Il fragore arriva nel cuore della notte, abbastanza forte da svegliare chi abita nelle vicinanze. Poi le urla, la discesa in strada e una scena che lascia poco spazio ai dubbi: la vetrata di un bar di Peschiera del Garda è infranta e tre persone si stanno allontanando rapidamente a piedi. È da quei pochi minuti concitati, nella tarda notte del 26 agosto, che prende forma l’intervento concluso con l’arresto di tre uomini, gravemente indiziati di furto aggravato in concorso.
A dare l’allarme è stato proprio un residente della zona. Svegliato dal forte rumore e dalle grida, una volta uscito di casa ha visto il vetro dell’attività commerciale sfondato e i tre che cercavano di allontanarsi. La segnalazione è arrivata alla Centrale Operativa dei Carabinieri e sul posto sono intervenuti i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda insieme ai colleghi della locale Stazione.
A quel punto la fuga si è spezzata in più direzioni. I tre, secondo quanto ricostruito, hanno tentato di separarsi per rendere più difficile l’inseguimento e far perdere le proprie tracce. Gli equipaggi presenti sul territorio hanno però chiuso rapidamente la zona, riuscendo a intercettarli e bloccarli nel giro di pochi minuti.
Il passaggio decisivo arriva subito dopo. Durante la perquisizione personale, nella disponibilità di uno dei fermati vengono trovati 1.400 euro in contanti. Gli accertamenti svolti dai Carabinieri collegano quella somma al denaro appena sottratto dal bar. I soldi vengono così recuperati e restituiti al proprietario dell’attività.
Informata la Procura della Repubblica di Verona, per i tre scatta l’arresto. Si tratta di un 28enne marocchino, già noto alle forze dell’ordine, di un 26enne marocchino e di un algerino di 21 anni, anche lui già noto. Tutti e tre risultano in Italia senza fissa dimora.
Dopo l’arresto sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia dei Carabinieri di Peschiera del Garda, in attesa del rito direttissimo. Nella mattinata del 27 agosto sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Verona.
Il giudice ha convalidato gli arresti e ha disposto per tutti e tre il divieto di dimora nel Comune di Verona e in provincia, rinviando l’udienza al prossimo settembre.
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