Parte tutto da questa lettera? Le dimissioni di Di Stefano nascono da quelle della Rizzi?

Le dimissioni del Dottor Di Stefano stanno creando un effetto domino di destabilizzazione della politica locale, come era logico attendersi considerato il peso istituzionale e il ruolo svolta a Sona negli ultimi anni dall’ormai ex Vicesindaco.

 

Sui vari motivi delle dimissioni, oltre a quelli personali, si sta discutendo molto in queste ore dentro e fuori il Comune. Ed una delle interpretazioni che viene data, voce che anche noi abbiamo riportato, è quella di uno scontro con l’ala dura della Lega Nord sulla gestione del personale comunale.



In questo senso voci ben informate sulle vicende interne al Comune ci segnalano che la goccia che ha fatto traboccare il proverbiale vaso potrebbe essere stata una lettera scritta lo scorso 16 dicembre dall’allora responsabile del settore servizi al cittadino (sociale scuola anagrafe) Ornella Rizzi, che annunciando la sua intenzione di lasciare il Comune scrive – tra le altre cose – di “un crescente disagio causato da un pesantissimo clima anche a livello gerarchico verso la mia persona”.



Ecco il testo integrale della lettera, protocollata dal Comune al numero 0026668 del 19 dicembre scorso ed indirizzata al Consiglieri Comunali, al Segretario Comunale, ai dipendenti, ai collaboratori, al Sindaco e agli Assessori.

 

Carissimi Sindaco, Assessori, Consiglieri, Segretario comunale, Colleghi e Collaboratori sociali,

 

dopo oltre sedici anni di leale servizio mi accingo a lasciare questo Comune, che, devo essere sincera, nonostante sia stato un luogo esclusivamente di lavoro, mi è entrato nel cuore. Varie Amministrazioni si sono succedute, di ogni colore politico, diversi Segretari si sono avvicendati, e, certa di non poter essere smentita, ho sempre collaborato con tutti in uno spirito il più possibile oggettivo ed equilibrato.

 

Ho anche vissuto una lunga e pesante vicenda professionale con la Corte dei Conti, che mi ha profondamente toccato anche a livello personale, da cui sono uscita assolta con formula piena e indenne da qualsiasi sospetto di irregolarità, sebbene debba per ora assumermi in gran parte l’onere delle spese legali, non risarcite totalmente per una sfavorevole interpretazione.

 

Da tre anni a questa parte, ho dovuto sopportare un crescente disagio causato da un pesantissimo clima anche a livello gerarchico verso la mia persona; un progressivo malessere, che mi ha progressivamente portato a questa drastica e sofferta decisione esclusivamente per salvaguardare la mia salute.

 

Lascio con molto rammarico il Comune di Sona, in particolare nelle persone di un Assessore, di qualche Consigliere, dei Colleghi, in grandissima parte leali (eccetto qualcuno…), e dei vari Collaboratori che tuttavia non sono riusciti ad annullare la progressiva negatività in cui ho dovuto operare e convincermi così a rimanere. Ho vissuto, soprattutto nell’ultimo periodo, momenti molto difficili nelle mie determinazioni e nell’assumermi le conseguenti responsabilità, per le quali spesso non sono stata sostenuta tecnicamente, anzi…; responsabilità, tengo a precisare, che essendo parte integrante della mia figura professionale, non ho mai temuto, pur con i possibili errori umani.

 

Sono stata, e lo affermo senza presunzione, un punto di riferimento per molti colleghi, collaboratori ed amministratori, sia professionalmente che personalmente, cosa che mi ha ripagato moralmente ma non sostanzialmente, come dimostra questa mia scelta finale.

 

Davanti ad uno spirito oggettivo e costruttivo si discute, ci si oppone anche, ma sempre in modo leale, davanti ad assunti pre-costituiti verso la specifica persona, si lascia il campo, con dignità e una punta di orgoglio. Lascio pertanto il Comune di Sona a testa alta, convinta di avere fatto il possibile per l’Ente e per chi ne fa parte…

 

Ringrazio chi ha saputo, soprattutto negli ultimi difficili mesi, essermi fattivamente vicino. Non vorrei in ogni caso che questo fosse un  addio, ma un arrivederci.

 

Auguri a tutti e per tutto.

Ornella Rizzi

 

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.