Pescantina, il Bosco degli Angeli: dove un gesto d’amore attraversa la Storia

Il Bosco degli Angeli è un cuore verde racchiuso all’interno di una zona residenziale di Pescantina e collega la parte alta e quella bassa del paese. Si tratta di un’area a disposizione dei cittadini, un luogo tranquillo d‘incontro per giovani, bambini e anziani, che incentiva la socialità e lo svago.

Ma nel nome scelto c’è molto di più. La denominazione di questo bosco urbano, infatti, evoca uno spaccato di umanità tutto da ricordare. Era la primavera del 1945 quando nella piccola stazione di Balconi di Pescantina cominciarono ad arrivare i primi reduci che provenivano dai campi di concentramento e di lavoro.

I bombardamenti avevano distrutto ponti, stazioni e tratti ferroviari e questa fermata forzata dei treni che arrivavano dal Brennero cominciò ad accogliere migliaia di persone che scendevano dal treno e cercavano di tornare dalle loro famiglie.

Erano ragazzi, uomini e donne malati e magrissimi, segnati dalla prigionia, scalzi e affamati. In carri bestiame transitarono per Pescantina anche Liliana Segre, Primo Levi e Giovannino Guareschi nel viaggio di ritorno a casa.

Fu così che spontaneamente si costituirono gruppi di ragazze che cominciarono ad aiutarli e offrirono loro una mano e un sorriso, sorreggendoli e fornendo i primi aiuti e le prime cure.

Spinte da una solidarietà che era scaturita senza filtri dal loro cuore, in breve tempo le giovani donne del paese organizzarono una rete di supporto e di prima assistenza, vincendo anche le resistenze di chi riteneva molto sconveniente che una ragazza soccorresse, lavasse e medicasse il corpo di un giovane uomo.

Le coraggiose e giovani donne di Pescantina diventarono così “gli Angeli” che volontariamente accorrevano. Ben presto furono affiancate da organizzazioni operaie e religiose che si attivarono per soccorrere i reduci e per riportarli alle proprie case.

Nei pressi della stazione vennero installate delle baracche e delle tende e Pescantina diventò un importante punto di riferimento per i familiari che cercavano i loro cari deportati o fatti prigionieri. Le attività di accoglienza si conclusero nei primi mesi del 1947 e, laddove sorgeva la stazione di Balconi, fu eretto un monumento agli ex-internati.

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Nel marzo del 2007 il Presidente della Repubblica ha conferito a Pescantina la medaglia d’oro al valore civile per i sentimenti di solidarietà e fratellanza dimostrati. A memoria di questo riconoscimento e di quanto vissuto dal ‘45 al ‘47, sabato 19 settembre si è svolta la cerimonia di inaugurazione del Bosco degli Angeli. Erano presenti le autorità, alcuni alunni degli istituti comprensivi, i Musici di Santa Cecilia, diversi familiari delle giovani volontarie di quegli anni e tanti cittadini.

Ad introdurre l’evento le parole del sindaco Aldo Vangi hanno sottolineato che “gli Angeli di Pescantina, che avevano guadagnato la medaglia d’oro al valore civile, finora non avevano un luogo dover poter essere celebrati e oggi in questo grande parco potranno essere ricordati da tutta la comunità pescantinese, e non solo”.

Sono stati richiamati poi i passaggi della storia vissuta, sottolineando il valore e l’importanza di mantenere vivo ciò che è stato affinché diventi insegnamento e spinta per le nuove generazioni.

Il giorno prima il sindaco e l’assessora alla cultura Vittoria Borghetti erano stati ricevuti alla Camera dei deputati alla presenza del Presidente della Repubblica ed era stato ricordato il ruolo svolto da Pescantina nell’assistenza agli ex-internati al termine della guerra.

La cerimonia al parco è proseguita con una commuovente sfilata di familiari degli Angeli. Ognuno di loro aveva in mano una cassettina di legno che conteneva fotografie, scritti, grembiuli, centrini ricamati, stoviglie di alluminio e altri oggetti che man mano venivano appoggiati su una tavola.

Con loro è sfilata anche Maria Luigia Marconi, una signora anziana che all’epoca aveva nove anni e che ricorda bene quei tristi momenti. “Ce n’era uno senza gambe… ho visto tante cose brutte.”

I brani suonati e cantati dai Musici di Santa Cecilia, diretti dal maestro Dorino Signorini, hanno accompagnato la sfilata con rispetto e delicatezza. Il silenzio che si è creato esprimeva la partecipazione dei presenti.

Il sindaco ha quindi ricordato e ringraziato il lavoro iniziato dall’ex-primo cittadino Davide Quarella, morto lo scorso agosto. Era stato lui ad avviare il progetto e ad ottenere dalla Regione il finanziamento per costruire il parco. Il grazie si è esteso poi a tutti i volontari e alle associazioni coinvolti.

Subito dopo è stato il turno di Beatrice Urciuoli, nipote di Alda Fasoli, che a suo tempo era stata uno dei primi Angeli. La giovane donna ha letto un testo commuovente, ricordando tra l’altro che il segnale per accorrere alla stazione era la canzone di Beniamino Gigli “Mamma son tanto felice perché ritorno da te”.

Era quello il momento in cui una tradotta di 40 vagoni arrivava con il suo carico di miserie. “A bordo c’erano uomini scheletrici, vestiti di stracci, scalzi e malati. Ma a Balconi trovavano finalmente qualcuno ad accoglierli, un pasto caldo, un vestito pulito, un sorriso, una parola buona.”

Hanno preso poi la parola alcuni studenti che hanno espresso sentimenti di considerazione e rispetto per la storia vissuta a quei tempi e hanno riflettuto sulla memoria custodita in quel luogo. “Questo parco non è solo un bellissimo spazio verde in cui ritrovarsi e giocare. Per noi ragazzi deve essere un testimone che passa di mano. Ci ricorda ogni giorno che fare la propria parte per gli altri non richiede gesti eroici, ma un cuore aperto e la volontà di non restare indifferenti”.

In conclusione, c’è stata la benedizione del parroco di Pescantina don Simone Bellamoli che ha suggerito di frequentare il Bosco degli Angeli, sorridendo quando ci si incontra e di prendere l’abitudine di salutarsi, magari chiedendo anche “come stai?”, un semplice, ma significativo invito a fare comunità con piccoli gesti.

Il taglio del nastro ha infine suggellato l’evento del sabato e ha lanciato quello di domenica 20 settembre, al monumento degli ex-internati, nel ricordo dei 60 anni dalla sua realizzazione. In quel luogo è stata allestita anche una mostra itinerante di fotografie dei fatti storici di quel periodo.

Al termine di rievocazioni, ricordi e lanci per il domani il cuore verde del Bosco degli Angeli ha iniziato a pulsare. E’ diventato davvero un luogo che racconta il passato, custodisce il presente e coltiva il futuro per tutti i pescantinesi, e non solo.

Le foto del servizio sono di Mario Pachera.

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Paola Cailotto
Sono nata a Novara nel 1956. Per tanti anni e con vera passione ho insegnato ai bambini della Scuola Primaria, sul “Bel Colle” di Palazzolo. Ora, in pensione, vivo le mie giornate, godendomi la libertà di organizzarle secondo i miei interessi: relazioni (tante), orto e fiori, letture, qualche camminata e approfondimenti. Ogni tanto ci scappa un viaggetto! Mi intrigano parecchio le domande di senso perché mi spingono alla ricerca di risposte.