Politica a Sona. Dal Forno della maggioranza su giovani, turismo e politica: “Da Valore Famiglia potenzialità per le prossime elezioni”

Prosegue il viaggio del Baco all’interno della scacchiera politica sonese. Dopo le interviste ai capigruppo di minoranza Flavio Bonometti di Progetto Comune, Gaspare Di Stefano di Lega – Salvini Premier e Nicolò Ferrari di Verona Domani per Sona, il Baco ha raggiunto il Consigliere di maggioranza Paolo Bellotti del gruppo PerSona al Centro per approfondire le tematiche ambientali del nostro territorio.

Oggi è il turno di Antonella Dal Forno, già assessore dal 2013 al 2018 nel primo mandato del sindaco Gianluigi Mazzi, in questa legislatura consigliere di maggioranza, appartenente al gruppo Valore Famiglia.

La scuola non solo è l’ambito del suo lavoro, ma anche una delle deleghe nel suo primo mandato elettorale. Come ritiene sia stata affrontata la didattica nelle scuole del nostro territorio in questo periodo di emergenza sanitaria?
Dai riscontri che ho ricevuto, pare ci sia stata una grande risposta di coralità all’emergenza sanitaria, da parte dei genitori, degli insegnanti e delle dirigenti. Ecco, credo che la risposta sia stata adeguata e non ci siano state tematiche particolari – se non quelle spicce, come connessioni Wi-Fi –, risolte anche grazie all’intervento del Comune.

Concretamente si riferisce all’aspetto tecnologico od organizzativo?
Entrambi. Questo scenario inedito ha richiesto una serie di scelte veloci e creative.

Secondo i dati nazionali dell’anno scorso, circa un terzo delle famiglie italiane non ha un computer o un tablet. Sona che numeri ha avuto? Ed eventualmente come è stato affrontato il problema?
Non so al momento dare una risposta numerica alla domanda. Alla luce, tuttavia, dei dati che possiedo, mi risulta che siano stati raggiunte pressoché tutte le necessità delle famiglie nel nostro Comune, grazie alla sinergia tra amministrazione comunale e scuole, ma anche tra genitori ed esercenti commerciali locali.

Quale ritiene sia stata la fascia d’età che ha sofferto di più a livello scolastico in quest’ultimo anno?
Io credo che tutte le fasce d’età abbiano sofferto della didattica a distanza, o, meglio, dell’assenza di socialità che viene favorita dalla scuola. Anche sulla base della mia esperienza di insegnamento, noto ragazzi spenti, talvolta apatici. Una sofferenza dovuta alla situazione in sé, ma anche al clima che si respira: noi tutti stiamo osservando molto i numeri, gli andamenti e gli effetti negativi di questa pandemia, ma senza evitare di costruire sopra di noi una cappa di pessimismo che scoraggia e spegne l’animo dei nostri ragazzi.

In questo contesto l’amministrazione comunale che ruolo ha?
Il Comune e le scuole si sono attivati per mettere a disposizione dei ragazzi e delle famiglie sonesi dei supporti educativi e sociali: vengono organizzati degli incontri online ed eventualmente delle consulenze psicologiche. Anche alcune parrocchie e associazioni sportive si stanno attivando per coinvolgere i ragazzi del Comune di Sona in diverse attività, pur con tutti i limiti del caso.

Abbiamo citato più volte la sinergia tra Comune e scuola; su quella tra Comune e parrocchie, invece, che opinione ha?
Io credo che, dove si miri a un obiettivo comune e condiviso, questa sinergia sia assolutamente fattibile e necessaria per vincere, nel rispetto dei propri ruoli, l’attuale disagio vissuto dai giovani del nostro territorio, indipendentemente dalla comunità di fede.

Quindi, stando così le cose, per l’estate è prevista qualche iniziativa?
Questo non è propriamente un mio ambito di competenza, ma, da un confronto con l’assessore di riferimento, stanno facendo dei sondaggi presso le famiglie e i ragazzi per capire quali saranno le esigenze nei prossimi mesi, ovviamente da gestire con le particolarità del caso e dettate dalla situazione regolamentare in vigore nel periodo estivo. Certo, il Comune deve raggiungere tutta la cittadinanza, anche coloro che non gravitano intorno alla parrocchia.

Le consulte di frazione possono rappresentare uno strumento utile in questo senso?
Io credo che il canale principale sia quello delle scuole. Ritengo, tuttavia, che le consulte di frazione siano uno strumento splendido dal punto di vista civico, grazie al coinvolgimento diretto dei cittadini, in grado sicuramente di valorizzarlo.

Quando potranno partire le consulte?
Non appena sarà possibile. Purtroppo la situazione attuale non permette di organizzare degli incontri dal vivo per presentare l’iniziativa alla cittadinanza. Insieme alla minoranza stiamo comunque cercando la formula migliore nel rispetto della normativa anti-Covid per dare avvio alle Consulte.

