Partita a porte chiuse. Il Calcio Lugagnano: “Nessuna responsabilità, siamo vicini al ragazzo che è stato offeso”

Il Calcio Lugagnano è da sempre conosciuto sul territorio veronese e regionale, oltre che per i meriti sportivi, anche per l’attenzione prestata dalla società ai valori educativi, etici, sociali e di solidarietà, sui quali gli allenatori/educatori fanno formazione dai più piccoli atleti fino alla prima squadra, anche attraverso modalità pedagogiche avanzate che spesso sono replicate da altre società sportive.

E’ per questo che ha colpito molto la notizia che Il Baco ha dato ieri, la sanzione emanata dal giudice sportivo nei confronti dell’Under 15 élite provinciale del Lugagnano, che dovrà disputare la partita di domenica prossima 10 febbraio contro il Bonferraro a porte chiuse. La motivazione della decisione deriva dall’applicazione dell’articolo 28 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva “per avere i suoi tifosi offeso con cori razzisti un giocatore della squadra avversaria” durante l’ultima partita di campionato.

E’ evidente che il Calcio Lugagnano non ha alcuna responsabilità per quanto successo sugli spalti, ma proprio conoscendo l’attenzione che da sempre contraddistingue la società sportiva della frazione per tutte le questioni di fragilità e difficoltà sociale (come testimoniano anche gli striscioni affissi al campo, nelle foto di questo articolo) abbiamo ritenuto andare a sentire i dirigenti del Lugagnano per capire come abbiano accolto questo provvedimento. Dirigenti che troviamo amareggiati e molto colpiti da questa vicenda, ma soprattutto dispiaciuti per il ragazzo che è stato offeso.

La notizia è di quelle che non si vorrebbero leggere, ma purtroppo c’è e fa scalpore. Allora, cosa è successo?
È successo che mercoledì sera, scorrendo come ogni settimana il nuovo comunicato, abbiamo scoperto la sanzione e siamo rimasti esterrefatti. Non ci era arrivata la benché minima notizia.

Avete quindi approfondito?
È stata la prima preoccupazione. Superata la botta iniziale, ci siamo adoperati per conoscere i fatti e i responsabili. Per prima cosa abbiamo chiamato l’altra società, ma anche il loro presidente non era al corrente di alcunché. Poi ci siamo fatti dare il telefono del ragazzo e abbiamo chiamato anche lui. Nel frattempo, abbiamo per quel che potevamo ricostruito il quadro con alcuni dei genitori presenti, visto che là non c’erano nostri dirigenti.

Si parla addirittura di cori: quindi sarebbero coinvolte non poche persone?
Non sappiamo perché l’arbitro abbia scritto di cori: ma chi ha offeso il ragazzo, al rientro negli spogliatoi fra il primo e il secondo tempo, è stato sicuramente un individuo isolato, questo ci hanno detto. E per giunta pure un anziano, mica un immaturo adolescente. Che amarezza.

Avete detto di aver chiamato anche il ragazzo. Come è andata?
È andata che lui, un ragazzo di colore, non ha dato neanche troppa importanza alla cosa. Ci ha detto di questo individuo anziano che lo ha insultato, a fine primo tempo, e che aveva l’arbitro vicino in quel momento. Stop. E poi c’è questo aspetto, che deve far ancor più pensare.

Ossia?
Il ragazzo ci ha detto che gli hanno insegnato a non dare peso a certe offese, che capitano spesso. Crediamo che questa sua… quasi rassegnazione sia una cosa che rende ancor più brutto il quadro. Speriamo almeno che, leggendo ora, il responsabile non la prenda come una specie di attenuante: in realtà dovrebbe sentirsi anche peggio.

Il Lugagnano, quindi, prende le distanze da vergogne di questo tipo?
Noi non prendiamo le distanze da chi offende, noi siamo a fianco di chi è offeso! Noi siamo parte lesa assieme al ragazzo! Il Lugagnano non comincerà da adesso a battersi per il rispetto, per l’inclusione e per l’educazione civica, perché lo fa già da moltissimi anni. La collaborazione con enti benefici è storia, per noi. Dall’Avis, per la promozione della donazione di sangue, all’Abeo, per il sostegno ai bambini emopatici ed oncologici, all’onlus Cuori Grandi Togo, che aiuta delle missioni africane. Abbiamo aderito convintamente alla “Grande Sfida”, un’iniziativa dove lo sport fa da strumento di inclusione. Diamo il nostro visibile appoggio per la sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Abbiamo in pieno svolgimento un percorso di nove incontri formativi per genitori, allenatori e dirigenti tenuti da un ottimo psicologo, il dott. Aldo Monaco. Giusto il prossimo lunedì 12 avremo poi un incontro nella nostra sede con la sezione Arbitri di Verona, come sempre gratuito ed aperto a tutti. E poi troviamo il nostro nome affiancato a dei comportamenti odiosi…

Ultima, inevitabile domanda: e adesso?
Adesso si prende e si va avanti. Un po’ più amareggiati, ma si va comunque avanti pensando come sempre ai nostri ragazzi. E per nostri intendo tutti, quelli del Lugagnano e quelli delle altre squadre.

Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.