Pasqua. Daniele Raimondi di Lugagnano e la storia del suo presepe pasquale (e non solo)

Daniele Raimondi, anni 70, mi accoglie nel soggiorno di casa a Lugagnano. Difronte all’ingresso capeggia il suo presepe pasquale. Costruito artigianalmente in ogni minimo dettaglio. “Solo le statuette sono acquistate – mi spiega -. Il resto è tutto costruito da me, l’intera scenografia e ogni piccolo dettaglio con materiali di recupero, polistirolo, cartone, legno, das”.

Ma appena si distoglie lo sguardo dall’imponente raffigurazione religiosa si notano radio antiche, un grammofono, tanti quadri e targhe alle pareti e così si possono intuire tutti gli altri interessi di questo simpatico operaio in pensione: radio, musica, collezionismo, arte. Raimondi è poliedrico e come tale racconta con entusiasmo la sua vita. E’ un vulcano di esperienze e si fatica ad interrompere il suo racconto per fare domande quindi assorbo tutte le informazioni come davanti a un documentario.

Iniziamo dalla prima vera passione della sua vita: Guglielmo Marconi. Ne è uno studioso, ricercatore e collezionista. Scrive di lui per le più importanti riviste specializzate, nel 1998 pubblica il suo primo libro “La radio di carta” e nel 2009, in occasione dei 100 anni dal premio nobel a Marconi, scrive “Nato per la radio”, entrambi di Mosè Edizioni.

Viene ospitato nelle scuole per parlare del noto inventore italiano, ha esposto più volte la sua collezione personale alla Biblioteca Civica di Verona, presenzia a congressi ed eventi sul tema. Gli studi su Marconi sono profondi e di notevole cura e la sua collezione, principalmente fatta di documenti cartacei è diligentemente catalogata e riposta in una stanza dedicata.

“Avevo solo 12 anni quando davanti a una radio che mi affascinava ho chiesto a mia nonna chi l’avesse fatta. ‘Guglielmo Marconi’ mi ha risposto e io l’ho incalzata per sapere come avesse fatto. ‘E che ne so, dai vai fuori a giocare!’ così Raimondi mi racconta le origini della sua più grande passione -. Nonostante la risposta della nonna non ho perso interesse ma a Nogara, il mio paese di origine, non c’era la biblioteca per raccogliere informazioni così ho dovuto aspettare i 16 anni e l’autorizzazione di papà per andare in biblioteca a Verona e i 18 anni per prendere il treno e andare a Bologna. Avevo fame di sapere e andavo a fare ricerca ogni volta che potevo.”

Non si facevano le fotocopie quindi prendeva appunti, segnava la bibliografia di tutti i testi che studiava e poi andava a recuperare le fonti. Quei fogli fanno parte ancora oggi della sua raccolta. “Cosa ci fa un veronese alla ricerca di Marconi? E’ nato a Bologna e resta bolognese” sono le parole di un uomo incuriosito che Raimondi incontra in biblioteca a Bologna ma è la risposta di un altro uomo che ne sigilla l’interesse per sempre “Marconi è nato a Bologna ma appartiene al mondo intero”.

Siamo a metà degli anni 80 quando un amico gli consiglia di condividere le informazioni raccolte per non perdere l’immane lavoro frutto di tutti quegli anni di ricerca. La collezione invece inizia con i francobolli dedicati a Marconi del 1974 ed è cresciuta nel tempo tra i mercatini dell’antiquariato e le aste, dall’Italia al mondo intero. Raimondi mi mostra con riverente orgoglio un 78 giri del 1932 su cui è incisa la voce di Marconi per la Discoteca di Stato, il cui autografo è impresso sul disco direttamente in fase di produzione. Ma mi parla anche di tappi della Coca-Cola, di carte da gioco, di incarti per cioccolata e sigari, di etichette di raffinati alcolici, tutti raffiguranti la faccia di Marconi perché era una figura talmente solida da diventare un’ottima operazione di marketing per le aziende di tutto il mondo. Preciso che nella sua collezione si trova tutto questo e molto altro.

Nelle foto di Mario Pachera Daniele Raimondi con il suo presepe.

