Pantano contro tutti

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Dopo lo scontro con il Consigliere Renato Farina, questa volta ad essere oggetto degli strali del Consigliere Carmelo Pantano, coordinatore del PDL a Sona, sono gli uffici del Comune.

 

Nel corso del Consiglio Comunale del 25 ottobre scorso Pantano – che, come gli altri Consiglieri che lo richiedono, riceve un rimborso spese per le assenze dal lavoro per motivi di impegni istituzionali in Comune – ha infatti messo agli atti una comunicazione con la quale stigmatizza una richiesta, in effetti insolita, arrivata dagli uffici del Comune all’azienda dove lavora.

 

Ecco la comunicazione del Consigliere Pantano.

 

Lo scrivente Carmelo Pantano, nella qualità di consigliere comunale di codesto civico ente, con riferimento alla missiva inviata dall’ufficio del personale all’azienda dove lavoro, con la quale si richiede ai sensi dell’art. 80 Dlgs 267/2000 “al fine di documentare adeguatamente la richiesta di rimborso degli oneri per le assenze dal servizio di trasmettere l’invio del cartellino segnapresenze e della busta paga dello stesso…” intende con la presente “trasmettere” al sig. Sindaco oltre che a tutti i Colleghi consiglieri la sensazione di stupore con cui lo scrivente ha appreso il contenuto della missiva di cui sopra.

 

Non si può rimanere infatti che “stupiti” nel leggere la richiesta avanzata dagli Uffici di Codesto Civico Ente.

La richiesta di “trasmettere l’invio del cartellino segna presenze e della busta paga” appare quanto mai singolare oltre che priva di fondamento giuridico. Sono ben note allo scrivente le regole – imposte dalla legge i.e. Art. 79 tuel – attraverso cui i componenti degli organi elettivi sono tenuti a “giustificare”e/o rendicontare al proprio datore di lavoro la richiesta e godimento dei permessi; regole queste alle quali lo scrivente si è sempre attenuto. Regole che nulla hanno a che fare con le richieste in parola.

 

Alla luce di quanto sopra non vi è chi non veda come le richieste dell’ufficio personale appaiano, si ribadisce, del tutto ingiustificate oltre che prive di fondatezza. Invito pertanto gli uffici mittenti della missiva in questione ad un complessivo riesame della vicenda e a meditare più approfonditamente la scelta di adottare nuove analoghe “iniziative provvedimentali”.