Pensieri & Parole. I proverbi veneti e la filosofia: “Da soli no se stà ben gnanca in Paradiso”

Il Paradiso è la condizione ideale, il luogo e il tempo in cui tutte le negatività della nostra vita verranno annullate. Un nuovo cielo e una nuova terra, dove Dio asciugherà ogni lacrima e non ci sarà più la morte, né lutto, né grido, né dolore. Eppure anche in questa terra utopica (u-topos: il luogo che non c’è, secondo l’etimologia greca) non si è felici da soli. L’uomo ha bisogno di compagnia.

Secondo i filosofi greci l’uomo è un essere socievole per natura: chi non fa parte di una comunità o chi non ha bisogno di nulla, bastando a sé stesso, o è una belva o è un dio. Anche Dante nel Convivio dice che “l’uomo naturalmente è compagnevole animale”.

In effetti, la nostra esistenza è, fin dal primo momento, un Mit-sein, un Essere-con (Heidegger).

La natura umana è essenzialmente una relazione. “Tutta la vita di un uomo è legata a un tu” scriveva Alberto Caracciolo, un grande filosofo veronese che meriterebbe di essere riscoperto.

Certo il vivere insieme non è privo di incomprensioni e di violenza. Hobbes sosteneva anzi che “l’uomo è un lupo per l’altro uomo” e che solo l’assoluta potestà dello stato, con il monopolio della violenza affidato al Sovrano, poteva impedire la guerra di tutti contro tutti. Ma l’individuo isolato, così come lo concepisce il pensiero moderno, è un’invenzione fallace. Noi esistiamo sempre dentro un mondo, dentro una lingua, eredi di una storia che ci fa essere ciò che siamo.

Questo non significa che dobbiamo guardare ai rapporti tra gli uomini con ingenuo ottimismo. La violenza fa parte delle relazioni, fin dalle origini mitiche: Caino ha ucciso il fratello Abele e ha respinto ogni legame di solidarietà: “Sono forse io il custode di mio fratello?”.

Secondo Kant, l’uomo è un essere mosso da impulsi contraddittori, caratterizzato da “insocievole socievolezza”, ovvero spinto a cooperare con gli altri per affrontare i pericoli e le sfide della natura e per sviluppare la propria razionalità ma, nello stesso tempo, soggetto a pulsioni egoistiche di sopraffazione e di invidia. Come dice il proverbio: “Se l’invidia fusse rogna, tutto el mondo se gratarìa”.

Però un altro un bel proverbio dice: “I omeni i xe come i copi, i sè dà da bevare uno con l’altro”. I rapporti tra gli uomini sono caratterizzati dalla cura e dalla reciprocità: aiuto reciproco sia per affrontare le difficoltà dell’esistenza sia per scoprire il senso della vita, cioè di quella verità che può avvicinarci alla felicità.

“Na man lava l’altra e tute do le lava el muso”. In questo senso il proverbio: “Vede più el Papa e el contadin, ch’el Papa solo”, significa che, al di là della posizione sociale, del rango, dell’istruzione, ognuno ha il proprio valore e merita in nostro ascolto.

Il proverbio del prossimo appuntamento: “Se uno vol che l’amicizia se mantegna, bisogna che ‘na sporta vaga e l’altra vegna.”