Palazzolo, paese lontano

Correva il 2003 e il Baco, che già esisteva da tre anni a Lugagnano e a Sona, sbarcava anche a Palazzolo, con l’ambizioso progetto di coinvolgerne la comunità, portandola a conoscenza dei fatti e delle problematiche che la interessano, sia da un punto sociale, che territoriale ed amministrativo.

 

A distanza di sette anni bisogna coscientemente riflettere che questo nostro intento è parzialmente fallito. Quello che il Baco è riuscito a fare negli altri paesi del Comune, ma in particolar modo a Lugagnano, ovvero l’essere una fonte di informazioni preziosa, un punto di riferimento per i cittadini, e soprattutto un motivo di discussione, riflessione e di critica, non è riuscito a Palazzolo. Palazzolo ha dimostrato di essere una realtà particolare, se non difficile.

 

La sua comunità vive “staccata”, lontana dal resto del Comune, come se la vecchia statale costituisse un limite fisico quasi invalicabile, portando i cittadini di Palazzolo a legarsi quasi maggiormente alle realtà economiche e sociali della vicina Bussolengo. Ad intaccare ulteriormente questa comunità c’è stata negli ultimi decenni una forte urbanizzazione, con un importante incremento demografico con tutto il suo carico di problematiche, e che ha finito per snaturare il tessuto sociale del paese. I nuovi residenti “dormono” a Palazzolo, ma ben poco si interessano dei problemi del paese.

 

Che sia una realtà poco partecipe, quasi disinteressata, lo si rileva anche dal distacco col quale si vivono le scelte amministrative, che mai come ora dovrebbero in qualche modo premiare Palazzolo, visto che, finalmente dopo quasi quindici anni, è rappresentato con esponenti di rilievo nell’attuale Giunta comunale. Sette anni fa noi citavamo tra i problemi più immediati del paese l’ammodernamento dell’acquedotto divenuto ormai obsoleto ed incapace di rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più in aumento, l’ampliamento delle scuole elementari che non sono più in grado di ospitare nuove classi e la realizzazione del Centro Servizi con mini appartamenti per anziani già previsto dal Piano Regolatore, spazio di importanza vitale sia per le associazioni, sia per gli anziani ma anche per la vita “comunitaria” del paese, non essendoci luoghi disponibili per riunioni o assemblee pubbliche.

 

Poi venne l’Amministrazione Bonometti che promise un grande progetto per un Polo scolastico da edificarsi appena sotto la baita degli alpini, in direzione Bosco. Noi al tempo criticammo questo progetto raccogliendo le proteste di chi con la scuola ci viveva quotidianamente, ovvero i genitori e gli insegnanti, secondo i quali era sufficiente (ma soprattutto più veloce vista l’urgenza) ampliare la vecchia scuola nel medesimo sedime del fabbricato. Ciononostante venne dato l’avvio all’iter progettuale. Venne commissionato (e pagato con i nostri soldi) un progetto che ora ammuffisce in qualche cassetto del Comune, perché gli attuali Amministratori (che poi sono gli stessi che c’erano prima) hanno cambiato idea e sembra che ora si faccia un unico grande Polo scolastico per Sona, San Giorgio e Palazzolo più o meno in località Valle a Sona.

 

Quindi, in questo momento, non solo non si è risolto il problema delle scuole con i bambini che per mangiare devono fare i turni in mensa, ma addirittura sembra che vengano spostate dal paese! Tutte queste problematiche rimangono ancora irrisolte. Gli ultimi interventi pubblici a Palazzolo risalgono alla giunta Tomelleri e a quasi dieci anni fa, quando è stata realizzata la piazzola ecologica, ampliato il cimitero e rifatti i marciapiedi del centro.

 

L’attuale Amministrazione comunale, in due anni e mezzo, ovvero metà del suo mandato, è riuscita unicamente ad approvare il progetto per la realizzazione di un stralcio di marciapiede in via Monte Paul e l’ampliamento della strada di accesso al cimitero con il centro paese. Troppo poco! Quindi rimaniamo particolarmente basiti nel non sentire alcuna voce di dissenso o di lamentela.

 

Sembra che a Palazzolo vada tutto bene, oppure mancano luoghi, momenti e volontà per discutere delle problematiche del paese. E dire che a Palazzolo esistono realtà sociali importanti. Un Gruppo Alpini molto presente, una Polisportiva che muove decine di famiglie nello sport. Ma si fatica a costituire una discussione che vada al di là dell’ambito ristretto del circolo. Forse l’ultimo momento di discussione a Palazzolo c’è stato qualche anno fa con il movimento culturale della Torre. Poi anche loro sono scomparsi. Palazzolo è, e rimane, un paese isolato. Un po’ a causa della scarsa partecipazione della sua comunità e un po’ perché le Amministrazioni continuano colpevolmente a dimenticarsene.

 

E questa volta non c’è la scusa di dire che nessuno lo rappresenta, perché gli attuali Amministratori potrebbero far pendere decisamente buona parte del peso verso questa parte di territorio, seppur rimane indiscutibilmente auspicabile uno sviluppo armonico e secondo le priorità di tutti i principali paesi del Comune, perché Sona ha un territorio molto vasto e quattro campanili tutti molto importanti, ma soprattutto bisognosi di interventi.

 

L’auspicio nostro, ma che crediamo sia condivisibile anche dalle forze politiche come pure da quelle sociali, è che Palazzolo torni ad essere padrone delle proprie scelte, partecipando alla vita attiva, alla discussione sociale ed amministrativa che riguarda l’intero Comune di Sona e non accetti sempre passivamente le scelte, quasi sempre negative, imposte dall’alto.