Politica a Sona. Bellotti della maggioranza su Matco e Sun Oil. E sul prossimo candidato sindaco: “Ci stiamo confrontando”

Al fine di rendere corali le varie voci del Consiglio comunale e per ascoltare chi ha già ricoperto ruoli amministrativi in passato e oggi siede sui banchi dell’opposizione, il Baco ha intervistato l’ex sindaco Flavio Bonometti di Progetto Comune, il già assessore e vice sindaco Gaspare Di Stefano della Lega, e il consigliere di minoranza Nicolò Ferrari di Verona Domani per Sona.

Il viaggio del Baco all’interno della mappa politica sonese continua con le interviste ai capigruppo della maggioranza del sindaco Gianluigi Mazzi. Abbiamo raggiunto il consigliere Paolo Bellotti, rappresentante della lista PerSona al Centro, già Consigliere di maggioranza dal 2013 al 2018.

Al Consiglio comunale del 29 marzo la questione Matco è stata uno dei primi punti delle comunicazioni. Che aggiornamenti avete?
A seguito di comunicazioni da parte dell’azienda ci è stato confermato che l’installazione sui camini della ditta di un impianto per l’abbattimento degli odori è stata ultimata. Ora stiamo attendendo la relazione di Matco in merito ai risultati ottenuti.

A quali risultati sono giunte le ultime analisi di Arpav?
L’azienda opera in una situazione di assoluta conformità legislativa e nel rispetto di tutti i limiti nell’emissioni in atmosfera, come dimostrano i risultati delle analisi di ARPAV, per cui le esalazioni dal camino e nei pressi dell’azienda non risultano nocive o pericolose.

Come è emerso dall’inchiesta che abbiamo realizzato, continua a rimanere aperta, tuttavia, la questione sull’odore.
Fortunatamente c’è stata un’evoluzione normativa, per cui l’odore è entrato nell’art. 152 del Testo Unico dell’Ambiente. È stato un passaggio fondamentale, che ci ha permesso in qualità di amministrazione di far valere dei vincoli di natura odorigena nei confronti dell’azienda. Limiti che sono stati rispettati da Matco.

Come si è giunti, quindi, all’installazione di un nuovo impianto al camino?
Alla luce delle costanti segnalazioni, l’unica strada in quel momento percorribile consisteva nel trovare un dialogo direttamente con l’azienda affinché lei stessa portasse avanti delle azioni di miglioramento. Lo scorso anno abbiamo ricevuto comunicazione, quindi, dell’investimento su un impianto pilota finalizzato ad abbattere gli odori; questo è ultimato recentemente e con qualche mese di ritardo a causa dell’emergenza sanitaria del Coronavirus. Un tecnico dell’azienda mi ha anticipato che i risultati sono positivi, ma aspettiamo ancora qualche numero a supporto dei risultati.

Nonostante questi interventi di miglioramento, sappiamo che le segnalazioni non sono, tuttavia, cessate.
Le segnalazioni nel complesso sono diminuite, ma c’è uno zoccolo duro di cinque-sei persone che continuano a segnalare. Purtroppo, però, non si esclude che queste segnalazioni siano dettate maggiormente da una percezione soggettiva e amplificata del fenomeno piuttosto che da un impatto odorigeno reale sul territorio. Se il problema fosse grave come loro descrivono, avremmo una popolazione di segnalazioni sicuramente maggiore. La speranza mia e dell’amministrazione è che questo nuovo impianto possa ridurre la frequenza e l’intensità di queste emissioni odorose.

Passiamo al capitolo Sun Oil. Le voci della minoranza hanno sempre evidenziato una sorta di inerzia amministrativa nella gestione del sito. Un’inerzia che – sostengono – ci ha portato a perdere la custodia della proprietà. Cosa risponde a proposito?
I rappresentanti della minoranza sanno che non è vero e che non si tratta di inerzia amministrativa.

Ci spieghi.
Come più volte ribadito in varie occasioni, la perdita della custodia cautelare è stata un procedimento legislativo a cui non potevamo opporci, proprio a causa di un procedimento legislativo e scadenza dei termini di legge.

Se i lavori di bonifica fossero iniziati quando la custodia del sito era ancora in capo al Comune, il dissequestro sarebbe comunque avvenuto?
Si tratta di due piani diversi, la decisione del giudice prescinde dalla questione ambientale. Tra l’altro, aggiungo che è assurdo parlare di “inerzia amministrativa”, dato che fin dal primo mandato del sindaco Mazzi si sono accesi i riflettori su Sun Oil e sulla sua pericolosità. Precedentemente l’amministrazione si limitava a pagare un consulente che monitorava lo stato delle cisterne. Dopo anni e anni in cui la società proprietaria della Sun Oil non ha ottemperato alle ordinanze del sindaco di svuotare le cisterne dai rifiuti, oggi ci stiamo rivolgendo al giudice per ottenere nuovamente il sequestro e per procedere con la bonifica il più in fretta possibile, dato che siamo riusciti a ottenere i contributi.

I consiglieri Bonometti e Di Stefano premono affinché venga ripresa quell’attività di richiamare le aziende e far estrarre quelle sostanze che le stesse hanno conferito nelle cisterne. È fattibile come percorso?
Come abbiamo già spiegato ai consiglieri di minoranza, questa operazione è già stata fatta: delle decine di ditte denunciate durante l’amministrazione Bonometti, sostanzialmente tutte o hanno estratto i rifiuti conferiti o hanno versato alle casse comunali l’equivalente economico per l’estrazione. Giusto qualche mese fa abbiamo ottenuto più di cento mila euro da parte delle ultime tre aziende mancanti all’appello.

