“Piedibus, diseducativo fermare il traffico con troppo anticipo”, l’opinione di un lettore

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Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo sull’avvio con il nuovo anno scolastico dei servizi Piedibus a Lugagnano, Palazzolo e Sona.

A seguito di quell’articolo abbiamo ricevuto una mail da un lettore, indirizzata all’autrice dell’articolo, che ci segnala un problema proprio legato al passaggio dei bambini, e dei volontari, lungo le strade del Comune.

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Gentilissima Chiara,

Approfitto di questo articolo per segnalare un comportamento che ho notato negli ultimi anni da parte dei volontari che gestiscono il traffico in occasione degli orari di entrata/uscita delle scolaresche.

È sicuramente un valido strumento di prevenzione utilizzare il tempo e la buona volontà di volontari che evidenziano il passaggio dei pedoni agli altri utenti della strada. Bisognerebbe però spiegare ad alcuni particolarmente zelanti che non è formativo, per i bambini, vedere che il traffico delle auto viene fermato quando ancora chi è a piedi è a consistente distanza dall’attraversamento pedonale.

Mi spiego meglio? Forse è il caso! Se io automobilista, o ciclista, o motociclista, vengo fermato quando i bambini sono ancora a 5/10 mt dall’attraversamento pedonale, ai bambini passa il messaggio che chi è ha piedi la precedenza sempre e comunque sugli altri utenti. Cosa che mi pare controproducente. Oltre che errata.

Anche perché, allargando il discorso, questo è parte di tutti quei comportamenti sempre più permessivi che portano poi le giovani generazioni a considerare tutto dovuto. Evito di esagerare inoltrandomi nei fenomeni di alcoolismo e vandalismo. Però la strada è quella… Sono convinto che una equa distribuzione delle attese, sia ai “ruotati”, che agli “appiedati”, faccia altro che bene. IMHO, va da sé…

Cordiali saluti,

Paolo

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Gentile Paolo,

il rispetto del pedone sulle strisce o in prossimità di essere dovrebbe rappresentare l’essenza di tutta l’educazione stradale. Gli ausiliari del traffico volontari, come nel caso del Piedibus, servono e sono così presenti nel nostro Comune come in tanti altri anche perché la sensibilità nei confronti di chi attraversa a piedi non è notoriamente diffusa in Italia e il livello di allerta dell’automobilista piuttosto basso. A questo si aggiungono spesso strade pericolose e poche piste ciclabili, che non consentono di evitare le principali vie di passaggio automobilistico a chi deve spostarsi a piedi.

Non ritengo essere una pecca di tipo educativo, come lei mi scrive, il fatto di bloccare il traffico automobilistico un po’ troppo presto, nei pressi delle strisce, da parte dei volontari, semmai di prevenzione e attenzione ai pedoni, quasi tutti minorenni e maggiormente inesperti, in questi casi, del codice stradale.

Capisco che per un lavoratore o una lavoratrice trovarsi al mattino davanti ad una fila di bambini che attraversano la strada dopo che un signore con paletta ha bloccato il traffico sia forse un po’ fastidioso, soprattutto se si è in ritardo o con i minuti contati, ma meglio puntare la sveglia un po’ prima e sopportare il minuto e mezzo o poco più  in attesa che  i giovanissimi studenti passino, magari sorridendo di fronte ai loro visi allegri e ai loro grembiulini svolazzanti. La giornata partirà sicuramente meglio e anche i giovani impareranno dall’esempio degli automobilisti pazienti e rispettosi del codice della strada.

In definitiva, riguardo alla crescita nel rispetto dei valori delle giovani generazioni, di cui mi pare preoccuparsi, credo che il Piedibus sia un servizio ad alto contenuto formativo, basti pensare alla riduzione dell’inquinamento ambientale che esso promuove o al beneficio in termini di salute che una breve camminata quotidiana comporta.

Non credo che vedere un volontario che blocca le automobili ad una distanza che lei reputa eccessiva rispetto al sopraggiungere dei pedoni nei presso della scuola elementare o media possa in alcun modo far percepire al bambino che “tutto gli è dovuto o concesso”.

Insomma, se ci riflette bene, quei minuti che il servizio Piedibus la costringe ad aspettare paziente  che una fila di studenti attraversi la strada sarebbero comunque tempo perso per lei anche se il Piedibus non ci fosse, visto che tutti quei bambini verrebbero accompagnati a scuola prevalentemente in auto, dai loro genitori, lungo le stesse strade che lei percorre al mattino,con un conseguente aumento del traffico.

La saluto cordialmente.

Chiara Giacomi

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