Dentro un palazzetto, certe domeniche, l’aria ha un suono preciso: quello dei palloni leggeri che rimbalzano, delle scarpe che strisciano sul parquet, delle voci che si intrecciano senza bisogno di microfoni. A Palazzolo quest’anno la festa di fine stagione del minivolley S3 porta tutto questo, ma porta anche un nome che pesa e che chiede rispetto: Chiara Ugolini.
Domenica 7 giugno, agli Impianti sportivi di Palazzolo, si tiene la Festa di fine anno Minivolley S3, appuntamento territoriale della Federazione italiana pallavolo comitato di Verona: la festa conclusiva che, ogni anno, cambia casa tra le società del territorio. Per questa edizione la “casa” è Palazzolo, con la regia organizzativa della Polisportiva Palazzolo e l’appoggio delle realtà locali, oltre al patrocinio del Comune di Sona.
La scaletta della giornata è chiara: ritrovo alle ore 9.30. Alle ore 10 la testimonianza, pensata come momento di ascolto e di condivisione, con una consegna simbolica alle atlete e agli atleti presenti. Sarà a cura delle ragazze di Formazione Chiara, amiche e compagne di squadra che hanno dato vita all’associazione: non una sigla messa lì, ma un percorso nato per trasformare la memoria in formazione e consapevolezza sul contrasto alla violenza di genere, nei Comuni e nelle scuole.
Il cuore della giornata sta proprio qui: nello scegliere di tenere insieme sport e responsabilità. La festa resta festa, con area food & drink e area fun, perché l’evento vuole accogliere famiglie, bambini e società sportive in un finale di stagione pieno. Ma una parte del ricavato andrà in beneficenza, a sostegno di associazioni ed enti che lavorano sul tema della violenza di genere: un gesto pratico, non una formula. E non è un dettaglio, perché la memoria, se non diventa azione, rischia di restare una cornice.
Il legame con Chiara Ugolini a Palazzolo è profondo e ha già un segno visibile: il palazzetto è stato ufficialmente intitolato a lei nel 2023, nel giorno dedicato all’eliminazione della violenza contro le donne. Chiara aveva 27 anni ed è stata uccisa a Calmasino il 5 settembre. La comunità, quel pomeriggio, si è ritrovata nel piazzale dello sport: istituzioni, associazioni, realtà del volontariato. E c’era anche la pallavolo, con la FIPAV Verona, perché la storia di Chiara passa anche dalla sua passione: atleta e allenatrice, presenza vera per tante giovani che l’hanno conosciuta in palestra.
Ecco perché la festa S3 di domenica 7 giugno, pur essendo l’appuntamento territoriale della Federazione italiana pallavolo comitato di Verona, qui assume un tono diverso: non un semplice “gran finale”, ma una giornata che unisce la leggerezza dell’infanzia e l’urgenza degli adulti. Palazzolo ospita, organizza, mette energia e chiede che la pallavolo, almeno per un giorno, sappia anche guardare in faccia il dolore e farne qualcosa di utile, condiviso, pulito.
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