Parte la terza corsia A22, ne parliamo con l’Assessore Sboarina del Comune di Verona

Nel numero 58 della rivista del Baco avevamo parlato del progetto della terza corsia dell’A22, già nella primavera del 2011 inizieranno i lavori che termineranno approssimativamente tra 5 anni. Il tratto interessato è tra il casello di Verona nord e l’interconnessione con l’A1 all’altezza di Modena, 90 km che coinvolgeranno 35 comuni tra cui Sona.

 

Mentre i nostri Assessori compreso il Sindaco sembrano non avere le idee chiare, prima chiedono all’A22 l’allargamento del ponte di Via Sacharov per poi togliere dal piano delle opere pubbliche la tangenziale di Lugagnano, siamo andati dai nostri vicini il Comune di Verona.

 

L’Assessore all’Ambiente di Verona, l’avvocato Federico Sboarina (nella foto) ci ha concesso un’intervista, spiegando i termini e le modalità con cui il suo assessorato ha avviato un’importante trattativa con la dirigenza dell’A22, trattativa che come vedremo ha portato già degli ottimi risultati.

 

Il Comune di Verona e per tramite il suo Assessorato è stato chiamato a valutare il progetto e lo studio d’impatto ambientale.

 

Assessore, perché il primo parere del settembre era parere negativo?

Il progetto mancava delle mitigazioni e compensazioni per contenere le ricadute ambientali negative sul territorio di Verona, che noi abbiamo quantificato per un importo almeno del 2% del costo dei lavori. Sull’inquinamento acustico c’erano importanti lacune, ad esempio non erano state valutate le rampe d’accesso all’autostrada e le abitazioni più vicine all’autostrada. Il raffronto del progetto con le previsioni riguardanti il completamento dell’anello circolatorio a Nord evidenziava un’interferenza dei tracciati in località Binelunghe e il tracciato intersecava con la discarica per rifiuti urbani Cà Nova di proprietà del Comune di Verona. La decisione se fare o non fare una nuova autostrada attiene a una scelta strategica, direi quasi a livello nazionale. Si possono discutere gli impatti dell’opera e, quindi, le scelte conseguenti… Abbiamo accolto positivamente il progetto della terza corsia, in quanto renderà meno congestionato il traffico soprattutto nel periodo estivo, meno congestione è sinonimo di meno smog e rumore. Tuttavia ci siamo preoccupati d’esaminare attentamente il progetto, i miei uffici hanno individuato delle carenze importanti nello studio d’impatto ambientale, segnalate ai progettisti dell’A22 e al Ministero dell’Ambiente.

 

Dopo il parere negativo il suo Assessorato ha avviato un confronto con dirigenti e progettisti dell’Autobrennero chiedendo più attenzione per il territorio. Che risultati ha ottenuto?

Un notevole lavoro iniziato dagli uffici passato poi alla mediazione politica. Già dopo il Nostro parere negativo si sono susseguiti in questi ultimi mesi almeno 5 incontri con i dirigenti dell’A22. Abbiamo ottenuto importanti risultati, l’Autobrennero stanzierà risorse economiche per opere di mitigazione ambientale. Per ridurre l’impatto acustico saranno aggiunti 1000 metri di nuove barriere antirumore e potenziate quelle già previste nel progetto, per un esborso di centinaia di migliaia di euro. Il nuovo tracciato non inferirà con la discarica di Ca’ Nova, ed è stato risolto il problema dell’interferenza con il percorso del passante nord con traforo delle Torricelle, in località Binelunghe.

 

Com’è nato questo dialogo tra il suo Assessorato e i dirigenti dell’Autobrennero?

Già nel 2003 quando ero consigliere comunale d’opposizione, avanzai la proposta di destinare il 2% del pedaggio a opere di mitigazione ambientale per il territorio. Allora era chiedere tantissimo per ottenere forse qualcosa. Le risposte dell’A22 erano assolutamente negative e senza alternative. Negli anni ho portato avanti quest’obiettivo, e il progetto della terza corsia si sta dimostrando un canale aperto con la dirigenza dell’A22 per ottenere interventi e finanziamenti di mitigazione ambientale per il territorio scaligero.

 

Che interventi finanzieranno gli introiti?

E’ allo studio l’estensione del bike-sharing, nuove piste ciclabili e la piantumazione di alberi ad alto fusto sui terreni delle autostrade, proposta già inserita nel nostro parere al progetto della terza corsia. Il Comune di Verona ha un peso politico importante e parte già avvantaggiato in quanto ha un componente nel Consiglio di Amministrazione dell’A22.

 

Che consiglio si sente di dare agli Amministratori di Sona nella gestione dei rapporti con l’Autostrada?

Sicuramente di mettere insieme le forze con gli altri comuni interessati sotto il coordinamento della Provincia, anche insieme al Comune di Verona, dalla frammentarietà si hanno scarsi risultati. Come ho detto è dal 2003 che porto avanti i contatti con la dirigenza dell’A22, è importante cercare negli anni la continuità e la perseveranza nei rapporti con il presidente e il consiglio di amministrazione, indipendentemente dal cambio di colore politico dell’amministrazione comunale

 

L’Assessore si è mosso perché l’A22 attraversa il Comune di Verona ma è a 3 chilometri e mezzo da San Massimo. E se per il tratto autostradale posto nel comune di Verona, sono previsti altri 1000 metri di barriere antirumore, per il tratto ubicato nel comune di Sona qualcosa in più crediamo che gli Assessori e Sindaco di Sona possano ottenere visto che a un centinaio di metri inizia l’abitato di Lugagnano.

 

Già nello scorso numero del Baco da Seta avevamo prospettato di estendere la barriera per tutto il tratto che attraversa Lugagnano, 700 metri di barriera in più a protezione dei quartieri a nord e della zona Messedaglia. Aspettiamo di leggere la delibera con le osservazioni del Comune di Sona fiduciosi che l’Assessore all’Ecologia e il Sindaco, si siano mossi per il bene del nostro paese.

 

La Redazione
Il Baco da Seta nasce nel 2000. Nel 2007 sbarca on line con il sito allnews