Crisi? Diamo più fiducia ai giovani del Comune

Ascolta questo articolo

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la piu’ grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’”. Chi si sognerebbe di mettere in dubbio le parole del grande Albert Einstein? Eppure, nella nostra società continuiamo a fare le stesse cose, perché? Perché nessuno ha veramente il coraggio di sperimentare nuove forze che potrebbero stupirci. Chi meglio dei giovani può sapere che cosa siano il progresso, la creatività, l’avanguardia?

In questo periodo di crisi in cui c’è sempre meno denaro invece di lamentarsi e considerare i giovani indifferenti ai problemi del Comune bisognerebbe coinvolgerli, lasciare loro spazio per aiutare. Sono sicura che rimarremmo tutti piacevolmente stupiti da ciò che possono fare un gruppo di ragazzi con la testa piena di idee e un po’ di fiducia da parte degli adulti. Il problema è che in Italia viene privilegiata l’esperienza, tutti credono che il mondo dei giovani non arrivi nemmeno a capire i problemi che esistono, figuriamoci risolverli! In realtà è proprio il loro entusiasmo e la loro voglia di guardare al futuro che li rende una risorsa potentissima. Molto spesso vengono ignorati o peggio, considerati essi stessi un problema, un peso. Guardando la realtà sempre dallo stesso punto di vista non la si può migliorare: ecco perché abbiamo bisogno di occhi nuovi.

Ma che cosa possono fare concretamente? Possono organizzare e prendere parte a diverse attività come il volontariato, la politica locale, i gruppi sportivi, la parrocchia. Ad esempio possono insegnare molte cose ai bambini, farli giocare, aiutarli a fare i compiti essendo piu’ vicini d’età ed avendo piu’ pazienza degli adulti. Sono convinta che moltissimi giovani si impegnerebbero per aiutare nel Comune, migliorando cosi i servizi e facendo esperienze che sarebbero comunque molto utili anche a loro. Ai giovani piace stare in contatto con la gente, sono aperti e disponibili. Sono sorridenti, entusiasti, hanno infinite potenzialità. Aspettano solo un’opportunità per emergere e per dimostrare le loro capacità. Inoltre non richiedono un compenso materiale: si potrebbero abbattere i costi offrendo dei semplici crediti scolastici integrandoli alla preziosa esperienza individuale e alla consapevolezza di essere stati utili nel nostro Comune.

I giovani sono come una boccata d’aria fresca, hanno un pensiero nuovo, sono un camion carico di idee che ci travolgerà. Amano stare coi coetanei e dar sfogo alla propria fantasia, hanno solamente bisogno di incoraggiamento da parte del mondo degli adulti. Per questo dovrebbero essere questi ultimi a valorizzarli invece di giudicarli senza nemmeno dar loro la possibilità di mettersi in gioco. Ogni ragazzo ha bisogno di un adulto alle spalle che lo sostenga, proprio come fanno i genitori col proprio bambino quando comincia a fare i primi passi: lasciandolo provare a camminare rimarranno stupiti da come quelle piccole gambine gli permettano di avanzare e se cadrà loro saranno li, a incoraggiarlo a riprovare con tutte le sue forze. Si dice che dietro ad ogni successo ci sia sempre una scelta coraggiosa: chi ha il coraggio di puntare sui giovani?