La sera del 27 marzo è andata in scena presso il Medi di Villafranca, come in tutti i licei del nostro Paese, la Notte Nazionale del Liceo Classico, una serata interamente dedicata alla promozione della cultura classica.
Il tutto è cominciato alle 18, con un breve video promozionale in Aula Magna. Ci si è poi spostati al primo piano, dove le varie aule erano state allestite per ospitare laboratori in cui, tramite attività a tema, i visitatori avrebbe potuto conoscere, scoprire e approfondire la sezione del Classico.
Dopo un breve rinfresco, gli ospiti si sono spostati di nuovo in Aula Magna, dove uno studente di 5CM, Jacopo Leporatti, li ha deliziati suonando con il violoncello la colonna sonora de Il Gladiatore, di Hans Zimmer. “Questo brano l’ho portato alla mia prima Notte del Classico, quando ero in prima, nel 2021 – ha raccontato il ragazzo -. Era un anno particolare, appena ritornati a scuola dopo la Quarantena. E adesso che sono all’ultimo anno ho deciso di riproporlo, un po’ per chiudere il ciclo”.
Dopo questo momento musicale, vi è stato un intervento della dirigente Paola Catanzaro, che ha ribadito l’importanza di iniziative del genere, e della professoressa Lucia Girelli, responsabile e coordinatrice di questo progetto. Anche la professoressa Clauda D’Arcamo è intervenuta per illustrare al numeroso pubblico un importante progetto che vede coinvolto il liceo con la biblioteca capitolare di Verona.
Poi finalmente, è potuta partire la commedia – il pezzo forte dell’evento – tratta dai Menecmi di Plauto, con le addette ai copioni che hanno dovuto svolgere un lungo e duro lavoro per adattare il testo originale agli attori (in maggioranza attrici) a disposizione.
Il tutto si svolge ad Epidamno, dove abita una donna di nome Menecma. Essa – come ci viene raccontato nel prologo – è giunta in questa città dopo essere stata adottata da un uomo ricco di questa città.
Infatti lei si era separata dalla sua famiglia d’origine quando aveva ancora sette anni, dopo essersi persa nel mercato di Taranto, dove era venuta con il padre. Proprio il padre, rendendosi conto di aver perso l’amata figlia, morirà di dolore.
Ma a casa, a Siracusa, il nonno, appena giunta la notizia della scomparsa della nipote, decide di dare il medesimo nome all’altra sorella, Sosicle, che d’ora in poi quindi sarebbe stata Menecma. Proprio questa sorella, una volta adulta, decide di partire alla ricerca della sorella perduta, accompagnata dai suoi servi.
Una volta giunta ad Epidamno, verrà scambiata per l’altra Menecma prima dall’amante di essa, poi da suo marito. A quel punto, per sfuggire dalle angherie, si finge pazza, ma questo complica solo la situazione, perché l’altra sorella, venendo scambiata essa stessa per Sosicle, sta per essere trascinata a forza da alcuni servi del medico.
Per fortuna intervengono i servi della sorella (che anch’essi la scambiano per la loro padrona), che la liberano dalle loro grinfie.
Nel finale, le due si ricongiungono e, finalmente ritrovatesi, decidono di ritornare insieme a Siracusa, con la prima che decide di vendere tutti i beni, affidando l’incarico ai servi, ora liberi, della sorella.
Terminata la rappresentazione, gli studenti di 5CM hanno dedicato un piccolo pensiero ad alcune insegnanti presenti quella sera, ricordando i bei momenti trascorsi in questi cinque anni. Dopodiché, due studentesse hanno letto il brano con cui tutte le scuole d’Italia hanno concluso questa magnifica serata, un brano letto in greco da una ragazza di quinta e nella traduzione in italiano da una ragazza di prima.
Ci tengo però, in chiusura d’articolo, a sottolineare una cosa: gli scorsi anni, la Notte del classico era solitamente affare della quinta, o al massimo della quarta, di questo indirizzo. Quest’anno si è vista ancora maggiore collaborazione tra diverse classi ed indirizzi: hanno infatti partecipato non solo le classi di prima del Liceo classico, ma anche delle scienze umane tradizionali, due del linguistico e uno delle scienze umane opzione economico-sociale. Una bella novità sicuramente.
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