“Per amministrare è necessario giocare di squadra”. Veronica Paon, assessore del Comune di Valeggio

Prende il via con questa intervista un percorso del Baco all’interno delle amministrazioni dei Comuni vicini a Sona, per incontrare donne che hanno deciso di impegnarsi in politica nel territorio dove vivono. Uno sguardo sul ruolo delle donne nella vita amministrativa dei nostri Comuni. La prima destinazione è il Comune di Valeggio sul Mincio, 15.308 abitanti, con sindaco Alessandro Gardoni.

Dopo esserci rincorse telefonicamente per un paio di settimane finalmente riesco ad incontrare la dottoressa Veronica Paon, assessore del Comune di Valeggio (nelle foto di Mario Pachera).

Vuole presentarsi lei ai nostri lettori?
Sono medico specializzata in medicina interna ed attualmente sono dirigente medico presso la USD Liver Unit. Mi occupo di cirrosi epatica, trapianti di fegato ed epatocarcinoma. Sono inoltre assessore con deleghe ad ambiente-ecologia cave educazione alla salute e politiche energetiche del Comune di Valeggio.

Mi sembrano due ruoli molto coinvolgenti sia dal punto di vista del tempo che dell’impegno psicologico.
Sì, infatti. Potrebbe bastare come lavoro anche solo fare l’assessore. Le deleghe che ho sono molto ampie ed impegnative ma le ho comunque scelte io. D’altra parte, mi piace molto anche il mio lavoro in ospedale per il quale ho molto studiato e lavorato.

Ha sempre voluto fare il medico?
In realtà no. Alle superiori, liceo scientifico, una professoressa mi disse, dopo aver svolto una ricerca, che avrei dovuto fare medicina perché secondo lei ero portata. Ma io non ci pensavo proprio. Infatti dopo la maturità ero pronta ad iscrivermi a giurisprudenza. Durante il soggiorno a Roma come volontaria per il giubileo 2000 però ebbi come una folgorazione e sentii che dovevo fare medicina. Detto fatto. In 15 giorni mi preparai per il test di ammissione e lo passai. Decisamente era il mio destino, pensai.

Pare proprio di sì visto dove è arrivata oggi. Si occupa oltretutto di una branca non proprio leggera e immagino che questi ultimi 18 mesi siano stati particolarmente impegnativi. Per quanto riguarda invece il suo ruolo di assessore, quali sono state le sue motivazioni per entrare in politica?
Ho un forte interesse per l’ambiente e l’ecologia in generale ed, in particolare, sono molto legata ai due monti che sovrastano Santa Lucia ai Monti, mio paese di origine, che sono per l’appunto il monte Mamaor e il monte Vento. Dal 2018 sono stati dati dal demanio in gestione al Comune di Valeggio. Ci tenevo a fare qualcosa in prima persona perché questi beni venissero messi a disposizione della popolazione e “sfruttati” in modo sostenibile e corretto. Il secondo motivo è più personale. Sono la più grande di quattro fratelli, l’anno nel quale ho deciso di entrare in politica vedevo che mia sorella, che votava per la prima volta, era già disillusa sulla politica e sui politici. Pensava che votare non avesse senso e non servisse a nulla. La spinta ad entrare in campo è stata la voglia di dare un senso al suo voto, darle fiducia in un mondo diverso.

L’assessore Veronica Paon davanti al Municipio di Valeggio sul Mincio (Foto Mario Pachera)

Possiamo dire che il motivo personale le ha dato la spinta per mettersi in gioco per un argomento che le sta molto a cuore. Si aspettava di essere subito eletta?
Non avevo nessuna esperienza di politica attiva e non ero molto conosciuta se non nella mia frazione dove sono stata animatrice, componente del coro ed anche catechista. Non credevo quindi di diventare subito assessore, al massimo pensavo di fare il consigliere.

