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In questi giorni sono arrivate in redazione numerose segnalazioni di cittadini di Lugagnano che si lamentano per lo stato desolante del servizio prestato presso la sede delle Poste di Lugagnano. Tra code infinite, ritardi e disservizi vari.

 

Pubblichiamo in merito una lettera e una foto inviata da un lettore.

 

Lunedì 25 luglio ore 10,20. Un utente varca la soglia dell’Ufficio postale di Lugagnano e non trova spazio per entrare,  perché la lunga fila arriva alla porta. La solidarietà umana dei co-utenti gli facilita l’inserimento. Quadro d’insieme: fila dei bollettini postali e altre operazioni con esborso di contante, due postazioni con una sola addetta. L’operazione per il pagamento dei semplici bollettini è veloce. Quando devono essere effettuate operazioni complesse, bonifici, pagamenti estero o simili,  la fila si ferma per 4,5,6 minuti e più. Non si riesce comprendere se si tratta di difficoltà dell’operatrice che a ogni piè sospinto chiede chiarimenti ai colleghi, della complessità del nuovo software o semplicemente della lentezza dell’hardware. Nessuno interviene a supporto, per togliere dalla fila i ”veloci utenti dei bollettini”.

 

C’è un dirigente nell’ufficio, talvolta esce dagli uffici una seconda impiegata che prende dei documenti dagli armadi e velocemente si eclissa. Entrambe le due suddette, essendo presumibilmente delle “cape” dovrebbero essere in grado di eseguire il lavoro “delle sottoposte” alleggerendo quindi, inserendosi per qualche decina di minuti agli sportelli, il flusso degli utenti; nulla di tutto questo. Al secondo sportello, le raccomandate, il flusso è alternato e, quando si libera la postazione, l’addetta chiama un utente della fila bollettini; non appena vede però spuntare un pacco riferma tutto: “ i pacchi hanno la precedenza” (non si capisce il perché) , enuncia con piglio militaresco al poveraccio che riteneva di aver finalmente raggiunto una postazione utile.  Ore 11,10 il malcapitato rivede la luce.

 

Lunedì 1 agosto, ore 11,30. L’utente lo stesso della settimana precedente fa parte della fila privilegiati, con una raccomandata ed entra in Posta baldanzoso. La “fila dei bollettini”, pur in presenza di due operatrici, raggiunge la porta d’uscita e, in questo caso, il riscontro lo lascia indifferente; ha già sofferto in proprio la settimana precedente. Alla fila pacchi-raccomandate ci sono però già tre persone in attesa. Allo sportello una persona con una decina di bollettini era riuscita prima “del portatore di pacchi” a raggiungere una meta utile e passano 4,5,6 minuti.

 

E’ ora il turno di una persona che deve segnalare il cambio provvisorio d’indirizzo. L’operatrice non inizia neppure l’operazione perchè nel frattempo un personaggio appena giunto, (sussurrano “è il nuovo Direttore”), pesca l’ultimo della fila degli utenti in attesa alla coda  raccomandate, lo porta nell’ufficio dopo aver consegnato all’operatrice i documenti che la persona “prescelta” avrebbe dovuto presentare allo sportello. L’operatrice, ubi maior… procede con la documentazione che le è appena arrivata sul tavolo e poiché probabilmente necessita di firme o informazioni da parte “dell’infiltrato” lascia la postazione per ben tre volte.

 

Il Direttore, o presunto tale, esce dall’ufficio e un utente fra i tanti che stavano sbuffando ma hanno preferito tacere, si lamenta per l’intrusione “dell’amico”. Riceve delle spiegazioni irragionevoli e all’insistenza del “protestante” “ il direttore”, conclude perentoriamente il dialogo dicendo “va bene ha ragione lei” con un tono tale per cui si capisce che il proseguio, non detto, era “agli s…… si deve sempre data ragione”.

 

Prosegue il lavoro e l’operatrice non riesce a effettuare l’operazione di cambio provvisorio di indirizzo, pur con l’ausilio del “Direttore” e consiglia all’utente di tornare verso mezzogiorno perchè il computer non riceve i comandi;  per l’operazione richiesta e non riuscita sono passati 5, 6, 7, 8 minuti ancora. Finalmente, con altri modesti intoppi arriva il turno dell’utente.

 

Il suddetto esce alle ore 12,10 e gli pare non di aver lasciato un ufficio che fornisce servizi al pubblico, bensì un “luogo di detenzione”. Una ciliegina sulla torta: voltandosi, augurandosi di non dover tornare troppo presto, scopre che una “fantomatica Direzione” lo aveva avvertito all’entrata che sarebbe incorso in questi disservizi, scusandosi in anticipo. Due fogli sono incollati infatti sulle porte d’ingresso con una dizione, che è possibile leggere nella foto. Povero utente delle Poste di cosa ti lamenti allora? 

 

Alle Poste di Lugagnano anziché tentare di migliorare, riorganizzando il servizio hanno programmato, con tanto di scuse anticipate, il disservizio.

 

Un invito al nuovo Direttore, se è tale, faccia togliete i cartelli perché sono una contraddizione in termini rispetto al significato di servizio pubblico.

 

Lettera firmata