Piano Casa a Sona

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La Regione del Veneto ha varato lo scorso luglio la legge 14 nota come “Piano casa”, un provvedimento per rilanciare l’attività edilizia. Il piano casa concede, per le abitazioni esistenti, l’ampliamento del 20% del volume, compreso l’eventuale recupero dei sottotetti, mentre per gli immobili non residenziali (capannoni, negozi, magazzini) l’incremento è del 20% della superficie coperta.

 

Nei due anni d’applicazione i Comuni svolgeranno un ruolo fondamentale; dovranno disciplinare gli interventi degli edifici residenziali non destinati a prima casa d’abitazione e quelli adibiti a uso diverso. Spetta ai Comuni deliberare se o con quali modalità applicare le nuove disposizioni, mentre trovano immediata attuazione le norme per gli ampliamenti della prima casa d’abitazione, intesa secondo la legge come “…unità immobiliare in proprietà, usufrutto o altro diritto reale in cui l’avente titolo, o i suoi familiari, risiedano oppure si obblighino a stabilire la residenza e a mantenerla per 24 mesi dall’entrata in vigore della legge Regionale.”

 

Vediamo i passaggi più importanti del provvedimento:

• l’ampliamento del 20% deve essere realizzato in aderenza oppure utilizzando un corpo edilizio contiguo già esistente e può arrivare al 30% qualora vengano utilizzate tecnologie che prevedono l’uso di fonti di energia rinnovabile, con una potenza non inferiore a 3 kWh;

• operazioni di abbattimento e ricostruzione degli edifici costruiti prima del 1989, godranno di un premio con aumenti di volume (per le case di abitazione) e di superficie (per gli edifici non residenziali) fino al 40%, purché tali interventi siano compatibili con la destinazione urbanistica dell’area, non modifichino la destinazione d’uso degli edifici ed utilizzino tecniche di edilizia sostenibile e fonti ad energia rinnovabile;

• l’aumento del volume può raggiungere il 50% nel caso di riqualificazione dell’edificato attraverso l’approvazione di un Piano Urbanistico Attuativo con modifiche di sagoma e sedime originari;

• in ipotesi di case a schiera la legge prevede che l’intervento sia realizzato in maniera uniforme, con le stesse modalità su tutte le case appartenenti alla schiera;

• ciascun condomino può realizzare l’ampliamento della propria unità immobiliare compatibilmente con le leggi che disciplinano il condominio negli edifici e comunque nel limite complessivo del 20%;

• pensiline o tettoie destinate all’installazione di pannelli fotovoltaici, possono essere realizzate anche in zona agricola e non saranno considerate come cubatura.

 

Gli interventi godranno di procedure semplificate, basterà presentare il progetto sotto forma di denuncia di inizio attività (DIA), un meccanismo di silenzio-assenso; decorsi 30 giorni è possibile iniziare i lavori dandone notizia al Comune. In zone a vincolo paesaggistico i giorni arrivano a 60.

 

Sono previste delle forti agevolazioni fiscali per la prima casa, gli oneri di costruzione sono scontati del 60%, mentre sono azzerati per le abitazioni di disabili o invalidi. La legge non è applicabile nei centri storici, negli edifici soggetti a vincolo monumentale, nelle aree d’inedificabilità assoluta, negli immobili anche parzialmente abusivi soggetti all’obbligo di demolizione e nelle aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica.

 

Il Comune di Sona durante la seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 27 ottobre ha varato il Regolamento attuativo della legge. Il regolamento vieta ampliamenti in ambiti di salvaguardia rurale e nelle aree industriali, fatto salvo per la zona Grande Mela e per l’area di Via Giacomona a San Giorgio. Non potranno poi essere autorizzati gli interventi che compromettano l’armonia estetica del fabbricato.

Rimangono inderogabili le distanze dalle strade, confini e tra fabbricati previste dalla normativa di zona, fatto salvo nelle aree di completamento edilizio dove l’ampliamento può avvenire anche a distanza inferiore dalle vigenti norme, a condizione che avvenga in linea con l’edificio esistente e previo nulla osta dei confinanti. Ogni intervento d’ampliamento dovrà prevedere un adeguato numero di parcheggi.

 

Secondo le previsioni il provvedimento dovrebbe rilanciare l’attività edilizia, la Regione stima investimenti pari a 6 miliardi di euro con 76.200 nuovi addetti nelle costruzioni e 26.400 nell’indotto. Sarà un affare da 4 miliardi di euro per l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (ANCE).

 

Tuttavia a scorrere i tredici articoli della legge, l’entusiasmo per il 20% d’ampliamento che in certe condizioni può arrivare al 50%, sfuma tante e tali sono le limitazioni e le restrizioni. Sono stati esclusi i centri storici, anche se aver prodotto una normativa più articolata con sgravi fiscali e finanziamenti, avrebbe di certo incentivato il recupero di queste aree spesso degradate e abbandonate.

 

L’ampliabilità degli edifici produttivi è un punto alquanto discutibile, in un momento di forte crisi del settore produttivo con la chiusura e la delocalizzazione di molte attività, avrebbe avuto maggior senso incentivare le fabbriche aperte ad accorparsi con quelle chiuse.