Politica a Sona. Mazzola: “Oggi la maggioranza si regge sulla saggezza di Monia Cimichella e sull’esperienza di Maurizio Moletta”

Al fine di ampliare il tavolo di discussione politica, raccontare la coralità dei punti di vista interni ed esterni dalla cabina di regia del nostro Comune, dopo aver sentito diverse voci della maggioranza, come Baco diamo avvio a un ciclo di interviste della minoranza politica sonese.

Oggi incontriamo Carlo Antonio Mazzola (nella foto di Mario Pachera), candidato sindaco alle scorse elezioni sostenuto dalla lista “Rinascita per Sona”. 52 anni e consulente finanziario, Mazzola si è affacciato al mondo politico fin da giovane, seguendo le idee della Democrazia Cristiana e passando poi a Forza Italia, di cui era coordinatore consiliare a Saronno, in provincia di Varese, presso cui abitava.

Quali sono le sue prime impressioni tra i banchi dell’opposizione in sala consiliare?
Il clima che percepisco è, ad oggi, molto tranquillo, fin troppo pacato. Ciò che mi sorprende è la scarsità degli interventi dei consiglieri.

Si riferisce alla maggioranza o anche a voi della minoranza?
Soprattutto alla maggioranza. Noi di minoranza, non avendo esponenti in giunta, dobbiamo per forza intervenire. La maggioranza, che conta ben dieci consiglieri, interviene sostanzialmente solo per le dichiarazioni di voto. Forse l’unico intervento più politico è stato fatto dal consigliere Ilaria Montagano in merito alla mozione su Berlusconi (presentata dallo stesso Mazzola e poi respinta dalla maggioranza, NdR).

In realtà i consiglieri di maggioranza sono intervenuti anche su altri argomenti: penso, ad esempio, al servizio del piedibus o relativamente alla grandinata dello scorso luglio.
Normalmente, alla luce di altri consigli comunali cui ho partecipato, a qualsiasi punto dell’ordine del giorno almeno i capigruppo intervengono. Qui, invece, molto raramente. Al di là di ciò, comunque, il clima è molto sereno.

Forse un po’ di pepe c’è stato proprio in occasione della discussione della mozione su Berlusconi da lei stesso presentata e che il presidente del consiglio Pesce, nell’ultima intervista rilasciata al Baco, ha definito “provocatoria”.
Mosso dalla commozione, scrissi quella mozione il giorno del funerale dell’ex premier, cui ho assistito; sono rimasto, tuttavia, basito quando la maggioranza, composta anche dai partiti Forza Italia e Lega, ha bocciato la mia mozione arrampicandosi sugli specchi. Ciò mi ha comunque permesso di capire che vi è un primo segnale di una frattura all’interno del gruppo della maggioranza.

Ci spieghi.
Nella maggioranza vi è un insieme di visioni diverse: c’è, infatti, una componente che, a mio avviso, ha come riferimento il pensiero di Rosy Bindi, e che quindi non era d’accordo con la mia proposta. Per non scontentare questa componente della maggioranza, hanno trovato delle motivazioni piuttosto futili e insostenibili per votare contro. Non la ritengo, a differenza del presidente del consiglio Pesce, una “provocazione”, visto che Berlusconi non è stato un personaggio di poco conto negli ultimi cinquant’anni della storia della Repubblica.

Insieme agli altri colleghi della minoranza non avete, comunque, presentato solo mozione di carattere politico.
No, infatti. Ci siamo inizialmente battuti per la salvaguardia del presidio di primo intervento, proprio a partire alla lettera che avete pubblicato sul vostro sito (e che ha ricevuto risposta dal presidente del SOS Cordioli, NdR). Nelle due settimane seguenti, infatti, nessuno dell’amministrazione ha affrontato il tema rispondendo a quella lettera e chiarendo la situazione alla cittadinanza. Anche dopo la nostra interpellanza sull’argomento, non abbiamo ricevuto riscontri dal sindaco e dal vicesindaco sul loro incontro in Regione. Qui non è questione di destra o sinistra, dobbiamo unirci tutti quanti per sostenere questa causa.

Che argomenti hanno riguardato le altre mozioni che avete presentato?
Gli altri temi sono istanze che abbiamo raccolto dai nostri concittadini. Una è relativa ai pubblici esercizi che, soprattutto nei Comuni in provincia come il nostro, stanno affrontando un momento di difficoltà economica legata all’aumento dell’inflazione, e quindi dei costi. Una difficoltà vissuta anche dalle famiglie, che hanno visto una diminuzione del loro potere d’acquisto. Il timore è che gli esercenti economici inizino a chiudere, e che quindi il nostro diventi un paese sempre più dormitorio, privo di quella vivacità sociale che lo può contraddistinguere.

Le altre mozioni hanno riguardato tematiche diverse rispetto all’economia?
Sì. Come ci hanno segnalato diversi nostri concittadini, abbiamo proposto una rotatoria tra via Platano e la Strada Regionale 11, creando, inoltre, un collegamento con via Casette di Sopra attraverso una bretella e magari coinvolgendo anche la Regione (La mozione è stata poi respinta dalla maggioranza per cause per lo più tecnico-progettuali, NdR).

