Palazzolo: “C’era una volta”, la mostra di oggetti di un tempo a confronto con quelli attuali, spesso in plastica

Dal 7 al 15 settembre scorso in occasione della sagra parrocchiale di Palazzolo la sala del bar Ai Portici ha ospitato una mostra organizzata dai volontari dell’Associazione La Torre.

Erano esposti oggetti vari in uso fino agli anni ’50, prima del boom economico, quando a Palazzolo non c’era ancora l’acquedotto, non c’era il gas, si cucinava sul focolare, e non c’era ancora la plastica. In campagna la forza lavoro era quella degli animali e dell’uomo.

La mostra presentava oggetti della casa, della cucina, della camera, dell’agricoltura, della falegnameria, dello scarpolin e una serie di vecchie macchine fotografiche, quelle con il rullino di celluloide.

Per la casa, brente e paroi per fare il bucato cioè la lessia da farsi con acqua bollente e cenere il cosidetto lessiasso; cassirei in rame per l’acqua da portare con la gerla dal pozzo e da mettere sul seciàr con la cassa di rame per bere. Per la cucina, el stagnà in rame per cuocere la polenta e la panàra per rovesciarla e tagliarla a fette con un filo di reve. La camera era rappresentata da un lettino in ferro con materasso de scartossi, comodino col bocal per la notte, brocca e catino per lavarsi, scaldaletto e preo per scaldarsi.

Un tavolo era dedicato agli oggetti di un tempo a confronto con gli attuali telefonini e smartphone che ne contengono tutte le funzioni: di macchina fotografica, enciclopedia, giradischi, macchina da scrivere, play-station, radio, televisione con moltissime altre funzioni e decine di impensabili applicazioni. Forse per questo i ragazzi di oggi vivono con il telefonino sempre in mano.

Per l’agricoltura c’erano il giogo per i buoi, le loro ferrature (ciàpe) insieme ai ferri di cavallo e di asino, pompa per irrorare le viti contro la peronospera, soffietto e solfarina per distribuire lo zolfo in polvere che combatte l’oidio, fero da segar con le piante per batar el fero cioè affilarlo, restel per rastrellare il fieno.

Gli attrezzi del falegname, prestati dal falegname e appassionato collezionista Giancarlo Ambrosi, il cui padre Giovanni detto Pessa era anche carradore e costruiva carri e ruote in legno, botti, brenti e brentine per il vino, erano: varie scaiarole (pialle), treolini (trapani) e anche le rumorose ràcole e batarèle che si usavano per le funzioni religiose del venerdì santo, per sostituire il suono delle campane e dei campanelli.

In un angolo c’era anche un go-kart con delle fotografie delle prime corse del Go-Kart tenute in paese a Palazzolo dal 1971 per alcuni anni e che saranno ricordate in un prossimo volume edito dal Baco e curato da Massimo Giacomelli.

Hanno visitato la mostra centinaia di persone e anche tutte le classi della scuola primaria. I ragazzi hanno osservato con curiosità i vari oggetti vecchi e nuovi, e seguito con grande attenzione le illustrazioni degli addetti. E’ stato loro spiegato anche il danno che provoca l’uso sbagliato della plastica che inquina i nostri mari. Anche i bambini della scuola d’Infanzia hanno visitato la mostra dimostrandosi pure curiosi e attenti.

Alcuni commenti lasciati sul registro delle firme: “non facciamo mai morire la memoria”, “ricordi legati alla mia infanzia e ai cari nonni”; “non c’è futuro senza il ricordo del passato”. Le insegnanti della scuola primaria hanno scritto: “una mostra bellissima, dovrebbe diventare un museo permanente”. Infatti un museo permetterebbe la visita delle scuole nel momento che queste cose vengono studiate a scuola. Ci sono ancora molti oggetti e ricordi del passato nelle nostre case e campagne che gli anziani conservano ma che rischiano di essere gettati.

Nel nostro Comune un museo etnografico e della civiltà contadina e artigianale andrebbe ad affiancare il museo archeologico “Fedrigo” e quello storico militare degli Alpini di Lugagnano.

Luigi Tacconi

About Luigi Tacconi

Vive a Palazzolo dalla nascita (10.9.1939). Laureato in Scienze Agrarie a Bologna, ha una moglie e due figlie. Ha operato nell’Amministrazione comunale di Sona per vent’anni, dapprima Consigliere, poi Assessore e infine Vicesindaco. Appassionato di scienze, natura, tradizioni e storia locale, raccoglie fotografie di persone di Palazzolo e redige alberi genealogici. Ha curato il libretto “ Don Pietro Fattori, un prete buono che ha plasmato una comunità” ed ha partecipato alla stesura delle pubblicazioni “Sona, appunti di storia”, “Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona” , volumi primo e secondo. Fa parte dell’Associazione La Torre di Palazzolo e del Gruppo di Ricerca per la Storia Locale della Biblioteca comunale. Nel 2006 ha iniziato la collaborazione con il Baco da Seta, dal 2012 regge la redazione di Palazzolo ed è alla ricerca di collaboratori.

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