Perché da noi no? A Bussolengo un nuovo polo culturale: e a Sona?

Ascolta questo articolo

La notizia è di questi giorni, a Bussolengo l’ex mercato ortofrutticolo di piazzale Vittorio Veneto diventerà il nuovo polo culturale del paese. Lì infatti saranno costruiti la nuova biblioteca, la mediateca e l’archivio comunale.

Il progetto prevede anche, in un secondo stralcio, la costruzione di un teatro da 400 posti con sala prove, spazi espositivi e un bar. Accanto alla struttura prenderà forma anche un giardino inclinato, sotto la quota del piazzale. Il costo per il primo stralcio è previsto in circa due milioni e duecentomila euro.

Che dire, fortunati i cittadini di Bussolengo che potranno usufruire di infrastrutture sociali di livello così avanzato. Ma la domanda che immediatamente ci coglie è la seguente: da quanto non vediamo realizzata un’opera degna di questo nome nel nostro Comune?

Gli ultimi interventi di rilievo risalgono alle Amministrazioni de Il Maestrale: la scuola materna pubblica di Lugagnano accanto alle scuole medie, il Centro Servizi di San Giorgio, il Campo Sportivo di Sona ed il Cimitero di Palazzolo. Poi il deserto.

Negli ultimi cinque anni – a fronte del crescere delle esigenze delle nostre frazioni – non è stato realizzato, ma nemmeno messo in cantiere, nulla (tranne qualche rotonda, un paio delle quali di fatto non agibili). E dire che negli scorsi anni di grandi interventi ne erano stati promessi parecchi, e anzi alcuni dati addirittura per “realizzati”. Gli esempi li sappiamo tutti e basta citarne solo alcuni: il Polo Scolastico di Palazzolo, la Caserma dei Carabinieri a Sona, l’inizio della Tangenziale Nord a Lugagnano. Per non parlare delle opere promesse in campagna elettorale, come – solo per ricordarne due – la riqualificazione delle scuole di San Rocco a San Giorgio “realizzando la prima e vera struttura ricettivo-turistica comunale” – così si diceva nel programma – e la realizzazione di una Sala Civica a Lugagnano.

Ed a poco convincono le giustificazioni rilasciate a L’Arena da Bonometti – che pure in questi anni ha personalmente operato bene e con grande impegno – in merito a debiti e oneri non preventivabili e che avrebbero impedito qualsiasi realizzazione. Se così fosse questa Amministrazione non avrebbe dovuto continuare per cinque anni a promettere le stesse cose – come ha fatto soprattutto con il Vicesindaco Gualtiero Mazzi – ma avrebbe dovuto dire chiaramente ai cittadini quello che era possibile fare e quello che possibile non era. Ed invece si è continuato con la politica del fumo negli occhi.

La realtà è che siamo ancora costretti ad alzare lo sguardo oltre i confini delle nostre Frazioni e a guardare i Comuni limitrofi. Dove pur non mancano problemi di bilancio e dove le situazioni logistiche ed urbanistiche non sono più semplici delle nostre. Ma dove le opere pubbliche si progettano, si mettono in cantiere e si realizzano. Tra l’altro anche riqualificando situazioni preesistenti, come nel caso di Bussolengo.