Palazzolo, mancano i medici e i cittadini raccolgono firme per chiedere un intervento al Sindaco e all’ULSS

A Palazzolo serpeggia il malcontento riguardo la mancanza dei medici di base, si teme addirittura che l’ambulatorio venga chiuso.

Per gli abitanti è certamente più comodo recarsi in centro paese anziché spostarsi a Sona o Lugagnano e per chi non guida l’automobile il problema è grave.

Oltretutto, l’ambulatorio attuale non è accessibile ai disabili per lo stretto marciapiede e la presenza di tre gradini. A Sona e San Giorgio in Salici poichè gli ambulatori sono di proprietà del Comune, si suppone che i medici abbiano condizioni economiche agevolate rispetto al libero mercato degli affitti, mentre a Lugagnano non mancano certo i pazienti e i medici possono sostenere le spese.

All’ambulatorio di Palazzolo appaiono solo le insegne dei dottori Di Stefano e Pierobon, che però è andato in pensione (come raccontiamo con un’intervista sul Baco che trovate in edicola), mentre Di Stefano potrebbe andarci a fine anno.

L’ingresso dell’ambulatorio di Palazzolo.

Riceve i pazienti anche la dottoressa Lombardo, non si sa per quanto tempo. Per ora le nuove dottoresse nominate non ricevono a Palazzolo.

Un gruppo di cittadini ha preso l’iniziativa di una raccolta di firme per manifestare il disagio e il peggio che può venire; anche il Parroco don Bellesini ha accennato dal pulpito all’iniziativa e dopo le messe del mattino gli organizzatori hanno iniziato una raccolta di firme mentre attualmente si raccolgono al Bar OK in piazza.

Questo il testo della petizione, indirizzata al Sindaco di Sona Mazzi e al dottor Girardi direttore dell’Azienda ULSS 9 Scaligera: “I sottoscritti cittadini venuti a conoscenza del probabile pensionamento volontario di alcuni medici di base del comune di Sona e della probabile chiusura dell’ambulatorio di Palazzolo, sono a chiedere di mettere in atto tutte quelle iniziative, ognuno per il proprio ruolo, atte a scongiurare la chiusura di un servizio importante per tutta la popolazione e in modo particolare per la terza età” .

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