Palazzolo. Roberto ed Irma ed il traguardo dei 62 anni di matrimonio: “Per durare servono rispetto e pazienza”

Grazie ad una “soffiata” dei figli Cinzia e Simone vengo a conoscenza di un anniversario importante e quindi vado ad incontrare Roberto Fasoli e la moglie Irma Bologna nella loro casa di Palazzolo. Con molto calore ed affetto mi accolgono e si lasciano andare in mia presenza alla narrazione dei loro 62 anni di matrimonio, che festeggiano proprio oggi.

La signora Irma, 85 anni, è molto lucida nei suoi ricordi e con un pizzico di emozione ritorna ai tempi passati.

“Ho conosciuto Roberto che avevo 23 anni in quanto lavorava come muratore su un cantiere in via Mantovana a Santa Lucia di Verona mentre io, che abitavo lì vicino, lavoravo in un magazzino di frutta. Allora ci si dava da fare parecchio ed io per guadagnare qualcosa avevo anche fatto la mondina nelle risaie del Piemonte. Ci siamo piaciuti immediatamente – racconta Irma – e il 20 gennaio del 1962 ci siamo sposati (nella foto sopra) e siamo venuti ad abitare a Palazzolo presso ‘El Tribunal’ un condominio in centro paese dove risiedeva anche la famiglia di Roberto”.

“Era una casa di una volta dove più famiglie condividevano gli spazi comuni, si pagava poco di affitto ma non c’era nemmeno il bagno tanto che si andava in una casupola all’esterno – prosegue Irma -. All’inizio è stato un periodo difficile; mi trovavo in un ambiente nuovo, con una bambina piccola (Cinzia è nata ad aprile, NdR) e con pochi soldi. Inoltre, Roberto in quel periodo aveva qualche problema di salute. Poi la morte improvvisa di mia madre di lì a qualche settimana ha fatto precipitare la situazione. È stato quindi fondamentale in quel periodo l’aiuto dei miei vicini di casa, di mia suocera e anche dei negozianti del paese i quali per aiutarmi mi davano credito ‘segnando’ la spesa che poi pagavo a fine mese”.

Roberto, 82 anni, segue con attenzione le parole della moglie, annuisce di quel periodo ricorda: “Abbiamo stretto i denti e siamo riusciti a venirne fuori; poi ho cambiato lavoro e sono andato a lavorare al calzaturificio Farex guidato da mio fratello Renzo per cui le cose sono migliorate. Nel 1968 è nato il nostro secondo figlio Simone, abbiamo cambiato casa, come tante famiglie ci siamo sudati l’arrivo della televisione e della lavatrice. Palazzolo allora dava tante opportunità di lavoro ed anche a casa nostra, alla sera, si facevano quei lavoretti accessori, come preparare i sottopiedi per le scarpe, che permettevano di arrotondare lo stipendio”.

Riprende la parola Irma che torna a quei tempi con trasporto. “Nonostante le difficoltà e i lutti, dato che anche le mie tre sorelle e mio padre sono morti giovani, si viveva con armonia e serenità; ci si accontentava di poco ed io con mio marito non abbiamo mai litigato. I nostri figli sono stati bravi e abbiamo potuto far crescere in famiglia anche mia nipote che era rimasta orfana in tenera età; per lei siamo stati mamma e papà per dieci anni fino a quando ha potuto fare da sola”.

Un bel traguardo arrivare a 62 anni di matrimonio. Quali consigli vi sentite di dare alle coppie giovani per vivere la vostra esperienza?

“Se il Signore lo permette – risponde Irma direi che la formula per portare avanti la nostra relazione è stato il rispetto reciproco, un po’ di pazienza e sopportazione e la consapevolezza che unendo le forze si possono superare anche i momenti più difficili. Ora siamo bisnonni di due bambine di sei e dieci anni e raccomando sempre ai miei figli e nipoti di volersi bene e ricordarsi che le cose più importanti e preziose sono la famiglia ed i figli”.

E’ il momento di salutarci, faccio i complimenti ai coniugi Fasoli e auguro loro tanti anni di vita assieme. In questi anni frenetici talvolta ci si dimentica delle cose semplici e di quanto importante siano i rapporti umani; la loro è una testimonianza di quanto il volersi bene rappresenti la ricetta giusta per arrivare serenamente ad un’età avanzata.

Massimo Giacomelli
Nato nel 1967, vivo da sempre a Palazzolo con moglie e 2 figli ormai proiettati nel mondo dei grandi. Sono appassionato di storia, di tutti gli sport, (qualcuno provo a praticarlo a livello amatoriale) e con parecchio trasporto ed un po' di nostalgia ascolto sempre volentieri la musica degli anni Ottanta. Dopo gli studi all’istituto tecnico commerciale ho scelto la strada imprenditoriale ed ora sono impegnato nel settore immobiliare; negli anni scorsi la mia collaborazione col Baco da Seta era piuttosto saltuaria; a partire dal 2019 però sta diventando sempre più intrigante.