Passiamo alla fotografia e alla musica. Raimondi fotografo per diletto, ha partecipato a vari concorsi a livello nazionale. Si è diviso tra macchina fotografica e videocamera documentando ogni viaggio e ogni evento importante della sua vita. Il tutto raccolto in fotolibri e in montaggi VHS. Questa passione, unita all’amore per i New Trolls, tra concerti e incontri insoliti con la band, in una serie di vicissitudini legate anche al periodico scioglimento e ricostituzione del gruppo, hanno portato Raimondi a creare un forte legame con il batterista Gianni Belleno di cui resta ovviamente un grande fan oltre che sincero amico. Raimondi si trasferisce da Verona a Lugagnano a dicembre del 2019 ma la frazione non è nuova per lui. Ha portato più volte i New Trolls al Club Il Giardino 2.0, anche per festeggiare il suo strepitoso 60° compleanno.

Terza passione nella vita di Raimondi: il calcio. Esordisce come giocatore raggiungendo discreti risultati, poi passa ad arbitro di federazione riconosciuto come “arbitro distinto” in più occasioni e per 30 anni fa anche l’allenatore. “Ultimamente ma per poco ho allenato anche qui a Lugagnano.” – mi spiega – “Ma per vari motivi ho preferito lasciare la panchina. Fino a prima del covid giocavo ancora a calcetto, persino con i ragazzi che allenavo quando erano bambini, poi ho preso coscienza che il mio fisico non è più lo stesso ed era meglio appendere le scarpette al chiodo e dedicarmi a tutto il resto, che non è poco. Adesso ci sono anche i nipoti e mi piace dedicare tempo al mio ruolo di nonno.”

Per ultimo l’amore per i presepi, il vero motivo che mi ha spinta a incontrare l’eclettico Raimondi. Si parte nel passato dal tradizionale presepe di Natale, ogni anno diverso e sempre più raffinato. Con maestria da artigiano, anche se artigiano non lo è mai stato, costruisce tutta la scenografia e tutte le minuterie quali arredamento, cassette di frutta, alimenti, utensili e le usa per creare un paesaggio religioso attorno alle statuine. Non mancano ovviamente l’impianto luminoso, il movimento e la musica. Giunto a Lugagnano Raimondi partecipa quasi per errore al concorso presepi della parrocchia dedicato ai bambini.

“Avevo già compilato tutto il modulo quando me ne sono accorto. Ma si dai proviamoci lo stesso, ho pensato, se qualcuno viene a vedere il mio presepe mi fa solo che piacere è la sua simpatica spiegazione -. E in effetti hanno bussato alla mia porta e hanno chiesto il mio aiuto per la preparazione del presepe in piazza.”

Ecco che nasce un nuovo impegno per Raimondi, ma non basta. Come si arriva al presepe pasquale? Di certo non è una tradizione. Ci si arriva passando da Malta. Sempre la radio porta Raimondi a stringere una forte amicizia con un ambasciatore di Malta e in uno dei suoi viaggi nell’isola vede esposto in un negozio di articoli religiosi un presepe pasquale che rappresenta le tappe della Via Crucis.

“Non mi è piaciuto ma da lì l’ispirazione – ride Raimondi mentre lo racconta -. Tutto stava nel trovare le statuine adatte. Sapevo che mi serviva un castello e un monte per la rappresentazione religiosa ma i personaggi sono ben altra cosa da cercare. Negozietti vari e internet mi hanno permesso di realizzare anche questo progetto.” Questo è il terzo presepe pasquale per Raimondi. Ogni anno, e per entrambe le festività, modifica la scenografia di base e reimposta totalmente la rappresentazione scenica arricchendola sempre di nuovi minuziosi dettagli. Praticamente un lavoro che dura 12 mesi all’anno.

Io spero di aver raccontato bene la vita piena di questo neo lugagnanese così ben inserito nel territorio ma suggerisco a tutti i lettori curiosi, se vogliono ammirare le sue opere o ascoltare la sua storia e i suoi aneddoti, di seguirlo sui social o di andare a trovarlo. Mi ha detto che accoglie con piacere i visitatori e non ho dubbi che sarà così.

Francesca Tenerelli
Nata il 29 gennaio del 1976, parte attiva da sempre nella comunità di Lugagnano, con una breve interruzione per trasferimento a Decimomannu vicino a Cagliari. Ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo Galileo Galilei a Verona e attualmente è impiegata in un’Agenzia di Assicurazioni. Sposata e madre di due figli, trova sempre il tempo per dedicarsi alla sua passione, la lettura.