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Sono iniziati i lavori di restauro delle facciate della canonica di Palazzolo e dell’oratorio di S. Giovanni Battista; era stato costruito dal parroco don Bernardino Isalberti nel 1831 con soldi dei fedeli, della Compagnia del Santissimo ed anche suoi personali. Due anni sono serviti per la progettazione le approvazioni la ricerca di finanziamenti. Il palazzo della canonica è una pregevole costruzione risalente al 1500; è stato acquistato per la parrocchia dal parroco don Pietro Maffei dal nobile Francesco Spolverini il 18 maggio 1566 per 130 ducati, come risulta dagli “Istrumenti” dell’archivio.

 

Don Antonio Pighi nel suo libretto “Palazzolo e le sue chiese” del 1899 la chiama “Villa Palazzoli” ma nel rogito si dice che è “iacentem in Villa Palazzoli contracta S. Jacobi” e sembra che la parola villa qui sia intesa come villaggio o paese, cioè nel paese di Palazzolo; poiché era di proprietà di uno Spolverini si dovrebbe, se la vogliamo chiamare villa, chiamarla villa Spolverini. In precedenza l’abitazione del parroco era vicina alla chiesa di Santa Giustina perché là era il paese che poi venne distrutto, si pensa in occasione di qualche guerra.

 

Chiediamo a don Angelo Bellesini parroco dall’ottobre 2006: come è arrivata la Parrocchia a prendere questa decisione?. “L’intonaco della canonica ed anche dell’oratorio era da tempo caduto in molti punti e talvolta era stato tamponato in modo improprio, inoltre i contorni delle finestre ed i serramenti esterni erano molto rovinati. Ricordiamo che la canonica ha al piano terra le sale riunioni e per la catechesi, per il ricevimento del pubblico e l’archivio, al piano primo l’abitazione del parroco, che è a servizio di tutti i parrocchiani mentre il piano secondo è il magazzino della parrocchia. L’oratorio con l’ampliamento è la sala polivalente per le varie riunioni ed il cinema e per la sede dell’Associazione Noi, con il bar ed i giochi per i ragazzi. L’operazione è stata discussa e proposta dal Consiglio economico e pienamente condivisa e approvata dal Consiglio Pastorale come quella oggi più necessaria”

 

Chiediamo ancora a don Angelo: come avete proceduto per la progettazione e come finanziate la spesa? “Abbiamo incaricato lo studio dell’ing. Attilio Castelli e dell’Arch. Sabina Bocconcello che già avevano seguito opere del genere, e presentato il progetto al comune di Sona ed all’’Ufficio beni culturali ecclesiastici”’della Diocesi; questi dopo l’approvazione lo ha inoltrato alla “Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le prov. di Verona, Rovigo e Vicenza”.

 

“Ottenute le approvazioni – ha proseguito don Angelo – abbiamo chiesti i preventivi a tre ditte specializzate nel restauro conservativo e assegnato i lavori principali alla “Compagnia della Pietra S.r.l.” che ha fatto importanti restauri anche a Verona, mentre per i serramenti esterni abbiamo interpellato i falegnami di Palazzolo. Per i finanziamenti dell’opera che comporta anche le sistemazioni esterne, per una spesa complessiva di 240.000 euro, abbiamo rivolto domande al comune di Sona che ha stanziato 29.000 euro ed alla Fondazione Cariverona che ha promesso 30.000 euro”.

 

“A Palazzolo alcune associazioni si sono impegnate nella raccolta dei fondi: il gruppo della Stella, l’associazione Noi con il ricavo delle sagre, il gruppo Alpini, il gruppo muratori ed altri. Ora abbiamo in distribuzione alle famiglie una apposita busta – termina don Bellesini – e confidiamo nelle offerte di tutti”.