Politica a Sona: Il consigliere di minoranza Ferrari: “La maggioranza è spaccata al suo interno”

Concludiamo il ciclo di interviste ai gruppi della minoranza politica sonese con Nicolò Ferrari (nella foto di Mario Pachera), presidente del gruppo Verona Domani per Sona, una lista civica che condivide i valori del centrodestra.

In Consiglio comunale tra i banchi di opposizione la voce è rappresentata dal ventiseienne Nicolò, già candidato nella lista di Progetto Comune con Flavio Bonometti e coalizzato con la lista Lega–Salvini premier. Il gruppo Verona Domani per Sona è composto per oltre la metà da giovani sotto i 35 anni; ma non mancano figure con esperienze amministrative alle spalle.

Nell’ultima intervista a Gaspare Di Stefano, capogruppo della Lega, il Consigliere ha affermato che durante i due mandati di Gianluigi Mazzi il Comune di Sona è peggiorato sotto diversi aspetti. Sei dello stesso parere?
Io posso rispondere sulla base della mia esperienza amministrativa, quindi da tre anni a oggi, e su quante informazioni, progetti e carte ho recuperato delle amministrazioni precedenti, da Tomelleri in avanti. Non sono d’accordo con Gaspare, in quanto credo che le problematiche del nostro territorio siano legate a conformazioni urbanistiche del passato, come il caso di Lugagnano.

Non è il caso di ripercorrere la cronistoria della frazione. Se non sei d’accordo con l’affermazione del Consigliere Di Stefano, dove, quindi, ritieni che il nostro Comune sia migliorato?
L’unico aspetto strutturale migliorativo che constato è la creazione della nuova scuola a Lugagnano, all’avanguardia sotto molteplici aspetti.

In campagna elettorale hai sempre affermato che è una “mezza scuola”, quindi non proprio un complimento.
A mio parere, il progetto scolastico dell’Anna Frank doveva essere gestito meglio. In questo modo ha categorizzato studenti di serie A e studenti di serie B. Per dare una risposta alla domanda iniziale: al netto dell’amministrazione ordinaria, in questi ultimi anni mi aspettavo di più a livello di progettualità o di investimenti. Riconosco, comunque, che molti progetti sono limitati dai numeri del nostro bilancio comunale.

A dire il vero, gli stessi Flavio Bonometti e Gaspare Di Stefano hanno chiaramente affermato che i soldi ci sono e che l’amministrazione debba compiere sforzi economici più forti, azzardare di più soprattutto in questo periodo di pandemia.
Io distinguerei il momento di emergenza economica e sanitaria dalle esigenze amministrative in tempi normali. Ecco, oltre la scuola, non ho visto grandi risultati da parte di quest’amministrazione.

Quindi Cà di Capri e Sun Oil non lo sono?
Partiamo dalla Sun Oil. In una parola: un disastro. Dopo un sequestro avvenuto anni fa e un recente dissequestro, ciò che mi chiedo è: chi sarà il prossimo custode? Ci sono delle perizie che attestino lo stato delle cisterne? Il Comune si è tutelato con un minimo di fondi per un problema che è macroscopico sul nostro territorio? Su un tema del genere non c’è colore politico, ma occorre unire le forze. Per fare questo è necessario creare dei tavoli di lavoro, convocare le Commissioni consiliari e agire di squadra. La strategia sequestro – custodia – bonifica non è mai stata chiara. L’amministrazione, a mio avviso, si è mossa tardi.

Però la strategia sulla Cà di Capri ha condotto a dei risultati.
D’accordo, ma anche qui non sono state date delle tempistiche chiare alla cittadinanza sulla fine dei conferimenti o la chiusura della discarica.

