E così è arrivata la grande impresa sportiva tanto sognata. Nell’ultima partita di campionato femminile di Serie D di domenica scorsa il Palazzolo Volley si è aggiudicato la promozione diretta in Serie C grazie a un punto guadagnato, nonostante la sconfitta per 3-2 contro la Ceccan Srl ABC La Fenice, prima in classifica
Non era un obbiettivo di inizio stagione, ma la società guidata del presidente Cristian Zanetti, ha voluto dare continuità al progetto rafforzando la rosa della prima squadra e chiamando un nuovo allenatore, Michele Zordan affiancato dalla figlia Giorgia, dal secondo allenatore Marco Brunello e dal preparatore atletico Giuliano Valle.
Partiamo proprio dall’allenatore. Michele Zordan, quali sono stati i punti di forza della squadra durante la stagione?
Sicuramente i punti di forza della squadra sono stati l’intesa tra le ragazze e lo staff tecnico e la voglia di ognuna di migliorare, allenamento dopo allenamento.
Che tipo di lavoro avete fatto per arrivare pronti a questo traguardo?
Per arrivare pronti le ragazze hanno lavorato con intensità durante gli allenamenti e svolto un buon lavoro fisco con il preparatore atletico Giuliano.
C’è stato un momento critico in cui hai temuto di non riuscire a raggiungere la promozione?
No, io ero convinto che le ragazze avessero le capacità per raggiungere questo obiettivo anche nei momenti di difficoltà affrontati durante la stagione, grazie al costante lavoro quotidiano in palestra.
Qual è stata la crescita più evidente delle tue giocatrici?
Sono migliorate molto nel gioco di squadra e anche chi, alla sua prima esperienza, in campionato regionale è riuscita a contribuire alla crescita del gruppo.
Quanto conta la mentalità in un campionato come la Serie D?
Moltissimo, penso sia uno dei cardini fondamentali per creare una squadra.
Come cambierà la preparazione per affrontare la Serie C?
Non penso ci saranno grossi cambiamenti, quest’anno con il preparatore abbiamo fatto un ottimo lavoro fisico che si è dimostrato efficace fino alla fine.
Qual è la filosofia di gioco che ha portato a questo successo?
Penso che in uno sport di squadra tutti debbano lavorare per il “noi” e non per l’”io”, quest’anno le ragazze sono riuscite ad interpretare al meglio questo concetto raggiungendo un traguardo straordinario.
Michele, hai dormito prima della partita e dopo?
Prima della partita ho dormito tranquillamente anche perché un po’ di esperienza penso di averla. Dopo poco, perché siamo andati a letto tardi per aver festeggiato con le ragazze e la società.
L’EDITORIALE DEL BACOSona: Suona la campanella tra volti nuovi e l’entusiasmo di sempreMarco Brunello, prima esperienza come secondo allenatore e subito una promozione, a chi vuoi dedicarla?
A tutto il gruppo che ha lavorato duramente senza mai fare un passo indietro. A chi ha lavorato dietro le quinte, alla società che si è impegnata per mettere nelle condizioni migliori atlete e staff. A chi ci ha sostenuto facendo sentire la propria presenza sugli spalti. Risultati del genere non sono frutto di individualità ma di una squadra nel senso più ampio del termine.
Qual è stata l’emozione più forte della stagione?
Difficile sceglierne una. La stagione è stata lunga e le emozioni non sono mancate. Certo, la promozione non è cosa da poco ma ci sono state vittorie volute con cuore e testa, prove dure in momenti importanti del campionato, affrontate con la determinazione che serviva per raggiungere questo traguardo. Ogni punto è ed è stato, fondamentale.
Una parola per riassumere questo campionato?
Costanza. Il gruppo ha sempre messo in campo quello che serviva per preparare al meglio ogni gara, tenendo alto ritmo e impegni richiesti.
Che messaggio volete dare alle giovani che iniziano a giocare a pallavolo?
E’ uno sport meraviglioso che dà la possibilità di creare legami importanti. Uno sport che non fa sconti e non perdona. Una disciplina che non prevede il pareggio, che regala emozioni forti e talvolta mette a dura prova. Non deve essere solo la promozione motivo di stimolo per affrontare lo sport con impegno, la costanza e il lavoro sono alla base di tutti i successi. Anche nella vita funziona così. Non sempre si raggiunge il traguardo voluto ma l’importante è sapere di aver dato tutto, sempre. Se trovate tutte queste cose, beh, allora siete nel posto giusto. Giocate con il sorriso e per quanto contraddittorio, “divertitevi seriamente” e le soddisfazioni arriveranno.