Quali aspetti positivi e quelli negativi ha trovato in questa sua esperienza da assessore?
Aspetti negativi veri propri finora non ne ho trovati. Mi sono resa conto cosa voglia dire stare dall’altra parte. Da cittadini muoviamo critiche o ci scandalizziamo per la lentezza di alcune risposte pratiche ad esigenze pubbliche. Ci pare sempre tutto semplice o questione di buona volontà. Mi sono accorta invece che c’è tutta una macchina da muovere e che per fare le cose per bene si devono seguire delle procedure. Sono contenta, comunque, che alcune cose siamo riusciti a portare avanti, come per esempio il corso di ispettore ambientale per due dipendenti o l’istituzione del vigile ambientale.

Che aspetti di sé porta sia nel lavoro in ospedale sia in Comune?
Per formazione familiare sono portata a vedere il mio lavoro e la mia vita in generale come servizio quindi sia all’ospedale sia in Comune cerco il bene di tutti. Provenendo, poi, da una famiglia numerosa cerco di lavorare al meglio insieme agli altri e di creare un clima buono e collaborativo con le persone dei miei team. La mia formazione scientifica poi mi porta a voler sempre approfondire tutte le questioni. Per questo spendo molto tempo a studiare ed informarmi, sia per il mio lavoro sia per le questioni che riguardano le deleghe che ho come assessore.

Il lavoro in ospedale ci viene spesso mostrato come molto competitivo e dove i rapporti fra colleghi e subordinati è spietato ed improntato all’arrivismo, pensa che sia così?
No, nella mia esperienza ho trovato parecchi giovani molto motivati, attenti alle persone e che si impegnano nel lavoro e nella ricerca. Questo ultimo periodo è stato spesso molto duro perché ci trovavamo a volte ad essere l’unico interlocutore dei malati che non possono ricevere visite. Per molti giovani medici, ed io per prima, la figura del dottore staccato ed impassibile non è più un modello. Mi capita di ricevere telefonate da pazienti che in realtà non mi chiamano per consulti o problemi medici, ma per confidarsi e ricevere parole di conforto o di incoraggiamento, perché i pazienti non hanno solo bisogno di medicine e prescrizioni. Il medico internista di medicina generale in questo è avvantaggiato in quanto il suo approccio è, come dice il termine, più generale. Il paziente viene considerato nella sua interezza, parte psicologica compresa.

Pensa di ricandidarsi o vuole tornare a fare solo il medico?
Non so, non ci ho ancora pensato seriamente. Magari aspetto un segno…

Non ho voluto affrontare con la dottoressa Paon la sua scelta di entrare in politica dal punto di vista di un partito o della scelta di un partito, mi interessava avere soprattutto un’idea delle sue motivazioni e della sua personalità al di là dell’appartenenza o meno ad un movimento. Perché potessimo conoscerla senza pregiudizi. Non ho voluto nemmeno indagare sulla sua vita privata perché non credo che sia la cornice a fare bello un quadro.

Ho trovato una donna molto impegnata, serena, amante del suo paese e dei suoi abitanti, appassionata del suo lavoro che cerca di svolgere al meglio non solo per sé stessa ma anche, o forse soprattutto, per gli altri. Si intuisce che i valori che l’hanno formata sono parte di lei e sono fondamentali per la sua professione e vita in ogni ambito. Essere medico e assessore non sono due cose distinte, ma le facce di una stessa medaglia.

Credo che sia questo che ci debba interessare quando guardiamo alla figura pubblica di una persona.

La seconda puntata del nostro viaggio nelle amministrazioni comunali vicine a Sona la trovate sul prossimo numero del Baco in edicola da sabato 26 marzo, nel quale intervistiamo Valeria Iaquinta, assessore del Comune di Bussolengo.

Nata a Verona risiede a Lugagnano dal 1996. Sposata con Alessandro ha due figli, Matteo e Michele. Collabora nella gestione dello Studio Tecnico del marito. Amante della montagna, della vita all'aria aperta e della lettura.