Ti segnalo che è stato più volte chiaramente detto che i termini non sono tanto sulle tempistiche, ma sulle quantità dei conferimenti.
Faccio una provocazione: quando si potrà affacciarsi alla finestra e osservare il Monte Baldo al posto delle colline della Cà di Capri? E pongo un’ulteriore domanda: dove sono finiti i Verdi? Che fine ha fatto il PD? E gli ambientalisti? Ciò che c’è sotto a quelle colline non è proprio ecologico.

Ti fermo. Non si tratta di una discarica abusiva, c’è una precisa regolamentazione alla base. La discarica è, allo stato attuale, sicura, come abbiamo constatato dalla visita a porte aperte. Se la tua polemica e l’allarmismo sono dettati da un mero fattore paesaggistico, forse siamo su un livello diverso di gravità.
Certo, riconosco che non vi è lo stesso rischio di Sun Oil, ma avrei fatto di tutto per non apportare una tale quantità di conferimenti. Chi ha amministrato prima e dopo le vicende della discarica avrebbe dovuto mettere paletti più restrittivi. Ciò che mi sento di denunciare è una commissione consiliare ambientale poco funzionale.

Sul tema delle Commissioni consiliari si è espresso anche Di Stefano nell’ultima intervista. Cosa non sta funzionando?
Io credo che l’attuale maggioranza sia spaccata al suo interno e che proprio per questo motivo non sappia rispettare i tempi, i modi e le formalità della politica. Ciascuno di noi Consiglieri, per quanto di competenza, ha un valore, in virtù del quale meritiamo di essere rispettati nell’esercizio delle nostre funzioni.

Oltre al fatto dei Regolamenti inviati in ritardo e dell’assenza di coinvolgimento, è successo altro?
Sì. Recentemente tramite la segreteria ci viene protocollata la convocazione dei capigruppo con la presenza dell’assessore Monia Cimichella. Nulla contro l’assessore, ma non era forse il caso di riunirsi prima con i capigruppo, cercare di dare valore a ciascun capogruppo e poi magari coinvolgere l’assessore di competenza?

Non so quanto possa importare questa dinamica al cittadino comune. E magari molti penseranno che non sappiate comunicare tra voi.
È fondamentale, a mio avviso, giungere all’obiettivo dei nostri propositi, dobbiamo essere dalla stessa parte per il bene comune a favore della cittadinanza. Dato che non è la prima volta che succede, ho la sensazione che loro sappiano di essere spaccati all’interno, e che ciò li spinga a mettere in atto queste tattiche per mettere in difficoltà noi, facendoci passare per pedanti e disertori. La politica è fatta anche di equilibri e regole non scritte.

Veniamo, allora, alla sostanza delle vostre proposte.
Prima che esplodesse la questione degli atti vandalici io e il mio gruppo Verona Domani per Sona stiamo creando un laboratorio di idee in grado di raggiungere tutti i giovani del nostro territorio. Credo che non sia propriamente corretto calare una progettualità dall’alto, ma avvicinarsi ai giovani con delle proposte che parlino il loro stesso linguaggio.

Qualche esempio?
Riportare al centro lo sport, normative Covid permettendo, organizzando tornei estivi tra le varie frazioni e coinvolgendo ristoratori del territorio per fornire i pasti. Proporre giornate a tema ambientale, che sappiano mettere insieme la necessità di far conoscere il territorio ai più giovani e a contribuire a rendere più pulito l’ambiente con la raccolta dei rifiuti nei parchi e nelle strade.

Avete in mente anche iniziative realizzabili una volta usciti dalla pandemia?
Certo. Ad esempio, lavorare sui modelli di riferimento, invitando, non appena sarà possibile, ospiti celebri come sportivi, cantanti e influencer al fine di raccontare esperienze di vita forti e significative. Ma proporre anche un’integrazione attiva con famiglie migranti nel nostro territorio durante momenti conviviali.

Casa Iride a Lugagnano può essere un esempio?
Assolutamente sì.