Il capitano della squadra è un punto di riferimento delle atlete nello spogliatoio e in campo. É un aiuto allenatore capace di leggere lo stato d’animo delle compagne e spronarle per raggiungere l’obiettivo.
Kristina Zivkovic, capitano del Palazzolo, qual è stata la chiave di questa promozione?
Sicuramente il lavoro fatto in palestra dall’inizio dell’anno, che ci ha consentito di migliorarci giorno dopo giorno e di creare un gruppo meraviglioso.
In quale momento della stagione avete capito che potevate farcela?
Durante il girone di ritorno abbiamo messo una marcia in più e questo ha iniziato a portare frutti e così, settimana dopo settimana, risultato dopo risultato, abbiamo capito che non sarebbe stato poi così impossibile raggiungere questo bellissimo obiettivo e quindi tutti insieme ci abbiamo creduto, ed eccoci qui.
Come hai gestito il ruolo di leader nei momenti difficili?
Il ruolo del capitano non è per niente facile, soprattutto nei momenti difficili, in cui ho cercato di trasmettere alle mie compagne che solo insieme e con il lavoro fatto di squadra si possono superare le difficolta, e così è stato.
C’è stata una partita decisiva che porterai sempre con te?
Sicuramente l’ultima partita che ci ha permesso di andare promozione. Per me ha significato molto, la considero una delle promozioni più emozionanti della mia carriera, che ricorderò per sempre.
Che emozione hai provato al fischio finale della gara della promozione?
Sicuramente tantissima gioia. È stata una promozione inaspettata, su cui nessuno avrebbe scommesso ad inizio anno, e invece noi siamo riuscite a raggiungere un obiettivo così importante. Quindi sì, ho provato tanta gioia e felicità, che quasi non riesco neanche a descrivere.
Quanto è stato importante il gruppo rispetto alle individualità?
La pallavolo è uno sport di squadra per cui, solo lavorando e pensando di squadra si possono raggiungere grandi risultati, mentre con le individualità non si va da nessuna parte. Ritengo che quest’anno siamo riuscite a costruire un gruppo molto unito che ci ha reso una grande squadra.
Cosa ti aspetti dalla prossima stagione in Serie C?
Sicuramente un campionato più difficile e impegnativo, ma che ci possa portare tante soddisfazioni!
Cristian Zanetti, presidente da meno di un anno non nasconde le proprie emozioni. Presidente, cosa rappresenta questa promozione per la società?
Rappresenta il coronamento di un percorso costruito con pazienza, visione e grande senso di appartenenza. È un traguardo che certifica la crescita della nostra società non solo sotto il profilo sportivo, ma anche organizzativo e umano. È il segnale che il lavoro fatto, spesso lontano dai “riflettori”, sta dando i suoi frutti e sicuramente gli migliorerà nel tempo.
Quali sono stati gli investimenti o le scelte decisive di questa stagione?
Abbiamo puntato sulla continuità e sulla qualità del lavoro quotidiano. La scelta di valorizzare uno staff tecnico competente e affiatato, insieme alla fiducia data alle nostre atlete, è stata determinante. Più che grandi stravolgimenti, abbiamo investito nella solidità del progetto, nella preparazione e nella creazione di un ambiente sereno ma ambizioso, inserendo qualche nuova atleta, cercando di impostare un lavoro mirato già dal settore giovanile.
Quanto è importante questo risultato per il territorio e i tifosi?
È un risultato che va oltre la società. Penso sia un motivo di orgoglio per tutto il territorio sonese, che ci ha seguito con passione e partecipazione. I tifosi, le famiglie e tutto l’entourage del Palazzolo Volley, sono stati una componente fondamentale: il loro sostegno e la fiducia costante ha dato energia alla squadra nei momenti a volte delicati.
Quali sono gli obiettivi per la prossima stagione in Serie C?
