La Lettera. “Parcheggio selvaggio a Lugagnano, sarebbe d’aiuto qualche multa”

La Lettera

Stimata Redazione,

le poche righe della presente lettera aperta per porre in evidenza – ancora una volta – l’esistenza di un problema che scientemente non si vuole risolvere.

Oggi, 5 luglio, domenica mattina. Percorro la ciclabile del centro di Lugagnano, fermandomi con la famiglia in corrispondenza della pasticceria del corso. Entro, mentre moglie e figlia mi attendono sulla ciclabile in corrispondenza della piccola rampa che conduce al bancomat adiacente la piazzetta (NdR nella foto di Mario Pachera).

Esco, attraverso, ci apprestiamo a ripartire quando una Mercedes si piazza davanti a me, occludendo gli 8/10 della pista ciclabile. E solo perché nei restanti 2/10 mi ci stavo io, che pur in bici e su una ciclabile, non avevo praticamente vie d’uscita.

Ho quindi atteso che il guidatore scendesse dal veicolo lasciato in moto con moglie e figlia a bordo, per segnalare “inequivocabilmente” non solo la mia presenza, ma anche il fatto che stava su una via riservata alle biciclette, che la stava intralciando completamente e che avrebbe dovuto parcheggiare la sua vettura altrove.

“Scendo a dare un’occhiata” mi sento rispondere con un forte accento balcanico. “Un’occhiata a cosa? Alla vetrina di una banca chiusa? E questo cosa vorrebbe dire, che sei autorizzato a parcheggiare fregandotene di tutto e tutti?” rispondo io, mentre questi tornava in auto alla ricerca della tessera bancomat che aveva dimenticato a bordo.

“Vai via e fatti gli affari tuoi!” vengo maleducatamente redarguito, senza che questi interrompesse le sue operazioni bancarie ne mi degnasse di uno sguardo. “Veramente, visto che sono in bici e su una ciclabile che tu mi stai bloccando, sono ben affari miei” rispondo a tono al cafone, il quale interrompe le operazioni di prelievo e ribatte “e tutte le volte che le biciclette vanno per strada, allora?”. “Allora? Allora che?”. E qui interviene mia moglie, prima che la mia ultima vena si occluda, e io possa dire o fare qualcosa di pertinente ma eccessivo, per quanto giustificato dall’atteggiamento del mio interlocutore.

Ce ne andiamo, tra gli sguardi degli astanti, e la consapevolezza che a Sona, a Lugagnano in particolare, vige la (quasi) totale e certamente impunita anarchia stradale.

Non passa giorno della mia normale e quotidiana frequentazione della frazione e del capoluogo in cui io non sia testimone di almeno tre/quattro palesi infrazioni. E i luoghi sono sempre quelli: gli uffici postali, presso i bancomat e le farmacie, la piazza del Comune. E i parchi, ovviamente. Lo so io, e lo posso anche documentare, possibile che non lo sappia nessuno dell’Amministrazione comunale?

A Lugagnano lo svacco nel posteggio è una consuetudine; il parcheggio nei posti riservati ai disabili una norma; l’andare contromano ed entrare nei parchi con la bici una cosa scontata. Attraversare a piedi in via Robert Kennedy un azzardo. L’insulto per chi si ferma per far passare un pedone, quasi certo; e da vecchio skater, rabbrividisco quando vedo certe manovre dei più giovani per strada su una tavola. Ad ogni età il proprio mezzo, ad ogni mezzo la propria infrazione. A tutti, indistintamente, l’impunità garantita.

Ha ben donde il Sindaco Mazzi a lamentarsi della maleducazione dei giovani cittadini che frequentano i parchi o spaccano i cimiteri. Ma se il modello educativo doveva e deve essere impartito dagli stessi che circolano e parcheggiano in spregio alle più basiche norme civiche – e si relazionano conseguentemente – direi che le speranze per un futuro radioso a Lugagnano sono del tutto mal riposte.

Ed è del tutto evidente come le manchevolezze dei padri ricadono sui figli. In aggiunta, molti dei residenti non autoctoni – come il mio di oggi – hanno assimilato più che in fretta le cattive abitudini del ceppo originale. E quel che è peggio, se arrivano a giustificare un’infrazione fatta con una subita, è conclamato come il circolo vizioso sia chiuso e in vorticosa rotazione.

Lo stesso Signor Sindaco indica poco utile l’uso di telecamere. Ma io sono stato multato in Puglia perché ripreso a guidare a ben 57 km/h su una strada provinciale lunga, larga, dritta e deserta. Un conoscente ha preso una contravvenzione telematica, con decurtazione dei punti, nella adiacente Castelnuovo perché fotografato incastrato in mezzo all’incrocio dalla coda per il lago. Possibile che io potrei piazzare la macchina in mezzo alla ciclabile di Lugagnano e non mi verrebbe chiesto un centesimo? Possibile che le infrazioni per il disco orario a Lugagnano probabilmente superano quelle per la sosta o la guida?

Caro Signor Sindaco, non se ne abbia a male, ma tre telecamerine tre, da piazzare però nei posti giusti, non rappresenterebbero un così grosso esborso per le casse comunali (spesa peraltro ammortizzabile nei primi tre giorni di esercizio, visti i trend di parcheggi sanzionabili), darebbero quel tocco di presenza istituzionale in certi contesti in cui la sua amministrazione sembra fisicamente latitare, e soprattutto contribuirebbero a ricordare che il senso civico e l’educazione, per quanto rappresentino una scocciatura, sono gratis et amore dei. Mentre le infrazioni, invece, quelle si pagano.

Come scrissi ad un rappresentante di una amministrazione precedente: “Gli Angeli Custodi fanno gli straordinari a Lugagnano e Sona”. Nulla è cambiato. E’ ancora così oggi. E non ci resta che sperare che continuino.

In fede,

Bissoli Germano