Politica. La Lega chiede coerenza a Verona Domani per Sona: “Siete in minoranza o in maggioranza?”

Non si è fatta (troppo) attendere la reazione politica sul passaggio di Mattia Leoni al gruppo Verona Domani per Sona: durante le comunicazioni dell’ultimo Consiglio comunale del 14 ottobre il consigliere di minoranza Edgardo Pesce della lista “Lega – Salvini premier” (nella foto) ha espresso sorpresa e perplessità in merito alla scelta di Mattia Leoni: “Ci saremmo aspettati quantomeno una maggiore condivisione di questo tipo di informazioni – dichiara Pesce nella sua comunicazione –, visto che sediamo sugli stessi scranni di opposizione”.

Pesce, inoltre, ricorda che Verona Domani per Sona (nelle vesti di Progetto Comune, aggiungiamo noi) si è presentata alle scorse elezioni comunali del 2018 in netta contrapposizione all’attuale maggioranza del Sindaco, con programmi elettorali sostanzialmente diversi.

L’anomalia, del tutto unica nel panorama politico italiano – continua Pesce –, è che questo passaggio non comporti nessun cambiamento negli assetti del Consiglio Comunale” e definisce “grottesco” e “assurdo” il fatto che “due rappresentanti di ‘Verona Domani’ in Consiglio a Sona siedono nelle fila della maggioranza e dell’opposizione contemporaneamente”.

Il gruppo consiliare della Lega chiede, dunque, chiarezza a Verona Domani “nel rispetto dei nostri e vostri elettori: o Mattia Leoni passa nel gruppo di Verona Domani per Sona in minoranza, o Verona Domani per Sona passa in maggioranza”, conclude Pesce.

Inaspettate o meno, le scintille della provocazione contenuta nella comunicazione del Consigliere Pesce non hanno comunque dato vita ad alcun incendio tra i banchi della sala consiliare, dato che non è stata data alcuna replica né da parte di Mattia Leoni né da parte di Nicolò Ferrari (quel giorno assente giustificato in Consiglio), rappresentante di Verona Domani per Sona.

La questione sembra, dunque, essersi così risolta, senza particolari risvolti politici o con elementi aggiuntivi rispetto all’intervista che abbiamo fatto sabato a Mattia Leoni. I pezzi sulla scacchiera politica, tuttavia, non sono fermi e potrebbero costruire le basi di nuovi scenari.

Per sapere e per capire riepiloghiamo gli ultimi avvenimenti: il 15 settembre Mattia Leoni aderisce al gruppo Verona Domani per Sona, aprendo ulteriori interrogativi sull’eredità dell’amministrazione Mazzi; il 29 settembre Flavio Bonometti annuncia le sue dimissioni da Consigliere, lasciando un vuoto amministrativo difficilmente colmabile dopo quarant’anni di impegno e politica attiva; a Bonometti subentra Vanna Ghini della Lega, che ha fatto il suo ingresso nel Consiglio del 14 ottobre.

Alla luce di questi fatti, il baricentro politico della minoranza si sposta sul partito leghista, dato che quattro Consiglieri su cinque appartengono al partito di Matteo Salvini.

L’assenza di Bonometti, che costituiva un perno fondamentale all’interno dell’opposizione, peserà indubbiamente su Ferrari, le cui future scelte di voto in Consiglio comunale dovranno essere pesate sia in termini di coerenza con il programma proposto nel 2018 (e quindi in linea e in armonia con gli alleati leghisti) sia in termini di compatibilità con la figura di Mattia Leoni, che ha dichiarato di essere “uomo della maggioranza”.

Oltre all’assenza di dialogo, tra le righe nella sua comunicazione Pesce ha denunciato (indirettamente a Ferrari) la richiesta di prendere una posizione netta “o in maggioranza o in opposizione”. Una spallata forse poco amichevole nei confronti dell’alleato.