Politica a Sona. Il presidente del consiglio comunale Pesce si dimette dalla Lega e passa a Forza Italia

“Sell in May e go away” è un antico proverbio di Wall Street e significa “vendi a maggio e vattene”, ossia liquidare le proprie posizioni azionarie e rientrare nel mercato in una stagionalità diversa e con maggiori prospettive di crescita.

No, l’articolo non rientra nella nostra rubrica finanziaria, ma è arduo per chi scrive resistere alla tentazione di accostare un detto che circola nelle sale di trading a un caso di politica locale. Il fatto sta nelle dimissioni dal partito della Lega da parte del presidente del consiglio Comunale Edgardo Pesce (assieme al sindaco Dalla Valentina nella foto di Mario Pachera). La voce aleggiava già nei corridoi della politica da qualche settimana, ed è diventata definitiva e ufficiale attraverso una lettera scritta nero su bianco e inviata alla segreteria del partito venerdì scorso 3 maggio.

Dimissioni dalla Lega da una parte, entrata in Forza Italia dall’altra. Un passaggio che per Pesce è, in realtà, un ritorno alle origini, dato che fu tra i primi a tesserarsi nelle fila forziste nel 1994 e divenne coordinatore della sezione di Sona nel 2007, quando ricopriva la carica di assessore durante l’amministrazione Bonometti.

L’uscita dal partito di Silvio Berlusconi (che nel frattempo cambiò nome in “Popolo delle libertà”) avvenne due anni dopo, sempre nel mese di maggio. In quell’occasione Pesce cambiò casacca a favore della Lega Nord, che, benché ancora sotto a Forza Italia in termini di consensi, non ha mai perso mordente nel Nord Italia e da lì a pochi anni avrebbe iniziato una grande corsa di risultati elettorali (fino al clamoroso 34% alle Europee 2019).

La scelta delle dimissioni è stata condivisa con il segretario provinciale della Lega e con il gruppo cui appartengo – spiega Pesce al Baco –, da cui non ho assolutamente subìto pressioni per dimettermi dal consiglio comunale”. La scelta del passaggio a FI non influenzerà il suo operato in qualità di presidente del consiglio comunale: “Come ho già avuto modo di spiegare (nell’intervista che il Baco gli ha dedicato ad ottobre dello scorso anno, NdR), il mio è un ruolo super partes, prescinde dai partiti; ho intenzione di portare avanti il mio incarico con impegno e serietà”.

La scelta di abbandonare il Carroccio non è stata improvvisa o d’impulso, ma meditata: “Le posizioni del partito mi rappresentavano sempre meno – continua Pesce – a partire dal comportamento di Salvini che, talvolta in modo poco istituzionale, sta portando la Lega ancora più a destra di Fratelli d’Italia; ma anche scelte, a mio avviso, sbagliate a livello regionale e provinciale hanno contribuito al mio allontanamento dal partito, compresa l’esclusione di Sona alle scorse elezioni provinciali”.

E alla domanda se anche la candidatura del Generale Vannacci alle elezioni europee da parte della Lega abbia contribuito alla disaffezione verso il partito di Salvini, Pesce non ha dubbi: “Candidando il Generale Vannacci, Salvini sta giocando la carta della disperazione. Sì, la sua candidatura mi ha dato fastidio, soprattutto in seguito alla sua dichiarazione abominevole sulle classi separate per studenti diversamente abili. Affermazioni di questo tipo squalificano il partito che rappresenta”.

Il passaggio a Forza Italia non comporta, tuttavia, un passaggio automatico a Forza Nord, il comitato forzista fondato dall’ex sindaco di Verona Flavio Tosi verso fine aprile: “Al momento non ne faccio parte – conclude Pesce –, ma, se mi sarà permesso, aderirò ben volentieri, trattandosi di valori e princìpi cui ho sempre creduto, ed essendo Tosi dotato di acume politico elevato”.

Ora, la notizia dell’atto di dimissioni dalla Lega da parte di Pesce è una medaglia con più facce: da una parte, infatti, la maggioranza del sindaco Gianfranco Dalla Valentina non conta più alcun leghista all’interno del proprio gruppo, e non è chiaro, pertanto, se il simbolo del partito potrà ancora essere utilizzato all’interno della coalizione, essendo presente una lista unica “Lega-Forza Italia”; dall’altra, il destino della Lega di Sona, che ora non ha più un segretario, sembra assumere tinte sempre più fosche.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.