Perché questo muro contro muro in Consiglio Comunale?

In queste settimane è in discussione in Consiglio Comunale a Sona una modifica di alcuni articoli del nostro Statuto, la Carta che regola la vita amministrativa del Comune. Si tratta di modifiche dovute, quasi obbligate, in quanto lo Statuto vigente era stato scritto quando Sona aveva meno di quindicimila abitanti mentre ora, a seguito dei risultati del censimento del 2011, a Sona siamo ufficialmente in 17.030.

Essere saliti sopra la soglia dei quindicimila abitanti ha comportato, tra le altre cose, una serie di novità e l’applicazione di normative differenti. Ad esempio tutti ricorderanno che quando nella primavera del 2013 siamo andati a scegliere la nuova Amministrazione comunale, proprio in forza del nuovo regime per la prima volta abbiamo votato con un sistema a doppio turno.

Altre modifiche allo strumento Statutario devono pertanto ora essere recepite, un passaggio quasi scontato e che, si pensava, sarebbe passato quasi indolore, come un fatto di routine.

Ed invece su questa mini riforma dello Statuto si è incomprensibilmente scatenata in Consiglio Comunale una vera guerra, dove tutti, nel giudizio di chi scrive, appaiono perdenti.

Da una parte la maggioranza non ha evidentemente saputo coinvolgere la minoranza in un doveroso dibattito preventivo su queste modifiche, valutandole assieme in maniera da poter arrivare al voto in sede consigliare con una formula bipartisan, che vedesse l’intero Consiglio esprimersi in maniera condivisa considerato che si va a cambiare la Carta che riguarda tutti.

Dall’altra abbiamo la minoranza che su questo argomento sta facendo le barricate, mettendosi di traverso e gridando quasi al golpe per un passaggio istituzionale che – come si diceva – appare di semplice presa d’atto di istituti differenti dovuti appunto alla nuova collocazione normativa del nostro Comune.

E quindi a che punto siamo arrivati? La maggioranza ha indetto tre Consigli Comunali consecutivi tra luglio ed agosto, portando in ogni Consiglio all’ordine del giorno la riforma dello Statuto in maniera che nella terza seduta – lunedì prossimo – diventi effettiva la possibilità, prevista dalla normativa, di votare con un quorum più basso e arrivando quindi ad approvare la riforma dello Statuto senza i voti della minoranza.

Dall’altra sponda la minoranza, con l’unica eccezione del Consigliere Moletta, ha deciso di arroccarsi su una posizione di totale ed ermetica chiusura verso questa riforma, con un atteggiamento di sterile ostruzionismo. Trasformando un fatto formale in una battaglia di principio.

Da qualsiasi parte la si guardi non si tratta sicuramente di una bella prova di dialettica politica e di volontà di cooperare: in tempi difficili come questi sicuramente dalla nostra politica locale ci aspetteremo maggiore capacità e volontà di confronto.

Rimane ancora la speranza che le anime dialoganti, che sono presenti sia nella maggioranza che nei banchi della minoranza, provino a riannodare i fili di un dialogo istituzionale che – pur rispettoso dei diversi ruoli ricoperti da chi governa e da chi fa opposizione – è assolutamente necessario per il bene del nostro territorio.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.