Palazzolo: chi era Egidio Manzati?

Sul Monumento ai Caduti di Palazzolo c’è scritto anche il nome di Egidio Manzati con un luogo e una data: Palazzolo 26 .9.1920. Tuttavia il suo nome non è stato compreso nell’elenco dei Caduti della Prima Guerra Mondiale, pubblicato da Il Baco da Seta nel numero speciale del 4 novembre 2006, perchè non risultava fra i morti per diretta causa di guerra ed anche perchè veniva scambiato da molti ex combattenti con un suo nipote, omonimo, nato nel 1920 e morto a Milano nel 1971, che nella Seconda Guerra Mondiale aveva fatto la campagna d’Africa dove fu fatto prigioniero e portato in Inghilterra.

 

Ora un altro nipote che pure si chiama Manzati Egidio, classe 1927, soprannominato Bigi Gatta (perché abitava in Via Gatta), ci ha fornito una fotografia dello zio, un bozzetto in cui appare a cavallo ed inoltre una notizia tramandata in famiglia. Lo zio aveva prestato servizio durante tutta la prima guerra mondiale nel reparto Cavalleria e per molto tempo aveva portato a cavallo la posta sul percorso Verona-Treviso; dopo poco tempo dalla fine della guerra morì per il distacco e danni degli organi interni in conseguenza del continuo andare a cavallo.

 

Dagli archivi parrocchiali risulta che era nato il 25 luglio 1889 da Pietro fu Gaetano e Gaiardoni Elisabetta fu Domenico e morto il 26.9.1920, data che corrisponde a quella che appare sul monumento.

 

Dal Foglio Matricolare dell’Archivio di Stato risulta che era alto m 1,64, aveva i capelli biondi ed era di professione fabbro. Aveva prestato servizio militare di leva nel 18° Reggimento Cavalleria di Verona dal 23 settembre 1911 al 5 dicembre 1913 con il grado di caporale e gli venne concessa la “dichiarazione di aver tenuto buona condotta e di aver servito con fedeltà e onore”.

 

Fu richiamato alle armi il 21 maggio 1915, nel Reggimento Cavalleggeri di Padova dove raggiunse il grado di sergente e destinato alle truppe mobilitate in zona di guerra il 16 aprile 1918, infine andò in congedo il 21 agosto 1919 ottenendo anche un premio di congedamento di lire 300.

 

Risulta quindi che dopo il servizio di leva di due anni e due mesi, fu richiamato allo scoppio della Grande Guerra e rimase sotto le armi per altri quattro anni e tre mesi morendo dopo solo 13 mesi dal congedo: si può così concludere che Egidio Manzati é un Caduto di guerra.