario Nicoli (nella foto di Mario Pachera), medico di base nel Comune di Sona, è accaduto un evento per lui epocale: alle ore 8 del mattino il suo cellulare non ha ricevuto la quotidiana immancabile telefonata, la prima di una lunga serie (assieme a messaggi whatsapp, SMS, mail) proveniente dai suoi pazienti. Niente, silenzio protrattosi per tutta la giornata. Gli si è guastato il cellulare? No, è andato in pensione dopo una carriera durata tanti anni. Siamo andati a trovarlo, per porgergli qualche domanda.

Mario, cosa ricordi, in particolare, della tua professione?
Gli inizi, durissimi. Oggi si fa fatica a immaginarlo, ma quando mi sono laureato io, erano i primi anni ’80, ci fu il record di laureati in medicina nella storia d’Italia. Una moltitudine esagerata di giovani camici bianchi di cui non si sapeva cosa fare, dove metterli. Ciò era stato provocato dal libero accesso alla facoltà, e siccome la professione medica attraeva, dopo la maturità c’erano tantissimi studenti che accorrevano a iscriversi; è chiaro che poi lungo il decorso dei pesanti e difficili studi molti lasciavano, ma molti arrivavano al traguardo.

Anni difficili quindi.
Per parecchi di noi neolaureati fu un’amara delusione, dovemmo fare i conti con anni di umiliante disoccupazione o sottoccupazione. Poi finalmente arrivarono anche per me gli anni belli, ma quanta attesa, quanta pazienza! Perché non accadessero più cose simili fu istituito il numero chiuso, così da limitare l’accesso alla facoltà di medicina. Solo che si è esagerato nel senso opposto. Insomma, ho cominciato che eravamo troppi medici, ho finito che siamo troppo pochi.

In quegli anni di università a medicina, oltre a te c’erano altri studenti del Comune di Sona?
In base a quanto ricordo, i miei conterranei e coetanei arrivati alla laurea furono Ezio Costa, Romualdo Mazzi, Francesco Paolo Schiera e Marcello Santi di Lugagnano; io e Mario Tommasi di Sona; Sandro Cinquetti di San Giorgio in Salici. Ce ne furono altri che iniziarono, ma a un certo punto abbandonarono.

Potresti fare un bilancio del tuo lavoro?
Ho sempre lavorato nell’ambito della medicina generale sul territorio, dapprima come guardia medica, poi come medico di base. Se dovessi definire quello che ho fatto con un aggettivo, è: presente. In tanti anni di professione non sono mai stato assente un solo giorno per malattia. Quanti certificati e visite ho invece eseguito per le malattie dei pazienti! Negli ultimi tempi sono stato costretto a trascorrere soltanto una settimana di ferie all’anno, per la difficoltà a trovare un medico sostituto. Ho voluto e potuto gestire il mio lavoro in questo modo anche e soprattutto grazie al costante e amorevole supporto della mia famiglia.

I lettori del “Baco” ti conoscono anche come appassionato di storia locale. Ora avrai più tempo per dedicarti a questi articoli.
Si pensi che io collaboravo già a La Notizia, un periodico di Lugagnano che usciva regolarmente fra il 1979 e il 1988, vero e proprio antenato de Il Baco da Seta su cui ora scrivo. Ho sempre creduto nell’importanza di un giornale locale autonomo, gestito da un gruppo che crede in quello che fa, e lo porta avanti negli anni con interesse e passione. Che in una comunità ci sia un giornale così o non ci sia, non è la stessa cosa: è un segnale importante di civiltà e cultura. Cerco di farvi parte anch’io dedicando momenti del mio tempo libero, a maggior ragione ora che sono in pensione.

E’ quindi arrivato per il dottor Nicoli il meritato giorno della pensione. Quello di cui siamo certi è che il ricordo e la riconoscenza per la sua alta professionalità, unita all’attenzione importante che sempre ha riservato ai suoi pazienti, rimarranno a lungo nella memoria della nostra comunità.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.