Come ci aveva raccontato in una passata intervista Vittorio Giardini, già consigliere comunale e presidente delle consulte di frazione negli anni ’90, riteniamo possa essere un bellissimo strumento di cittadinanza.
Un bellissimo strumento di cittadinanza, aggiungo, rivolto soprattutto ai giovani. Un requisito fondamentale. Inoltre, penso sia interessante organizzare dei Consigli comunali ad hoc per i giovani del nostro Comune, invitati espressamente a partecipare in qualità di pubblico; ma anche prolungare il Consiglio comunale dei ragazzi alla fascia d’età che abbraccia il quinquennio delle scuole superiori, al fine di accrescere la curiosità, il senso civico e la responsabilità degli adolescenti del nostro territorio.

Anche facendo riferimento a quel Consiglio comunale costituitosi contro alcuni recenti e violenti atti vandalici, come può il Comune raggiungere quei ragazzi che non frequentano l’ambiente parrocchiale e che sono, diciamo, dimenticati anche dalla comunità del paese in cui abitano?
Penso sia molto difficile raggiungere tutti, ma da quel consiglio è una nata come direttiva concreta e condivisa da tutte le forze politiche la costituzione di un laboratorio che collabori con più enti e associazioni del territorio. Sono convinta, inoltre, che le nostre educatrici e le assistenti sociali del Comune siano molto attive e nel silenzio compiano un grandissimo lavoro.

Cambiamo argomento e passiamo al turismo. In una scorsa intervista il Consigliere di minoranza Di Stefano ha criticato l’approvazione della tassa di soggiorno nel nostro Comune. Come risponde a riguardo?
Si tratta di scelte politiche: nel nostro Comune, che non è Firenze o Venezia, la tassa di soggiorno è pari a 50 centesimi per l’aliquota minima e un euro per le strutture con almeno quattro stelle, e applicabile per un massimo di cinque giorni. Pertanto, l’importo massimo è decisamente irrisorio. Ecco, può essere un tema politico, ma sicuramente non turistico, dato che la tassa di soggiorno a Sona e nei Comuni limitrofi non va a incidere sulla presenza dei turisti nel nostro territorio.

Ci può dare qualche numero sulle perdite legate al turismo a Sona nell’ultimo anno?
I dati dello scorso anno rispetto al 2019 confermano poco più del 50% di presenze in meno sul nostro territorio: 35 mila presenze nel 2020 contro le 76 mila dell’anno precedente. Il calo è riconducibile soprattutto alla minor affluenza di turisti stranieri: basti pensare che il numero complessivo dei turisti del 2020, 35 mila, corrispondeva al numero dei soli turisti stranieri.

Vi è una pianificazione di marketing in previsione dei prossimi mesi di quest’anno?
La DMO (Destination Management Organization, NdR) del Lago di Garda, un’organizzazione di enti pubblici e privati, attraverso un bando specifico sta sponsorizzando il marketing del nostro territorio. È stata, inoltre, rinnovata la convenzione delle Terre del Custoza e del Museo del Risorgimento. Tutti questi fattori faranno naturalmente leva sui social. La Regione Veneto, infine, ha proposto un duplice e interessante strumento legato al turismo.

Ovvero?
Si tratta della Carta dell’ospitalità e dell’Osservatorio del turismo. Sulla scia del turismo esperienziale il primo strumento è vicino a un codice etico professionale affinché si aiuti la crescita qualitativa del turismo; mentre il secondo offre una panoramica di dati statistici e progettualità legate a iniziative turistiche all’interno della Regione.

Passiamo a un ultimo argomento più politico. Inizia a circolare qualche voce sul prossimo candidato sindaco alle prossime elezioni comunali del 2023. Facendo riferimento al suo gruppo di appartenenza, Valore Famiglia, che mi dice a proposito?
Io credo che sia nella maggioranza come tra le fila della minoranza ci siano buone potenzialità, intese sia in termini di candidatura a sindaco sia nelle liste elettorali. Valore Famiglia è un gruppo civico e apartitico, non ha una bandiera politica di riferimento; nonostante sia silenzioso e molto discreto, è comunque molto attivo, in quanto tutti i membri sono presenti in organi amministrativi, di volontariato e associativi in tutto il Comune. Anche tra loro vedo delle ottime potenzialità per le prossime elezioni.

In un precedente articolo abbiamo citato Simone Caltagirone, già vicesindaco dal 2013 al 2018, come un possibile candidato che potrà fare la differenza per l’attuale maggioranza. Che opinione ha in merito?
Ritengo Simone Caltagirone una persona adatta a svolgere il ruolo di primo cittadino; auspico, quindi, che possa candidarsi.

Il gruppo Valore Famiglia potrà essere influenzato dalla componente politica? Oppure manterrà la sua apartiticità?
In merito a questo aspetto dobbiamo ancora parlarne. Io credo che le liste civiche e i gruppi apartitici, pur andando verso la fine del periodo storico che li ha visti protagonisti, potranno svolgere ancora un ruolo decisamente importante. Essere liberi dai vincoli o dai dettami dei partiti, a mio avviso, rappresenta un vantaggio per il territorio. Ma il successo della lista civica rispetto alla componente politica, come abbiamo visto col sindaco Gianluigi Mazzi, dipende dalla persona e sta nell’abilità di mantenere relazioni con altri enti e partiti.