In campagna elettorale, però, nel programma della lista Progetto Comune in cui ti sei candidato, sostenevate una “disincentivazione nei confronti dei centri CAS (Centri Assistenza Straordinaria) già esistenti nel nostro territorio anche per scelte dell’attuale Amministrazione connivente, e che comunque rappresentano un onere per il comune”. Un netto cambio di rotta.
Non faccio il doppiogioco. È vero, mi sono candidato con Progetto Comune, però oggi rappresento un mio gruppo, indipendente dalla lista originaria, e mi sento libero di esprimere le mie idee. Sottolineo che la battaglia contro i CAS sollevata in campagna elettorale era strettamente economica, ricordo il tema dei 35 € ai migranti. Abbiamo un’ulteriore proposta sul tavolo.

Prego.
La realizzazione di una sorta di parco giochi per anziani. L’abbiamo definito “giardino terapeutico”, perché vuole essere un disincentivo alla sedentarietà e un incentivo alla ginnastica dolce per gli anziani del nostro territorio. Il luogo che abbiamo individuato a Lugagnano è nei pressi della Casa di Riposo.

Dedichereste anche uno spazio alla cultura?
Il ruolo della biblioteca per noi è fondamentale, concepito sia in senso stretto, ma anche digitale, che quindi dia la possibilità di accedere a quotidiani, musica, e-book e film; sia come luogo per incontri formativi a carattere culturale e formativi inerenti al mondo del lavoro.

Quindi siete sulla stessa linea di Progetto Gutenberg, promosso dal già consigliere di maggioranza Mattia Leoni?
Esatto, dargli continuità con iniziative simili. Ecco, penso sia bello far sapere che c’è un mondo giovanile che ha voglia di attivarsi e che possa divenire fonte di attrazione per la comunità. Faccio preziosi gli insegnamenti che ho ricevuto dall’ex co-parroco di Lugagnano don Roberto Tortella: parlare il linguaggio dei giovani e dare il buon esempio ti permette di renderli partecipi a qualcosa di più grande e bello.

Circa tre anni fa in un’intervista al Baco criticasti la maggioranza in merito a “una grande carenza di strutture” sul territorio. Oggi proponi solo iniziative. Quindi, sono nate strutture nuove o hai preso una posizione diversa?
Credo che dobbiamo valorizzare ciò che abbiamo. A seguito dello spostamento del campo nomadi, l’area a nord della frazione di Lugagnano potrà diventare una bellissima polisportiva. L’assessore Gianfranco Dalla Valentina e il consigliere Corrado Busatta, che ringrazio per il lavoro che fanno e per avermi coinvolto, hanno unito le associazioni sportive del territorio e iniziato un percorso di condivisione delle strutture (della nuova polisportiva di Lugagnano parliamo sul nuovo numero del Baco in distribuzione in questi giorni NdR).

Non sarebbe il compito della Pro Loco quello di far rete tra le associazioni? Perché creare una rete ex novo?
Penso che, se Corrado e Gianfranco non avessero dato avvio all’iniziativa, probabilmente non si sarebbe fatto nulla.

Altro sulle strutture?
Un mio obiettivo è portare una biblioteca come quella di Bussolengo a Lugagnano. E sarebbe perfetto farlo dove è situata la Casa di Alice, un luogo intorno da stravolgere, ma con un altissimo potenziale per le associazioni del territorio.

Un’ultima domanda di più ampio respiro: che opinione hai del Governo Draghi?
Sia personalmente sia come gruppo sosteniamo la figura di Mario Draghi e sono convinto che un Presidente del Consiglio come Mario Draghi sia un biglietto da visita molto importante per il nostro Paese. A differenza del precedente Governo Conte, che in questo periodo di emergenza sanitaria non ha facilitato l’interpretazione delle norme, non ha avuto una comunicazione chiara e non ha alzato l’asticella di competenze, in questo nuovo Governo noto un maggior equilibrio tra forze politiche e competenze tecniche. E per ripartire un Paese deve iniziare dai giovani.