Perché a Sona serve un PDL forte

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La netta impressione oggi a Sona, anche alla luce delle fibrillazioni politiche nazionali di questi tempi, è che si stia già entrando nella fase pre-elettorale che ci porterà alle elezioni amministrative della primavera del 2013.

 

Manca tanto, tantissimo tempo. Ma proprio a causa degli scossoni, che da Roma come un terremoto si propagano in tutta la nazione, già si intravvedono le avvisaglie della campagna elettorale che vivremo anche qui a Sona.

 

Non è possibile oggi provare già ad ipotizzare gli schieramenti in campo, anche perché moltissimo dipenderà dal fatto che i risultati del censimento, che tutti stiamo compilando in questi giorni, certifichino prima della scadenza elettorale (cosa che ci viene data per certa, ma qualche dubbio resta) che il nostro Comune ha ufficialmente superato la soglia dei quindicimila abitanti.

 

In quel caso passeremo ad un voto a doppio turno, evenienza che permetterebbe alle forze politiche, o ad eventuali liste civiche, di presentarsi separatamente, per poi trovare apparentamenti o convergenze al secondo turno. Ogni partito o movimento potrebbe quindi “pesarsi” al primo turno, e poi dialogare al secondo turno da un punto di forza (o di debolezza, a seconda del risultato del voto) con gli altri interlocutori politici.

 

Se invece le cose restassero come adesso – con un voto a turno unico – le eventuali coalizioni andrebbero costruite prima del voto, con dinamiche evidentemente ben differenti. Quindi moltissimo dipenderà da come andremo a votare. Chiarito questo punto, ci sentiamo di poter fare un ragionamento generale allo stato della situazione attuale.

 

E’ evidente che la Lega Nord sta vivendo complessivamente un momento regressivo, e sta pagando la crisi del governo nazionale. Su L’Arena capita ormai quotidianamente di leggere di manifestazioni di insofferenza sempre più evidenti e rumorose della base del partito, che non capisce certe scelte fatte a Roma dai propri leader. E le dichiarazioni del Sindaco di Verona Tosi degli scorsi giorni vanno proprio in questo senso.

 

Resta però, la Lega Nord, il partito forte del territorio anche a Sona. E appare, almeno oggi, ancora in grado di determinare, forse anche in quasi solitudine, le nostre sorti politiche.

 

Proprio per questo motivo, sia che si voti per il Carroccio sia che si voti da altre parti, è da augurarsi come contrappunto la presenza di un PDL vivo e in salute. Un PDL in grado di dialogare con l’alleato di oggi (e anche di domani? Chissà) da pari a pari e non immancabilmente in una posizione sottomessa come ci sembra stia accadendo oggi.

 
Questo perché è sempre auspicabile che chi ha la forza dei numeri per governare non corra il rischio di addormentarsi su questo consenso. Il pungolo di un’opposizione, ma anche di un alleato collaborativo ma correttamente critico quale può essere il PDL, è sempre il miglior viatico perché il sistema funzioni correttamente.

 

Oggi è difficile dire – oppure a noi sfugge – chi sia realmente il leader del PDL a Sona. Sicuramente ci sono alcune figure forti: il Vicesindaco Gaspare Di Stefano, il Consigliere Carmelo Pantano – che sta dimostrando un notevole attivismo fuori e dentro il Consiglio -, gli Assessori Meri Pinotti e Vittorio Caliari.

 

Appaiono però divisi sulle strategie da mettere in campo. Per il buon funzionamento del sistema, come sopra abbiamo provato a definire, riteniamo che sarebbe necessario che invece sapessero mettere in campo un progetto condiviso per proporre un’alternativa alle Lega in cui gli elettori moderati possano riconoscersi. Riteniamo che se fossero in grado di dare una rotta comune al loro percorso potrebbero trovare ampie praterie di consenso, popolate da elettori che oggi onestamente non saprebbero politicamente dove orientarsi.

 

Trattando di Lega Nord invece – e per chiudere – va segnalato che l’altra sera in Consiglio Comunale una voce della maggioranza ci dava per certo che come Capogruppo del Carroccio in Consiglio sarà nominato Matteo Tinelli, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Se confermata, sarebbe una scelta imprevedibile e tutta da approfondire. Ma ne parleremo. 

 

Alla prossima puntata invece per la situazione della minoranza.