Politica a Sona. Luca Vantini di Fratelli d’Italia: “Credo che il ruolo dell’opposizione sia quello di lavorare per il territorio”

Dopo l’intervista a Carlo Antonio Mazzola di Rinascita per Sona, prosegue il nostro viaggio all’interno della minoranza politica sonese. Oggi incontriamo Luca Vantini (nella foto di Mario Pachera), consigliere della lista Fratelli d’Italia, partito che alle scorse elezioni apparteneva alla coalizione di Corrado Busatta. Al primo turno del 14 e 15 maggio Vantini è stato il candidato più votato nella sua lista di appartenenza, ottenendo 62 preferenze.

Vantini, originario di Lugagnano e dipendente presso le Ferrovie dello Stato, non è solo un volto nuovo nella politica locale sonese, ma è anche alla sua prima esperienza in veste di consigliere comunale.

Cosa l’ha spinta a candidarsi a Sona?
Mi sono avvicinato alla politica da circa dieci anni e ho seguito soprattutto le ultime due tornate elettorali a Verona a sostegno dell’ex sindaco Federico Sboarina. È stata un’occasione per conoscere diverse persone appartenenti ai gruppi di Fratelli d’Italia e Verona Domani, e, colloquiando, mi è stata offerta l’opportunità di candidarmi alle elezioni a Sona. Ho deciso, dunque, di mettermi in gioco e di candidarmi.

E perché nella lista di Fratelli d’Italia?
Ritengo il partito di Giorgia Meloni il più vicino alle mie caratteristiche, sia in termini di ideali sia, nel caso di Sona, a livello di persone.

Visto che abbiamo citato le elezioni a Verona, non posso non farle questa domanda: uno dei principali motivi della sconfitta di Federico Sboarina (che era il candidato sindaco di Fratelli d’Italia, NdR) è stato un centrodestra disunito, visto che una buona parte dei consensi è confluito in area tosiana. Perché alle ultime elezioni a Sona sembrate aver perseverato nell’errore (visto che Lega e Forza Italia erano con il candidato Dalla Valentina e Fratelli d’Italia con Corrado Busatta, NdR)?
A Sona, a mio avviso, il caso è legato a dinamiche differenti, alcune più grosse di me. Aggiungo, inoltre, che prima delle scorse elezioni non ho seguito la politica sonese, quindi, non conoscevo bene né l’attuale sindaco Dalla Valentina né il vicesindaco Monia Cimichella; li sto conoscendo in questi mesi, e questo mi sta permettendo di avere un quadro più completo delle persone che compongono il Consiglio e la Giunta.

Come non conosceva bene Cimichella e Dalla Valentina durante la campagna elettorale, immagino non conoscesse altrettanto bene anche Mazzola.
Corretto.

Perché, allora, ha firmato molte mozioni e interpellanze con Sona Domani e la lista di Mazzola, e poche con il gruppo Scelta per Sona con cui eravate coalizzati? Sembra, infatti, trovare conferma l’espressione del presidente del consiglio Edgardo Pesce, che separa la minoranza in “alta” e “bassa”, a seconda della postazione sugli scranni comunali.
Secondo me, non esiste questa separazione individuata da Pesce. Siamo in accordo su alcuni argomenti, in disaccordo su altri come, d’altra parte, avviene anche in maggioranza. Il nostro intento, comunque, è cercare di essere coesi.

Qual è, a suo avviso, il ruolo della minoranza in consiglio comunale?
Sarà che per me questa esperienza politica è una novità, ma ritengo che non ci debba essere una maggioranza o una minoranza, ma un gruppo di persone che lavora per migliorare il nostro territorio e dare risposte ai bisogni della cittadinanza. Ad esempio, sul tema Matco non ci dev’essere una maggioranza o un’opposizione, destra o sinistra: bisogna lavorare insieme per portare una soluzione a questo problema. Pertanto, da parte mia c’è apertura e volontà di collaborare con tutta l’amministrazione, e la mia opposizione vuole essere sana, costruttiva e a beneficio della comunità per i prossimi quattro anni e mezzo.

Ritiene, tuttavia, che ci siano delle criticità in seno alla maggioranza o all’amministrazione? O alcuni elementi che meritano di essere approfonditi?
Al momento no, non ho riscontri di questo tipo.

Lei in consiglio comunale non rappresenta solamente gli elettori che l’hanno votata alle scorse elezioni, ma è anche l’unico riferimento istituzionale sul territorio del partito della premier Giorgia Meloni. Che responsabilità si sente in merito a ciò?
Fratelli d’Italia vanta una cospicua delegazione veronese; ho contatti e dialogo con tutti coloro che appartengono al partito. Ritengo, tuttavia, che relativamente al mio ruolo di consigliere comunale il simbolo politico abbia un’importanza diversa: attualmente sto, infatti, non solo valorizzando il rapporto con i singoli concittadini, ma anche approfondendo le esigenze del territorio.

Quali sono le esigenze del territorio o i punti del programma con cui vi siete presentati alle scorse elezioni su cui ritiene mantenere alta l’attenzione?
Avrò sicuramente un occhio di riguardo alle problematiche ambientali, quindi alla Matco e alla discarica della Rotamfer, ma anche aumentare il verde nel nostro territorio.

E sulla Sun Oil? Come fatto per la Matco, anche su questo tema avete un’interpellanza da presentare?
Al momento sulla Sun Oil preferisco non esprimermi.

Da circa due anni esiste – almeno sulla carta – un circolo di Fratelli d’Italia a Sona, di cui abbiamo più volte sollevato la sostanziale assenza sul territorio. Anche a seguito della campagna elettorale se ne sono perse le tracce. Che fine ha fatto?
Il circolo esiste ancora e Alberto Dalla Pellegrina è il referente; stiamo cercando di trovarci, di fissare degli appuntamenti con gli elettori e di ampliarlo attraverso i tesseramenti.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.