Palazzolo: per il forte vento caduto un pioppo cipressino alla Torre scaligera

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Il forte vento e la burrasca che hanno investito anche il Comune di Sona negli scorsi giorni hanno fatto cadere un albero anche a Palazzolo.

Nei pressi della Torre scaligera è stato, infatti, sradicato un grande pioppo italico (Populus nigra varietà Italica) detto anche cipressino.

Ha la forma slanciata simile al cipresso (Cupressus sempervirens) e può raggiungere i trenta metri di altezza. Era stato messo a dimora dagli operai comunali intorno agli anni ’80 del secolo scorso.

Nelle foto il pioppo sradicato a Palazzolo.

Essendo abbastanza vicino al confine ha danneggiato le recinzioni e una tettoia dei vicini. E’ discutibile l’opportunità di mettere piante che diventeranno alte vicino a monumenti storici, come la Torre scaligera o la Pieve di S. Giustina o ai fabbricati in genere. Disturbano la visuale di chi fa le fotografie e in caso di caduta possono provocare dei danni.

L’altro pioppo cipressino rimasto vicino alla torre, seppure è stato abbassato qualche anno fa, impedisce di vedere l’orologio da una certa angolatura di via Cavecchie.

Il pioppo cipressino è un elegante e slanciato albero di forma piramidale a rapida crescita, con foglie càduche, un a tempo diffuso anche da noi. Dovrebbe essere ancora messo a dimora per abbellire le nostre colline e campagne, come vediamo per il bellissimo viale di Guastalla, di recente rinnovato e che era stato creato dal conte ambasciatore Giusti del Giardino.

E’ adatto anche come frangivento e per formare delle cortine verdi per nascondere alla vista alcune brutture o anche capannoni che disturbano la visuale delle colline. E’una varietà quasi sempre maschile ed ha il vantaggio rispetto alle altre varietà di pioppo femminili, di non produrre quei pappi bianchi e cotonosi che avvolgono i piccoli semi e volano dappertutto dando fastidio.

Anche il cipresso è una pianta molto elegante e sempreverde molto adatto ad abbellire le colline, come vediamo per il viale sul monte Corno o della Rugola di Sona. Il viale fu realizzato dagli austriaci per ricordare i loro ufficiali morti nelle due guerre d’indipendenza, con le sfortunate battaglie di Custoza del 1848 e del 1866.

E’ paragonabile per bellezza al viale di Bolgheri, reso celebre da Giosuè Carducci con la poesia “Davanti a San Guido” che così inizia: “I cipressi che a Bólgheri alti e schietti-Van da San Guido in duplice filar-Quasi in corsa giganti giovinetti-Mi balzarono incontro e mi guardar”.