Palazzolo al chiaro di Luna

Serata memorabile sabato 11 giugno a Palazzolo. Dopo tante giornate di nuvole e piogge Giove pluvio si è riposato e Selene, la mitica dea, ci ha fatto apparire la luna. Oltre 150 persone, con molti ragazzini, hanno potuto seguire le spiegazioni di Mariuccia Armani che ha iniziato dalla poesia che decanta Palazzolo scritta dal curato Don Augusto Corsi cent’anni orsono.

 

Sono stati illustrati la chiesa parrocchiale, il monumento ai caduti, il Palazzo Schizzi Fiorini, la Torre scaligera, i palazzi Maggi-Tacconi e Fumanelli-Tacconi in piazza Vittorio Veneto, la chiesetta di S. Antonio con il palazzo Palazzoli-Scattolini in via Ghiaia. Il gruppo è salito poi sul colle del Belvedere per osservare il panorama, vedere il faro con luce verde bianca e rossa della torre di S. Martino della Battaglia, ascoltare le vicende della villa che è passata in proprietà di molti personaggi storici.

 

Il più famoso di questi è stato Pietro Maggi: era professore di matematica all’università di Padova, presidente dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona e presidente del consiglio comunale di Sona dal 1840 al 1850, inoltre per hobby o scommessa coltivò il riso a Montesin nei pressi di Bargarago; seguirono Luigi Scatti, Giuseppe Fiorini, Giovanni Caronni, Maria Berzacola ed infine il sindaco di Sona Carlo Scattolini. Da qui il 30 aprile 1848 Carlo Alberto re di Sardegna, Vittorio Emanuele duca di Savoia e futuro re Vittorio Emanuele II°, Ferdinando duca di Genova vigilarono e diressero le sorti della battaglia di Pastrengo del 30 aprile 1848.

 

E’ stata poi letta la poesia di Giacomo Leopardi che inizia con i famosi versi: “Che fai tu luna in ciel, dimmi che fai silenziosa luna?” Quindi il gruppo si è portato alla Pieve di S. Giustina passando da Via Olmo, via Gonella, il progno ed il “campo del prete”, accolto dal suono soave dell’arpa di Chiara Isepato, una ragazza di Palazzolo che studia al liceo classico ed insieme al conservatorio di Vicenza.

 

Qui il gruppo si è riposato ascoltando brani d’arpa molto applauditi e di storia della pieve, dei suoi affreschi e degli ultimi suoi arricchimenti. Il frammento di un altare romano del primo secolo con bassorilievi di fiori e parte di un grifone, incastonato nel nuovo ambone; era stato trovato da Domizio Bagnara in un cumulo di sassi di scarto, frutto dell’ultima ferita fatta dalla ruspa sul vicino colle per ampliare un vigneto. I grandi quadri moderni ricchi di simbologie illustranti l’Annunciazione e l’Ultima cena del pittore Lao K. Il ritorno alla sala del circolo Noi per un rinfresco e l’ultima chiacchierata, è avvenuto dalla stradina della Bellaria che il Comune ha in programma di sistemare e rendere carrabile.

 

Abbiamo chiesto a Stefano Ambrosi, presidente dell’Associazione “La Torre”, come è stata organizzata la serata e quali idee ci sono per il futuro: “Questa serata è il frutto della nostra collaborazione con “Sona in 4 passi” che l’aveva sperimentata l’anno scorso. Per l’organizzazione ci hanno aiutato il Circolo Noi, la Polisportiva, il gruppo Alpini, il Gruppo Podistico e, per far conoscere l’evento, la Biblioteca comunale ed il gruppo del Centro Turistico Giovanile “El Vissinel”.

 

Per il futuro pensiamo ad unirci alle altre associazioni ambientaliste dell’ovest veronese sull’esempio del “Comitato per le colline moreniche “ della parte bresciana e mantovana, con lo scopo di unire le forze per la salvaguardia dell’ambiente e per ottenere l’istituzione del “Parco delle colline moreniche del Garda” e del “Parco della Valpolicella” proposti con una raccolta di diecimila firme in 37 Comuni e che sono fermi alle regioni Lombardia e Veneto”.