Politica a Sona: la maggioranza non soffre di leadership ma è aperta la questione del futuro (e non solo per loro)

Il colpo di mano del Sindaco Gianluigi Mazzi, che nei primi giorni dell’anno ha stravolto l’intero scenario in Giunta a Sona, togliendo il ruolo di Vicesindaco a Bianco e rimescolando profondamente le deleghe tra gli Assessori, merita una riflessione a bocce ferme.

Innanzitutto va detto che questo passaggio, pur sicuramente traumatico, non rischia di mettere in pericolo la tenuta e la stabilità del governo sonese. E a confermarlo ci sono le reazioni, anzi, le mancate reazioni dell’ex Vicesindaco e degli Assessori. Gli equilibri sono cambiati ma l’operazione è stata accettata (con quanti maldipancia è altro discorso) e il gruppo va avanti.

Il dato politico che emerge da questa vicenda è, però, evidente.

Oggi a Sona non è assolutamente contestabile e contestata la leadership del Sindaco Mazzi. Avendo condotto con capacità vicende che storicamente affliggono il nostro territorio – basti citare l’avvio della risoluzione della grana Sun Oil, l’accordo raggiunto sulla discarica Cà di Capri o l’operazione sulle scuole di Lugagnano – e forte di un rapporto di grande sintonia con la struttura tecnica ed amministrativa comunale, negli ultimi anni Mazzi ha allargato la sua base di influenza ben oltre i confini del nostro Comune. Assumendo, con l’appoggio dei Sindaci della provincia scaligera, gli impegnativi ma assai visibili ruoli di Presidente del Consiglio di Bacino Verona Nord, che gestisce i rifiuti per 58 Comuni, e di Presidente della Conferenza dei Sindaci dei trentasette Comuni dell’AULSS Scaligera. Tanto che non è eretico pensare ad un impegno a Venezia o a Roma nell’orizzonte politico di Mazzi.

Quindi quello di cui sicuramente oggi la maggioranza Sonese non soffre è di un problema di leadership. Il timone è saldamente in mano al primo cittadino, che sembra avere le idee ben chiare su dove portare il nostro Comune e come portarlo.

Quello che invece la maggioranza vive è un concreto problema di futuro. Mazzi è al secondo (e ultimo) mandato e quindi ormai da tempo, nonostante la legislatura non abbia ancora raggiunto un terzo della sua durata, sul colle di Sona si sta ragionando su quale evoluzione potrà avere questo gruppo.

E qui arriviamo alle decisioni di inizio anno del Sindaco, che sembrano indicare come non vi sia grande fiducia sulla possibilità che la futura leadership possa uscire dall’attuale Giunta. Quindi? La discussione è ampiamente aperta e, tra le altre iniziative, sono in corso alcuni tentativi di allargare il gruppo, passando anche attraverso iniziative di formazione politica. Ma reclutare forze nuove non è semplice.

Questo ci porta ad una questione di cui parliamo da tempo, e che uscendo dai problemi della maggioranza allarga il ragionamento a tutto il panorama politico locale. Siamo un Comune importante, superiamo i 17 mila residenti, eppure risulta quasi impossibile coinvolgere cittadini nella gestione della cosa pubblica.

Non esiste dubbio che in tante case del nostro territorio vi siano donne e uomini che avrebbero competenze, capacità e attitudini per dare il loro contributo importante come Consiglieri comunali, come Assessori e, perché no, come Sindaci. Ma le porte restano chiuse e la politica rimane affare (meritorio, tanti oneri e pochi onori) di pochi, sia in maggioranza che in minoranza.

Un tempo erano i partiti e realtà come le parrocchie o le ACLI a funzionare da cinghia di trasmissione tra la società civile e l’impegno amministrativo, attraverso un processo di formazione e di crescita. Ora non esiste nulla di simile e la realtà ci riporta una desertificazione della formazione pubblica dell’impegno politico ed amministrativo sul territorio, con qualche sparuta e meritoria eccezione, che rimane però eccezione. Ed il risultato è che tranne l’effimera vampata di partecipazione che si registra immediatamente a ridosso delle elezioni, e che si spegne immancabilmente il giorno dopo le urne, il resto è silenzio.

Soprattutto su questo riteniamo dovrebbero riflettere e lavorare le liste civiche, i partiti e i movimenti del nostro territorio.

Mario Salvetti

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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