Consolidare la categoria, affrontando la Serie C con umiltà ma anche con determinazione. Vogliamo continuare a crescere, mantenendo la nostra identità e cercando di essere competitivi, dando sempre più spazio alle nostre atlete, lavorando sin da subito sinergicamente, anche con le categorie inferiori.
Avete già in mente rinforzi o cambiamenti nella squadra?
Stiamo facendo le nostre valutazioni con attenzione. L’intenzione è quella di mantenere l’ossatura del gruppo, che ha dimostrato grande valore, inserendo eventualmente qualche elemento che possa rinforzare la squadra, portando magari esperienza. Ma tutto questo verrà affrontato nei prossimi giorni con lo staff e tutto il direttivo, dopo esserci confrontati anche con le ragazze.
Che messaggio vuole dare a chi ha sostenuto la squadra?
Il nostro grazie è sincero e profondo. Questa promozione è anche loro: di chi era sugli spalti, di chi ha lavorato dietro le quinte, di chi ha creduto in noi fin dall’inizio, compresi partner, sponsor e tutti i professionisti facenti parte della nostra grande famiglia. Continueremo a dare il massimo per rendere tutti orgogliosi, mantenendo i nostri valori che già da quest’anno hanno contraddistinto la nuova Mission.
Quanto è difficile oggi gestire una società sportiva a questi livelli?
È sempre più complesso, sia dal punto di vista organizzativo che economico. Servono competenze, programmazione e grande passione. Nulla è improvvisato: dietro ogni risultato c’è un lavoro costante e una gestione attenta delle risorse, si lavora quotidianamente a testa bassa, sicuramente sbagliando qualcosa, ma solo ed esclusivamente per l’interesse di far crescere gli atleti sotto tutti i punti di vista.
A chi dedicate questa promozione?
Alle nostre atlete, protagoniste straordinarie di questa stagione, e a tutto lo staff che ha lavorato con professionalità, dedizione e sacrificio ogni giorno. lo dedichiamo anche alle famiglie, ai genitori volontari, ai dirigenti e tutti coloro che fanno parte della nostra realtà.
Qual è stata l’emozione più forte della stagione?
Sicuramente il momento della vittoria del secondo set, che ci ha dato certezza matematica della promozione diretta: un’esplosione di gioia condivisa, che ha ripagato sacrifici, impegno, dedizione e lealtà. Ma anche tante piccole emozioni durante l’anno, hanno contribuito a rendere questo percorso speciale.
Se doveste riassumere questo campionato in una parola, quale sarebbe?
“Squadra”. Perché è stata la forza del gruppo, dentro e fuori dal campo, a fare davvero la differenza e questo grazie alle atlete, ma anche a tutto lo staff tecnico e dirigenziale, che ha gestito queste ragazze alla perfezione.
Che messaggio volete dare alle giovani che iniziano a giocare a pallavolo?
Di credere nei propri sogni e di vivere lo sport con passione e rispetto. La pallavolo è una scuola di vita: insegna il valore del sacrificio, del lavoro di squadra e della determinazione. Con impegno e dedizione, i risultati arrivano.
Anche per chi scrive questo articolo da sempre la pallavolo è stata parte della mia vita. Un pezzo importantissimo che mi ha permesso di conoscere persone, vivere emozioni, affrontare sconfitte e vittorie, conquistare promozioni e, qualche volta, anche gestire retrocessioni.
Questa storica promozione in Serie C del Palazzolo Volley mi ha fatto riaffiorare ricordi e, soprattutto, mi ha ricordato quanto la pallavolo mi abbia fatto crescere e continui a farlo.
Come giocatore, come dirigente, come allenatore: sono dentro fino al collo. Staccare la spina è difficile. Ci sono momenti in cui vorresti mollare per rifiatare o riprenderti il tuo tempo, ma alla fine sei lì: in palestra, perché non vedi l’ora di allenarti o di allenare. E anche quando le giornate sono complicate, trovi sempre la forza di organizzare la stagione sportiva, nonostante le difficoltà.
Poi arrivano risultati come questi, che ripagano e gratificano il lavoro svolto con impegno e dedizione. “Siamo in C” come Cuore, Carattere e Coraggio: tre parole che raccontano la strada percorsa dal Palazzolo Volley per arrivare a questo prestigioso traguardo.
Le foto del servizio sono di Francesco Ambrosi.
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