Per i trecento anni del caffè Florian di Venezia, un francobollo a colori (o in bianco e nero?)

Il Florian

Fin dalla sua inaugurazione, avvenuta nel dicembre del 1720, il Caffè Florian è uno dei simboli di Venezia.

In origine denominato “Alla Venezia Trionfante”, collocato strategicamente sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco, è la più antica Bottega del Caffè in Italia.

Pochi luoghi possono vantare di far vivere all’ospite un’esperienza così completa: immergendosi in un’atmosfera trasversale, si diventa testimoni – con la fantasia – delle epoche che si sono alternate, tra luci e ombre. Un crocevia di culture grazie a una clientela incredibile: i nobiluomini sedevano accanto a politici, ambasciatori, mercanti, cacciatori di fortuna, uomini di lettere e artisti, ma anche a semplici cittadini.

Il caffè Florian.

L’anniversario

L’importante ricorrenza è caduta in un momento amaro: a causa della chiusura dei locali pubblici di recente imposta dalla normativa anti-covid, il Florian festeggia con le serrande abbassate.

Il responsabile Marco Paolini ha parlato all’ANSA di una giornata trascorsa “nel silenzio e nella desolazione di una Venezia magnifica e spettrale”. Il Florian continua a farsi simbolo, ora di una delle “molte attività in crisi profonda, non solo di valore economico, ma soprattutto storico, in quanto pezzi della storia d’Italia conosciuti nel mondo”. Con la speranza che a tempo debito si possa recuperare una dimensione di serenità e ottimismo per il futuro.

Il “doppio” francobollo

Non è mancato il tributo del Ministero dello Sviluppo Economico insieme a Poste Italiane: è stato emesso un francobollo di tariffa base per la serie “Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”.

Curiosa la vicenda retrostante: dalle informazioni inizialmente rilasciate lo si vedeva raffigurato nei toni del bianco e del nero. Recandosi agli sportelli filatelici o agli spazi filatelia per vederlo dal vivo, alcuni si sono accorti con stupore che si trattava di un’immagine sui toni… del rosa e del rosso (immagine sotto il titolo).

Questo ha destato l’immediato interesse di molti, che tramite un serrato ed entusiasta tamtam di aggiornamenti hanno fantasticato su “due Florian” diversi, quasi a evocare il leggendario Gronchi Rosa

Meno affascinante la soluzione del caso che aveva visto insonni esperti e collezionisti la notte dopo l’emissione: il semplice errore umano di chi all’origine della filiera aveva nel computer i due file e deve aver inviato quello in bianco e nero come “ufficiale”.

Non vi sono dubbi: il dentello è rosa e rosso, con bozzetto a cura di R. Fantini, ed è acquistabile a 1,10 euro per fare la sua figura su lettere e cartoline.

Nel 2008 il Florian fu protagonista di un riuscitissimo foglietto erinnofilo: è rappresentato il particolare di una delle sale, la cosiddetta “Cinese”, le cui pareti vennero dipinte a metà Ottocento da Antonio Pascuti, in stile Pompadour, con soggetti di gusto orientale.