La strada Regionale 11 soffre da parecchi anni dell’assenza della rotatoria all’incrocio del Bosco di Sona. Non è il caso, forse, di concludere una rotatoria alla volta, dando priorità a un’esigenza che si trascina da ormai troppo tempo?
Quella mi auguro sia già in fase di conclusione, ma bisogna anche guardare avanti. Anzi, ci sono altri punti del territorio che hanno la medesima necessità. Visto che in questo momento non mi sembra che l’amministrazione sia così indaffarata, forse è il caso che inizi a fare qualcosa. Se non si comincia, non si finirà mai. Poi abbiamo anche toccato il tema ambientale attraverso un’interpellanza.

Riguardo a cosa?
Matco. Abbiamo chiesto un aggiornamento sulle misure adottate dalla ditta per abbattere gli odori e sulle novità da parte dell’amministrazione. Purtroppo, è un problema che non accenna a diminuire. Anche qui noi non cerchiamo lo scontro, ma cerchiamo il bene comune attraverso interventi di buonsenso.

Sulla Matco non ricordo particolari iniziative nel suo programma presentato in campagna elettorale.
La scorsa primavera, infatti, su Matco, Cà di Capri e, ancor prima, sulla Sun Oil non avevo un quadro chiaro della situazione. Pur di non affermare cose improponibili in campagna elettorale, ho preferito astenermi. Se fossi diventato sindaco, avrei fatto chiaramente delle indagini più approfondite.

A suo avviso, qual è il ruolo dell’opposizione? Anche in relazione alla legislatura del quinquennio precedente, quando in poche occasioni la minoranza ha assunto una forma di collaborazione con l’ex sindaco Gianluigi Mazzi.
Nel passato l’opposizione di fatto non esisteva – il discorso è molto lungo, non entro nel merito -, per cui molti hanno accusato – secondo me, ingiustamente – il precedente sindaco Gianluigi Mazzi di essere un deus ex machina, colui che fa tutto. Il fatto è che glielo consentivano: quando c’è un vuoto, in politica viene sempre riempito. Oggi questa amministrazione vuole un po’ riproporre quella strada: l’attuale sindaco Gianfranco Dalla Valentina sembra copiare il “modello Mazzi”. Tuttavia, siamo su un’altra scala di valore e di spessore: Mazzi è politicamente tre spanne sopra a Dalla Valentina, ma quest’ultimo è molto preparato e competente dal punto di vista amministrativo. Al di là di ciò, posso affermare che l’attuale opposizione è forte: se togliamo le interpellanze e le mozioni da noi presentate, agli ordini del giorno dei Consigli comunali tenuti fino a oggi non rimane l’ordinaria amministrazione, ma solo atti dovuti, cioè quello che bisogna portare in Consiglio per legge e di cui non si può fare a meno. Pertanto, oggi l’opposizione sta eseguendo un ruolo di proposizione. Anche perché il consenso espresso dai cittadini alle ultime elezioni provano che l’attuale maggioranza non gode di un vantaggio netto rispetto alla minoranza. E il nostro ruolo di proposizione avviene con lo scopo di coinvolgere, non di creare barricate. Per rispondere all’ultima intervista al presidente del consiglio Pesce: ovunque la vera opposizione è sempre all’interno.

La politica, che sia dai banchi della maggioranza o dall’opposizione, non si fa solo in consiglio, ma anche sul territorio, fuori dalle mura della sala consiliare, e magari in concerto con il gruppo di appartenenza. Lei ha presenziato ad alcuni eventi – come, ad esempio, all’inaugurazione della nuova scuola a Lugagnano –, magari insieme al suo gruppo Rinascita per Sona?
Il mio gruppo Rinascita per Sona è ancora attivo, anche se con attività alquanto ridotte rispetto alla scorsa campagna elettorale. Componenti del mio gruppo hanno presenziato a diversi eventi sul territorio, io no, perché in occasione di inaugurazioni preferisco non mettermi in mostra per i fotografi, anche se mantengo un’attenzione alta sul territorio.

Dopo gli eventi della campagna elettorale, non si è più parlato della sua Sun Oil e del progetto che aveva illustrato a maggio (che il Baco ha raccontato sul nostro sito, NdR).
La multinazionale non si è più interessata, e con loro non ho più contatti da giugno. Auspicavo che la cittadinanza fosse molto più sensibile a questo tema, ma così non è stato. In previsione del ballottaggio ho illustrato al responsabile della multinazionale le figure dei due candidati al ballottaggio: mi è stato indicata la coalizione di Corrado Busatta, non tanto per la figura del candidato, ma per il simbolo di Fratelli d’Italia, essendo anche partito della premier Giorgia Meloni. Ad oggi, non so a che punto è l’attività di bonifica.

Vi manca, dunque, un’interpellanza sulla Sun Oil.
Abbiamo appena cominciato. Sennò, davvero, teniamo noi le redini del Consiglio comunale.

Che giudizio ha dell’attuale maggioranza?
Ammetto che non lo so: attualmente si sta facendo ordinaria amministrazione e la prosecuzione di quanto già avviato prima.

E che rapporto ha con giunta e consiglieri?
Ho un rapporto splendido con tutti, con cui sto maturando stima e simpatia. Tuttavia, se posso utilizzare una metafora, vedo questa coalizione di maggioranza come se fosse un duo tra i Måneskin e il Volo; serve un arrangiatore che sia bravo a farli suonare insieme.

Quindi, diciamo che la direzione è tutta nelle mani del sindaco e del vice sindaco?
Io credo che fino a oggi, e forse per ancora un po’ di tempo, questa maggioranza abbia due pilastri: la saggezza di Monia Cimichella e l’esperienza di Maurizio Moletta. Questa è l’impressione che ho oggi, ma per fare questa concertazione serve ancora del lavoro.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.