Perché non confrontarsi sulle idee?

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Io e la Signora Panetto abbiamo idee differenti sulla questione delle quote latte. Come idee differenti ha il giornalista del Corriere della Sera (il bravissimo Di Vico che io faticherei veramente a definire “ignorante in materia”) e come idee differenti ha la Coldiretti, la massima associazione di categoria del mondo agricolo, che tra ieri e oggi a Roma e a Milano protesta contro il provvedimento del Governo. Molte e variegate infatti sono naturalmente le posizioni su un tema così scottante.

 

La lettera della Signora Panetto è molto interessante e pone spunti di discussione importanti, che portano sicuramente a riflettere e magari a considerare punti di vista del problema differenti. Di questa lettera la ringraziamo al punto che, pure se era stata postata nel forum, abbiamo ritenuto di darle la giusta rilevanza pubblicandola come notizia a sé stante in home page. Riteniamo infatti che quanto scrive permetta di ampliare la discussione su un argomento che interessa molto anche il nostro territorio.

 

Uscendo però dal tema specifico, magari ci torneremo in altro momento, quello che qui mi preme esprimere è il mio piccolo dispiacere per il modo con il quale la Signora Panetto – che so essere persona attenta ed intelligente – ritiene di proporre le proprie legittime idee.

 

Perché semplicemente non limitarsi ad alzare la mano e dire “io non la penso così!”, spiegandone compiutamente i motivi? Perchè non limitarsi a proporre con forza la propria visione delle cose senza invece tranciare il mondo in due, di qui i buoni di là i disonesti ed i venduti, impedendo di fatto ad altri di potersi esprimere serenamente? Perchè non sostenere le proprie convinzioni senza imputare con grande facilità a chi si trova su posizioni differenti di essere ignorante, poco informato o, peggio, di avere “sporchi interessi da tutelare”?

 

Da una riflessione pacata, pur se accesa, ma che riconosce sempre la dignità dell’interlocutore ne guadagniamo tutti e ne vengono arricchite in autorevolezza le idee di cui ognuno di noi, giustamente e doverosamente, rivendica il fondamento.

 

Sono certo su almeno su questo – se non sulla questione delle quote latte – concorda anche la Signora Panetto.