Avendo ulteriore disponibilità economica, dunque, perché non iniziare la bonifica del sito? Almeno mettendo in sicurezza i punti più critici.
Allo stato attuale i lavori di svuotamento delle cisterne sono bloccati per la questione giudiziale di cui abbiamo parlato. A seguito di vari incontri con Veneto Acque e di consulenze con legali e tecnici, noi avremmo le carte in regola per entrare comunque nel sito e iniziare la bonifica. Preferiremmo, però, avere anche il via libera da parte del magistrato. Se i tempi si facessero lunghi, avremmo comunque intenzione di intervenire lo stesso.

Che tempi massimi vi siete dati?
Se entro fine aprile la situazione non si sblocca, interverremo comunque. Abbiamo già presentato una denuncia nei confronti di Gianni Savoia, proprietario della Sun Oil, per interruzione di pubblico esercizio.

Voltiamo pagina e parliamo di Cà di Capri. Ci sono novità in merito alla chiusura della discarica?
La discarica ha raggiunto sostanzialmente la volumetria massima e stanno iniziando a preparare la prima copertura di materiale argilloso. Entro fine anno la discarica probabilmente verrà chiusa. Da quel momento inizieranno i lavori, diciamo, di post mortem, e l’azienda avrà una responsabilità di sicurezza sul sito per i successivi trent’anni.

La periodicità e la qualità dei controlli, come sono stati raccontati nella visita a porte aperte due anni fa, sono state mantenute anche in questi mesi di emergenza sanitaria?
Assolutamente sì, come da accordi. Gli ultimi incontri sono stati prevalentemente online, ma il prossimo si terrà direttamente in discarica per verificare la situazione dal vivo. Ribadisco: la situazione è assolutamente sotto controllo e si sta andando verso una soluzione definitiva.

Chiuso il tema ambientale, passerei a quello politico. Dentro e fuori i corridoi della politica sta girando qualche nome sul futuro candidato sindaco alle prossime elezioni comunali fra due anni. Cosa mi dice a proposito?
È vero, in maggioranza abbiamo iniziato a parlarne, ma non c’è ancora un nome definito del candidato sindaco per la prossima tornata elettorale. Aggiungerei anche il mio punto di vista personale sulla questione, condiviso anche da altri del mio gruppo: qualunque sia il progetto politico generale, Gianluigi Mazzi rappresenterebbe per noi la figura determinante e centrale per il terzo mandato.

Nell’ultima intervista al Baco il consigliere Ferrari ha definito la maggioranza “spaccata” al suo interno. Cosa risponde?
Io attribuisco queste affermazioni di Ferrari alla sua inesperienza politica, quindi forse non comprende le dinamiche di chi amministra e gestisce i rapporti all’interno di un gruppo e nei confronti degli uffici.

Da come Ferrari si è espresso, sembrava il contrario, ovvero che fosse vostra l’inesperienza.
Chi ha amministrato sa benissimo che le componenti politica e tecnica sono due facce della stessa medaglia. Se qualche volta è stata avvertita una distonia, è perché i tempi dell’una erano diversi da quelli dell’altra. Così è stato sia nel caso della comunicazione citata da Ferrari, sia nel ritardo dell’invio dei regolamenti edilizi che ha dato tanto fastidio alla minoranza (che ha abbandonato per protesta il Consiglio comunale di fine 2020, NdR). Trovo, piuttosto, che sia la minoranza piuttosto disarticolata e poco coesa, dato che ci sono prima momenti in cui dichiarano di essere molto disponibili a collaborare, e poi non si presentano alle riunioni che organizziamo. Si fa fatica a capire quale sia il loro orientamento e se, d’altro canto, abbiano una strategia politica comune.

Agganciandomi all’affermazione di Ferrari, però, non si può non notare la mancanza di un efficace marketing politico: nelle molteplici interviste settimanali al sindaco raramente emerge il nome di consiglieri o assessori per il lavoro svolto, e non sempre le vostre pagine politiche e istituzionali hanno mantenuto coerenza comunicativa sui social.
Io credo che nell’ultimo anno di emergenza sanitaria sui social si sia respirato un clima di disagio e, talvolta, rabbia che, dal mio punto di vista, hanno disincentivato l’utilizzo. Poi, ecco, credo che Facebook non sia un esempio rappresentativo della comunicazione politica, dato che diversi consiglieri e assessori non hanno un proprio profilo e molti ne conservano un uso privato.

Ricordo che, nonostante fossero ancora valide le regole di distanziamento e mascherine, sul profilo istituzionale del Comune venivano pubblicate foto in un clima tutt’altro che rispettoso delle regole, ad esempio in occasione di matrimoni civili, Insomma, un profilo con uno stile più adolescenziale che istituzionale.
Non sono d’accordo. Dopo circa un anno in cui mi sono occupato della comunicazione social con l’assessore Cimichella, ho constatato che la comunicazione istituzionale è lontana dai cittadini. Credo che usare una comunicazione diversa o, talvolta, sopra le righe, possa risultare vincente nei confronti dei cittadini e che sappia coinvolgerli. Il problema è che siamo un Comune piccolo, non possiamo dotarci di un ufficio stampa.

Però una “portavoce”, che gestisce la comunicazione social del sindaco e del Comune, c’è.
Sì, ma non lavora a tempo pieno sulla comunicazione. Per attirare utenti sui profili istituzionali occorrono tempo e inventiva. A seguito della gestione dei social da parte dell’assessore Cimichella, gli accessi alla pagina e al sito del Comune sono quadruplicati. Seguire questo tipo di approccio è complicato se non vi è un ufficio dedicato.